11.04.2009

Sull'iniziativa assunta dalla delegazione radicale del Partito Democratico in occasione della Giornata delle Forze armate

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, oggi abbiamo trovato in casella un depliant del Ministero della difesa che ricorda la Festa dell'Unità nazionale e giornata delle Forze armate.

A parte la lettera dell'onorevole Ministro che fa un grande utilizzo di maiuscole anche per parole come «nazione», «patria», «italiani» che nella nostra lingua non necessariamente vengono utilizzate, vorrei informare che a palazzo San Macuto alle ore 11 è stata organizzata dall'onorevole Maurizio Turco della delegazione radicale nel Gruppo del PD un evento in ricordo dei militi noti, piuttosto che dei ricorrenti ignoti, morti in circostanze misteriose durante il servizio di leva, ammalatisi per cause di servizio e abbandonati a sé stessi.

Invito dunque i senatori, non soltanto i membri della Commissione difesa, a riascoltare sul sito Internet www.radioradicale.it, tra gli altri, l'intervento del maresciallo Marco Diana, maresciallo dell'esercito in congedo che ha svolto considerazioni sulle affermazioni del Ministero della difesa in risposta all'interrogazione degli onorevoli Villecco Calipari, Schirru e Rugghia sui benefici riconosciuti dall'amministrazione della difesa al maresciallo stesso ed altri. Ritengo infatti che nel giorno in cui si celebrano le Forze armate si debba tener presente anche chi, in onore del servizio reso alla patria (come più volte ricordato dal ministro La Russa), invece viene dimenticato.

Contro i pianisti

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1784

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, insistono ad esserci luci accese dietro posti deserti. Non so se il mio sia un problema di diottrie, ma mi rivolgo alla Segreteria di Presidenza affinché provveda. Se continuano così farò i nomi; poi dividiamo lo stipendio di chi sta lì e dovrebbe fare quel tipo di lavoro.

PRESIDENTE. Senatore Perduca, lei ha ragione però se non indica almeno le postazioni ai senatori Segretari non riusciamo a individuarle. Comunque, mi segnalano che il collega Azzollini vota per due.

AZZOLLINI (PdL). Assolutamente no, Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.15, presentato dalla Commissione.

È approvato.


Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1784

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, purtroppo non è il senatore che viene indicato dai Segretari. Ce n'è un altro. C'è un ritorno di favori, mettiamola così. Non c'era prima quello che non c'era? Adesso c'è quello che c'era, non c'era, anzi, chiedo scusa. Accanto al senatore Comincioli, va bene? Ci sono tanti giornali, che capisco siano interessanti, ma coprono una posizione dove non c'è il senatore, ma continua ad esserci la luce accesa in fase di votazione. (Proteste dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE. Collega, se lei non mi indica il nome...

PERDUCA (PD). Ora è apparso miracolosamente, ma non c'era poc'anzi. Due voti almeno ...

PRESIDENTE. Collega, se lei non mi indica il nome...

PERDUCA (PD). ... sono stati espressi senza la presenza psicofisica del senatore in questione. (Proteste dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.527, presentato dalla senatrice Donaggio e dal senatore Filippi Marco.

Non è approvato.


Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1784

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, intervengo per segnalare la resurrezione di una tessera senza la resurrezione del senatore. (Commenti ironici dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Segretari se possono fare un'ulteriore verifica. (Commenti del senatore Asciutti).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 19.0.550/110.

INCOSTANTE (PD). Senatore Gramazio, tolga quel biglietto dalla postazione di voto del senatore Ciarrapico.

GRAMAZIO (PdL). Io lo tolgo, ma la tessera non c'è. Ma guarda che deficiente! Non ci vedete bene. Mettetevi gli occhiali! Compratevi gli occhiali, ve li passa il Senato.

PRESIDENTE. Senatrice Incostante, lei ha chiesto il voto elettronico?

INCOSTANTE (PD). Signora Presidente, io rispetto molto i colleghi. Se segnalo qualcosa, intendo essere rispettata, come rispetto gli altri.

