1.26.2016

mia lettera su @ilfoglio_it su il figlio di Saul

Al direttore - Anche se a Mariarosa Mancuso è parsa più espressiva la nuca che non il volto di Géza Ròhrig, l'attore che impersona il personaggio principale de "Il figlio di Saul", quella pellicola è l'ennesima riprova che di film sulla Shoah non ce ne saranno mai abbastanza. In "Saul fia" si narrano le ore finali della "vita" di un Sonderkommando - un internato costretto a gestire efficientemente lo sterminio di migliaia di persone per poi subire la stessa orribile sorte. Con un milione di euro e 28 giorni di riprese intense e drammatici effetti sonori, l'esordiente Laszló Nemes racconta orrori, alienazione, speranze, odii, amori, religiosità, ribellione, vergogna, viltà e ungheresità con un lirismo sommesso di raro coinvolgimento. Il figlio di Saul è il film da vedere in questa settimana della memoria anche se gli altri li abbiamo già visti e rivisti tutti. Magari indossando proprio la vostra kippah.

10.28.2015

mia lettera su @ilfoglio_it su Consulta e #M5S

Al direttore - Ormai lo scontrino è talmente centrale al dibattito politico italiano che ci siamo dimenticati che da un paio d'anni mancano tre giudici alla Corte costituzionale. Certo cantare "o-nes-tà o-nes-tà" a reti unificate fa sembrare intonati con la vox populi ma, se i giovani virgulti del Movimento 5 stelle, invece di occupare il tetto di Montecitorio o le trasmissioni televisive, s'assumessero la responsabilità di trasformare l'Aula della Camera in seggio permanente, probabilmente le pronunce sulla legge Severino, da loro tanto agognate, avverrebbero ancor più in linea col dettato costituzionale. Non si tratta di scie chimiche, chip sottocutanei, né della negazione dell'allunaggio, ma avendo scelto di far politica dovrebbero aver scoperto che lo Stato di Diritto, e la sua certezza, abbisognano di fatti e non solo di parole. Colgo anche l'occasione per fare i miei migliori auguri all`avvocato Giuseppe Frigo che leggo non star troppo bene.

9.20.2015

La laicità dello Stato non basta a garantire la libertà

Il 20 settembre dovrebbe esser festa nazionale riconsciuta e celebrata con tutti gli onori dalle istituzioni - Dopotutto si tratta del giorno in cui, nel 1870, i bersaglieri liberarono Roma dagli zuavi pontifici. 

La breccia di Porta Pia incarna il programma di riforme radicali cavouriane riassunte nel "libera Chiesa in libero Stato", un programma che ancora oggi stenta a esser appliacato nella sua piena politicità anche transnazionale.

Negli anni scorsi, specie quando la Chiesa cattolica ha sistematicamente praticato ingerenze di ogni tipo nella vita politica dell'Italia, si è tornati a parlare della "laicità dello Stato", un concetto altrettanto fondamentale del motto del Conte di Cavour. Spesso di è trattato di vuoti slogan, a volte di puntuali critiche alle gerarchie vaticane ma, purtroppo, raramente si è accompagnato con ulteriori proposte che prendessero in considerazione come in effetti si possa garantire la libertà.

Questo 20 di settembre 2015 occorre ricordare che senza Stato di Diritto la laicità dello Stato resta un vuoto proclama, se non, in certi paesi, una giustificazione alla discriminazione o persecuzione di gruppi religiosi. 

Il modo migliore per onorare chi perse la vita per liberare l'Italia dagli invasori e oppressori quasi 150 anni fa è quello di non guardare nostalgicamente indietro, o nell'alto dei cieli, ma intorno a noi per andar avanti con l'affermazione di tutti i diritti umani.
 
http://www.radioradicale.it/scheda/453426/celebrazioni-per-la-ricorrenza-del-xx-settembre