PRESIDENTE. Assolutamente.

INCOSTANTE (PD). Credo non mi si debba dare della deficiente, perché non è questo il modo consono per parlare tra colleghi.

PRESIDENTE. Assolutamente.

GRAMAZIO (PdL). Mettiti gli occhiali!

PRESIDENTE. Senatore Gramazio, per cortesia.

INCOSTANTE (PD). E tu togli la carta!

GRAMAZIO (PdL). La tessera non c'è più da quando il senatore Ciarrapico è andato via. (Commenti della senatrice Incostante).

GARRAFFA (PD). Gramazio gioca.

GRAMAZIO (PdL). Ma che stai a dire! Buffone. Vattene. (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Colleghi, non in quest'Aula.

INCOSTANTE (PD). Deve togliere la carta dalla postazione del voto.

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Segretari, che hanno questo compito, di controllare. Comunque, mi dicono di aver ritirato la scheda in questione. (Commenti dei senatori Morando e Garraffa).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Signora Presidente, chiedo, non solo ai senatori Segretari, ma anche a lei, se è normale che le postazioni nelle quali sono inserite le schede siano coperte da carte.

PRESIDENTE. Non lo devono essere.

INCOSTANTE (PD). Allora sarà meglio verificare. Come vede, il senatore Gramazio continua a tenere una carta sulla postazione del senatore Ciarrapico.

PRESIDENTE. La scheda del senatore Ciarrapico è stata ritirata da tempo. (Commenti dai banchi della maggioranza). Colleghi, per cortesia.

QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (PdL). Signora Presidente, vorrei fare una proposta salomonica. Sono le ore 13,25. Visto che abbiamo avuto una giornata di lavoro intensa e corretta, apprezzate le circostanze potremmo interrompere cinque minuti prima. Credo che ce li siamo meritati.

PRESIDENTE. D'accordo, apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

Contro la privatizzazione dell'acqua

Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.505.

PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Con questo emendamento si modifica il linguaggio passando da «situazioni eccezionali» a «contesti territoriali» e si aggiunge il termine "sostenibile" alla fine del paragrafo.

Sono uno di quei senatori che ha subìto - come del resto tutti gli altri - un bombardamento di e-mail da parte del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Ho deciso di aggiungere la mia firma a tutti gli emendamenti del senatore Della Seta all'articolo 15, perché mi sembra vadano nella direzione auspicata da chi, negli anni scorsi, ha raccolto quasi mezzo milione di firme per evitare che l'acqua venisse privatizzata.

Suggerisco al senatore Sangalli, che sta preparando il suo ordine del giorno che sostengo, di tenere in considerazione - lo stesso invito rivolgo alla maggioranza - il fatto che negli ultimi vent'anni quello dell'acqua è diventato un business da 500 miliardi di dollari, che con il passare del tempo è stato attribuito a tre grandi multinazionali.

Allora, visto e considerato che avete forzato le procedure ed infilato questa misura all'interno di un'altra che tutto ha a che fare tranne che con i servizi pubblici a livello locale, consideriamo che si può aprire una porta ad una formazione di cartelli transnazionali di mega conglomerati che possono portare a casa tutto tranne gli interessi - ammesso e non concesso che sia a favore - delle piccole e medie imprese italiane che vogliono partecipare a questo tipo di settore merceologico.

Il mio voto è a favore dell'emendamento 15.505 e chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Perduca, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 15.505, presentato dai senatori Della Seta e Perduca.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

11.03.2009

PERDUCA SOSTIENE APPELLO FORUM DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

Il mail bombing degli aderenti al Forum dei movimenti per l'acqua ha-fatto, almeno, una vittima. Oggi nel dibattito generale sulla conversione-in legge del decreto legge "salva infrazioni" citerò il loro appello e sottoscriverò tutti gli emendamenti del Senatore Della Seta sull'articolo-15 che parla di 'adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di-servizi pubblici locali di rilevanza economica' includendo anche questioni-legate alla possibile "privatizzazione" dell'acqua.
Negli ultimi 20 anni, anche grazie alle insistenze del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, quello dell'acqua potabile e' diventando un business globale da 500 miliardi di dollari di fatto in mano-a tre multinazionali. Non si tratta di esser contro il "mercato", si-tratta di valutare se questo contesto, che interessa anche il mondo ricco,-possa essere considerato "libero mercato" oppure una mera concessione ai soliti oligopoli-lobby transnazionali. Concessioni che spesso avvengono con procedure non controllabili specie in un paese come il nostro dove non-esiste lo Stato di Diritto, e che riguardano l'accesso a risorse naturali primarie come l'acqua

10.30.2009

Interrogazione parlamentare sulle collaborazioni tra servizi italiani e russi

Terrorismo, Perduca e Busdachin: che ne sanno i servizi italiani delle minacce islamiche a leader nonviolento tataro di Crimea? Interrogazione parlamentare sulle collaborazioni tra servizi italiani e russi

30 ottobre 2009



* Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento e di Marino Busdachin, Segretario generale della Unrepresented Nations and Peoples Organization, UNPO:


Con un’interrogazione parlamentare chiediamo al Presidente Berlusconi di chiarire se nei suoi ripetuti incontri con Putin si parli anche di cooperazione e implementazione di misure anti-terroristiche contenute in accordi bilaterali recentemente adottati con la Federazione russa.

Infatti, secondo quanto riportato a Radio Free Europe/Radio Liberty dal Ministro degli interni ucraino Yuriy Lutsenko, il leader musulmano dei tatari di Crimea Mustafa Dzhemilev sarebbe stato al centro di un tentativo di attacco terroristico da parte del gruppo estremista islamico At-Takfir wal-Hidjra sventato il 23 ottobre scorso da un’operazione delle forze di sicurezza ukraine.

Secondo quanto ricostruito dagli ukraini gruppo, con all’interno una forte componente proveniente dall’Uzbeksistan, avrebbe emesso una fatwa contro Dzhemilev per la sua ripetuta critiche al fondamentalismo islamista. Fonti diplomatiche presenti nella regione ritengono che questo tipo di minacce, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali in Ukraina, potrebbero vedere il coinvolgimento silente da parte dei servizi russi.

Occorre che il Governo chiarisca quali siano le misure di anti-terrorismo che i nostri servizi portano avanti con quelli russi e se non sia il caso di investire nel sostegno di gruppi nonviolenti laddove la stabilità regionale è, o può essere messa, a repentaglio da gruppi estremistici armati.

Mustafa Dzehmilev, oltre che essere uno dei fondatori dell’ Unrepresented Nations and Peoples Organization si è sempre distinto per la sua opposizione nonviolenta al regime sovietico con iniziative che lo hanno portato a passare anni nei gulag e scioperi della fame di quasi un anno.

Testo dell’interrogazione parlamentare

Interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Dei Senatori
Perduca e Poretti

Considerato che:
- sono sempre più frequenti i contatti con le autorità della Federazione russa relativamente a una serie di questioni che, secondo quanto spesso riportato da organi di stampa e recenti atti bilaterali ratificati dal nostro Parlamento, includono anche misure anti-terrorismo;

- tanto nelle repubbliche del nord del Caucaso quanto in altre zone di presenza, oltre che influenza, russa continuano a verificarsi episodi di violenza che vengono definiti come perpetrati da organizzazioni terroristiche oppure come risultato di operazioni anti terroristiche;

- la presenza militare russa nella base di Sebastopoli nella penisola ukraina della Crimea, presenza che dovrebbe essere trasferita altrove nei prossimi anni;

- secondo quanto riportato a Radio Free Europe/Radio Liberty dal Ministro degli interni ucraino Yuriy Lutsenko, il leader dei tatari di Crimea Mustafa Dzhemilev, musulmano, sarebbe stato al centro di un tentativo di attacco terroristico da parte del gruppo estremista islamico At-Takfir wal-Hidjra sventato il 23 ottobre scorso da un’operazione delle forze di sicurezza islamiche. Secondo quanto ricostruito dalle autorità ukraine il gruppo avrebbe emesso una fatwa contro Dzhemilev per la sua ripetuta critiche al fondamentalismo islamista;

- considerato che secondo font i diplomatiche confidenziali presenti in Ukraina esisterebbero preoccupanti contatti tra alcune frange dei servizi russi e movimenti attivi nella destabilizzazione dei movimenti democratici ukraini attivi nel processo di democratizzazione del paese tra i quali la comunità di oltre 250mila tatari di Crimea.

Si chiede di sapere:
- quale tipo di cooperazione anti-terroristica esista tra i servizi italiani e russi,

- se il governo sia a conoscenza , e/o coinvolto, in operazioni di prevenzione anti-terroristiche in Crimea e in particolare delle operazioni relative al summenzionato episodio sventato il 23 ottobre 2009 nei confronti del Mustafa Dzhemilev,

- se all’interno delle politiche contro le reti terroristiche non rientrino anche iniziative di “public diplomacy” o sostegno politico ed economico volte a privilegiare le attività di gruppi nonviolenti come i tatari di Crimea.

10.28.2009

CALCIO: TESSERA TIFOSO; PERDUCA E STADERINI (RADICALI) MANIFESTAZIONE ULTRA' 14/11 PER RISPETTO DELLA COSTITUZIONE

Dichiarazione di Marco Perduca, Senatore Radicale eletto nelle liste del Pd e Mario Staderini del Comitato nazionale di Radicali italiani:

"La manifestazione indetta per il 14 novembre prossimo da parte di tutte le tifoserie va ben oltre la critica alla tessera del tifoso, è una mobilitazione nazionale per il rispetto della Costituzione.

Cercheremo per quanto possibile di sostenere anche questa fase popolare di opposizione alle misure annunciate a ferragosto da parte del Ministro Maroni che a oggi non son state tradotte in norme certe. A tal proposito nei prossimi giorni torneremo a sollecitare una risposta alle quattro articolate interrogazioni parlamentari in merito a cui il Viminale non risponde da due mesi.

Compatibilmente coi lavori del VIII Congresso di Radicali italiani - che si terrà a Cianciano dal 12 al 15 novembre e al quale sin d'ora invitiamo una delegazione dei manifestanti - cercheremo anche di essere presenti, perché cittadini (e tifosi), alla mobilitazione per il rispetto dei diritti di tutti gli italiani di poter assistere alle manifestazioni sportive senza l'obbligo di registrazione o anti-costuzionali bandi a vita.

Come già dimostrato nei mesi scorsi, i veri tifosi son capaci di manifestazioni pacifiche, siamo certi che per il 14 si possa arrivare anche ad arricchirle con la nonviolenza."

10.27.2009

TRNC NEWS HEADLINES

NEGOTIATION PROCESS DISCUSSED IN ANKARA

Cyprus negotiation process has been evaluated in detail at series of meetings at the Turkish Foreign Ministry.


The Cyprus issue was on the table in meetings which continued for two days.


The progress of the talks and ways to speed up the process in a way that will make it possible to reach an agreement in the coming months were discussed at a meeting chaired by Foreign Minister Ahmet Davutoglu.



The Foreign Ministry made a statement and said that Turkey believed that bringing an urgent, lasting and just solution to the problem was a necessity to turn the Eastern Mediterranean into a region of peace, stability and cooperation.

The statement added that Turkey fully supported the ongoing negotiation process and the positive manner of the Cyprus Turkish Side.

Istanbul correspondent of the Politis newspaper indicated that Turkish Foreign Ministry Spokesman Burak Ozugergin said that Turkey ’s peace message was obvious at the meeting.

TALAT WILL MEET GUL, ERDOGAN AND DAVUTOGLU IN ANKARA



It’s been announced that President Mehmet Ali Talat will be flying to Ankara this coming Thursday for a series of high level contacts with the Turkish officials.

The ongoing negotiations aimed at reaching a comprehensive solution to the Cyprus Problem will be on the agenda of the President’s visit to the Turkish capital.

As part of his contacts in Ankara , President Talat will be meeting with his Turkish counterpart Abdullah Gul as well as Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and Foreign Minister Ahmet Davutoglu.

President Mehmet Ali Talat and the Greek Cypriot leader Demetris Christofias had started discussing the issue of property, seen as one of the thorniest issues in the Cyprus Problem, when they met last Thursday.

While the two sides reserved their positions regarding the property issue during last week’s meeting, the two leaders have instructed their special aides, Ozdil Nami and Yorgo Yakovu to continue discussions on the issue.

The two special representatives will be discussing criteria concerning the property issue in an attempt to overcome existing disagreements.

Speaking to the BRT earlier in the week, Mr. Nami described the property issue to be one of the most difficult chapters of the negotiations and said the greatest problems arose in the area of privately owned properties.

He said that in the event of a settlement former property owners will be compensated for properties that are put into public use.

Meanwhile President Mehmet Ali Talat and the Greek Cypriot Leader Demetris Christofias will be discussing the competencies of the federal government when they meet again this coming Tuesday.

STATEMENT BY TALAT



President Mehmet Ali Talat said that United Nations should express to the Greek Cypriot side that they can not have all of their old properties back.



Expressing that otherwise, Greek Cypriots who integrated with the world can continue their way instead of a solution; Talat said that International Community and the UN should encourage both sides.



In his speech made during his visit to Dilekkaya, Kırıkkale, Erdemli and Yigitler, President Talat stressed that sides have reached to a common point on the issues approached within the framework of the United Nations’ parameters, but there are some problems on the issues that the Greek Cypriot side goes beyond the parameters.



Moreover, reminding that related to the property issue, sides have reached to an agreement that special representatives should meet on determining the criteria’s, Talat said ‘ there was not any development on the property issue, but now, it seems that we have proceeded one little step towards the side.’



Stating that bi-zonality was present in the UN decisions which were accepted in 1992, Talat said that property issue should be solved by taking into consideration this matter because solution would be realized on this base.



INFORMATION ISLAND WORKSHOP

The TRNC hosted a major international event on communication last week.

In the event, named ‘Information Island Workshop’, organized by the Ministry of Public Works and Communications, the latest technologies in the TRNC and the world were discussed and the TRNC found the opportunity to evaluate the studies which will be made in order to realize this objective.

The Minister of Public Works and Communications Hasan Taçoy said that the result of the workshop showed that some of the existing laws have to be changed in order to reach the goal in the short term.

Tacoy stressed that the TRNC has to be in such a position that it establishes its own model in order to create a free trade zone and free trade.

Tacoy also informed that offers began to come from Israeli and US companies, which heard the studies on “Informatics” in the North Cyprus .

Tacoy continued that: “My impression about the workshop is that everybody will determinedly study in order to turn Cyprus into an informatics island as stated in the slogan that ‘the future will come with informatics.’” He added that very important agreements with Turkey were signed on the informatics issue within the framework of this workshop.

The Minister underlined that in this context, he sent a law proposal on electronic communication and the issue will start to be discussed.

He added: “As for the possible investments in the country, the companies of ‘Turk Telekom’, ‘Visad’ and ‘Audio’ want to invest in the country and additionally Erickson Company, which won the tender of ‘Next Generation Network’, will start some studies.”

10.24.2009

perché in Italia il rapporto Onu sull’oppio è divenuto clandestino? Perché nascondere fallimenti del proibizionismo alla vigilia del ballottaggio alle

Solo il notiziario droghe dell’Associazione Diritti e Utenti dei Consumatori (ADUC), si è accorta della pubblicazione dell’ennesimo rapporto dell'Ufficio ONU contro la Droga e il Crimine (UNODC), incentrato su “Tossicodipendenza, Criminalità e Insurrezione” in Afghanistan. Nessuna agenzia di stampa né tantomeno il solerte direttore dell’UNODC hanno pensato bene di presentarlo a Roma dove si discute della necessità e urgenza di convocare una conferenza internazionale per la pacificazione del paese asiatico.

Perché non si vogliono far conoscere i fallimenti delle politiche di eradicazione delle colture che costano ingenti risorse umane e finanziarie mentre il fenomeno potrebbe essere incanalato nella produzione legale di oppiacei per la cura del dolore andando a incontrare la domanda reale di analgesici per miliardi di poveri?

Secondo l’Onu infatti, il traffico di eroina oggi frutta ai Talebani molto più che quando erano al potere. Dieci anni fa i Talebani ricavavano intorno ai $75-100 milioni l'anno, tassando la coltivazione di oppio. Oggi ricavano in media $125 milioni annualmente, solamente tassando la coltivazione e il commercio di oppio senza contare il pizzo imposto ai laboratori che raffinano l'oppio in eroina, l'importazione dei precursori chimici ecc.

Nel documento, pubblicato il 21 ottobre scorso, si esaminano le conseguenze devastanti che le 900 tonnellate di oppio e le quasi 400 tonnellate di eroina esportate dall'Afganistan ogni anno comportano per la sicurezza e la salute pubblica dei paesi situati lungo le narco-rotte balcaniche ed euro-asiatiche, fino all'Unione Europea, Russia, India e Cina. Il rapporto spiega inoltre in che modo lo stupefacente più letale al mondo ha costruito un mercato che vale 65 miliardi di dollari, avvelena 15 milioni di tossicodipendenti, causa 100.000 morti all'anno, diffonde HIV/AIDS ad un tasso senza precedenti e, l'elemento più serio che mai, finanzia mafie, ribelli e terroristi.

Con insospettate conseguenze in termini di traffico. l'oppio afgano che si riesce a sequestrare è poco: solo il 20% dell'eroina trafficata nel mondo e' confiscata (rispetto al 42% della cocaina esportata dai paesi Andini.) Non solo, i sequestri si fanno meno frequenti man mano che la droga si incammina verso l'Occidente. Mentre l'Iran intercetta il 20% degli oppiacei che l'attraversano, e il Pakistan il 17%, l'Asia Centrale ne intercetta solo il 5% e la Russia un magro 4%. Va anche peggio in paesi dell'Europa sud-orientale, membri dell'UE (Bulgaria, Grecia e Romania) che intercettano meno del 2% dell'oppio nazionale.

La certificazione dei fallimenti del proibizionismo da parte delle Nazioni unite dovrebbe essere al centro del ballottaggio per le presidenziali afgane, perché tutto questo silenzio?

Primarie Pd: Radicali fiorentini votano Marino l’unico vero primario

Dichiarazione di Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori Radicali-Pd, e di Giancarlo Scheggi, segretario associazione radicale Andrea Tamburi di Firenze

Le primarie son tali in un sistema politico in cui l’elettorato attivo di un determinato territorio sceglie direttamente chi poi partecipera’ a rappresentarlo nelle istituzioni. Questo non e’ il caso della mobilitazione di domani, ma abbiamo deciso di partecipare comunque anche per l’amicizia che ci lega da anni a Ignazio Marino, malgrado il Pd ci avesse negato la tessera perche’ iscritti al Partito Radicale.

Parteciperemo alla mobilitazione degli amici del Partito democratico sostenendo la candidatura del Senatore Ignazio Marino, col quale in Senato ci troviamo quasi sempre d’accordo nell’espressione dei voti.

Crediamo che Marino sia riuscito ad articolare, in modo partecipativo, una serie di proposte che vanno dal collegio uninominale maggioritario alla separazione netta tra Stato e Chiesa, dall’affermazione dei diritti civili alla liberta’ della ricerca scientifica fino alla depenalizzazione delle “droghe leggere” e l’autocoltivazione della cannabis terapeutica – tutti temi che da decenni sono al centro della lotta politica, parlamentare e nonviolenta radicale.

Marino e’ persona tenace e siamo certi che, anche se non dovesse essere eletto, riuscira’ a trovare il tempo e il modo per proseguire il suo impegno politico anche su quelle questioni.

I bizantinismi dello statuto del Pd prevedono che se nessuno dei tre domani superera’ il 50% dei voti sara’ l’assemblea nazionale che con un eventuale voto segreto avra’ l’ultima parola. Da cui la proposta di Eugenio Scalfari di rivedere le regole in corso d’opera proponendo che chi prende un solo voto in piu’ alle primarie deve essere il segretario evitando il ballottaggio all’assemblea nazionale.
Partecipiamo anche perche’ la realizzazione eventuale del “lodo Scalfari” ci vedrebbe coglionati in prima persona e quindi direttamente interessati nel ricordare ai compagni del Pd lo slogan con cui siamo stati candidati l’anno scorso “pacta sunt servanda”!

10.22.2009

Per la risposta scritta ad interrogazioni

Per la risposta scritta ad interrogazioni

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Intervengo per sollecitare la risposta alle interrogazioni 4-01938 e 4-01937 rivolte al ministro Alfano, depositate il 16 settembre scorso, relative al carcere di Rovigo e a quello di Venezia, carcere maschile e femminile, le quali riassumono tre dei problemi relativi alla sovrappopolazione dei nostri istituti.

Nel caso di Rovigo, infatti, esiste l'identificazione di un luogo dove dovrebbe essere costruito un nuovo carcere. Sono stati fatti i bandi per la costruzione dello stesso, ma non si è più avuta notizia in relazione all'avanzamento dei lavori. Intanto il carcere di Rovigo è stato considerato dismesso e, quindi, anche la manutenzione ordinaria dello stesso non avviene più e i detenuti vivono in condizioni pessime, condizioni che ho potuto constatare di persona visitandolo alla fine di agosto.

Per quanto riguarda il carcere di Venezia, si rilevano due tipi di problemi. Nella parte maschile esiste un'ala con quasi 40 e - ahinoi! - in base alla prassi italiana, possibili 80 posti letto che non sono messi a disposizione dell'istituto, perché devono essere terminati i lavori di ristrutturazione e assegnate alcune guardie, e nella parte femminile convivono 5 bambini con le loro madri.

Il Governo, nel corso dell'audizione in Commissione diritti umani, aveva fatto sapere che tanto a Venezia quanto a Firenze si era ormai decisa, anzi portata a termine, la divisione relativa all'ospitalità data a detenuti con figli minori di tre anni. Ma né a Firenze né a Venezia tutto ciò è avvenuto.

Dico questo perché - e concludo - il giorno prima la data del deposito di questa interrogazione, cioè il 15 settembre, ci era stato comunicato che durante l'estate il ministro Alfano avrebbe presentato il piano carceri. Ebbene, non solo non sono state date risposte alle varie interrogazioni parlamentari a seguito delle visite ispettive che 160 colleghi hanno portato avanti in tutta Italia, ma non esiste neanche il piano carceri, e nel frattempo continuano ad aumentare, in virtù dell'immigrazione clandestina, gli ospiti nei nostri istituti di pena.

Contro le mine

Discussione dei disegni di legge:

(1780) Ratifica ed esecuzione del Protocollo V della Convenzione sulla proibizione o limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (Convention on Certain Conventional Weapons - CCW), fatta a Ginevra il 10 ottobre 1980, relativo ai residuati bellici esplosivi, fatto a Ginevra il 28 novembre 2003, nonché modifiche alla legge 7 marzo 2001, n. 58, recante istituzione del Fondo per lo sminamento umanitario (Approvato dalla Camera dei deputati)

(632) PETERLINI. - Ratifica ed esecuzione del Protocollo del 28 novembre 2003 relativo ai residuati bellici esplosivi (Protocollo V) allegato alla Convenzione del 10 ottobre 1980 sulla proibizione o la limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati


PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perduca. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, innanzitutto desidero aggiungere le firme della senatrice Poretti e mia all'ordine del giorno G100 del senatore Pedica, che pare non soltanto puntuale, ma anche opportuno perché rielabora alcune considerazioni assolutamente necessarie, visto e considerato che molto spesso le mine antiuomo in giro per il mondo sono di produzione italiana. Pertanto, credo che sia opportuno investire denaro pubblico perché si possa passare allo sminamento di zone a noi vicine; penso ancora una volta ai Balcani, ma anche all'Asia centrale o al Sud-Est asiatico. Questi sono esempi concreti di un passato che a volte ha visto anteporre gli interessi economici alla vera promozione della pace e della sicurezza internazionale. Tra l'altro, quando era Commissario europeo per gli affari umanitari, la presidente Bonino riuscì a negoziare le fasi finali del bando mondiale delle mine antiuomo. Credo quindi sia quanto meno opportuno che l'Italia continui in questa direzione.

Quanto detto dai colleghi che mi hanno preceduto è di sicuro ampiamente condivisibile, ma credo anche che questioni di tale importanza richiedano una maggiore partecipazione, non tanto nella fase finale del dibattito in Aula, quanto nell'approfondimento dei temi, e infatti è di questo che oggi abbiamo discusso in Commissione prima che venissero presentati all'Aula i disegni di legge di ratifica al nostro esame.

Alcuni dei temi trattati sono meramente burocratici, mentre altri attengono a questioni ben più importanti: ecco, sarebbe opportuno riuscire a trovare il modo di interessare quanto più possibile non soltanto le Commissioni competenti, ma anche l'Aula, e non in maniera formale, come già avviene, ma sostanziale. E la soluzione non è di certo la richiesta del voto elettronico per far sì che i senatori siano presenti in Aula. In tal modo ci si potrebbe dedicare alla ratifica dei trattati internazionali non per recuperare il tempo passato nelle scorse legislature (che era uno degli obiettivi che ci erano stati posti in 3a Commissione permanente all'inizio dell'attuale legislatura) e neanche per riempire dei vuoti. Questo soprattutto considerando il fatto che - mi si consenta di farlo notare ai presenti, ma anche ai nostri ospiti ed agli ascoltatori che ci seguono tramite Radio radicale - il carico di lavoro del Senato non ci impedisce di approfondire molte delle questioni trattate.

Ribadisco quindi che noi rappresentanti della delegazione radicale desideriamo aggiungere le nostre firme all'ordine del giorno G100, preannunciando che esprimeremo voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi della senatrice Poretti).

ITALIA-CIPRO: FRATTINI, OLTRE A SI' A INGRESSO TURCHIA IN UE, SI ATTIVI PER DIRITTI DEI TURCO CIPRIOTI

E' registrare con soddisfazione la persistenza da parte del governo italiano a favore dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea, ma occorre che tutte le questioni che a oggi ne hanno drammaticamente impedito la piena adesione vengano risolte in contemporanea. In occasione di un incontro col suo omologo greco cipriota, il Ministro Frattini, a proposito della ricerca di una soluzione per l'isola mediterranea ha affarmato giustamente che il dialogo "non ha portato ancora a soluzioni definitive". Da parte sua il Ministro Kyprianou ha affermato che il suo paese vuole "una Turchia europea e non solo la Turchia nell'Unione europea".

Chissà a cosa alludeva il Ministro Kyprianou, visto e considerato che la Repubblica di Cipro, indipendentemente dal colore del governo, non perde occasione per bloccare i finanziamenti della Commissione europea promessi ai turco ciprioti a mo' di riparazione per non aver mantenuto la parola data alla vigilia del voto sul piano Annan nel 2004. Occorre quindi sbloccare buona parte dei quei quasi 300 milioni di euro promessi per investimenti struturali nella parte settentrionale di Cipro, ma occorre anche, in concordia con Turchia e il nuovo governo di Atene, arrivare a una calendarizzazione certa degli obiettivi da raggiungere entro la fine dell'anno.

I leader Christofias e Talat stanno facendo piccoli passi avanti, occorre che vi sia uno sforzo a livello internazionale perché i diritti dei turco-ciprioti vengano rispettati appieno e il piano preparato dalle Nazioni unite divenga riproponibile nella primavera dell'anno prossimo senza che una delle parti cambi le carte in tavola all'ultimo minuto.