8.31.2011

In risposta a un editoriale del Sole di oggi

e in attesa di eventuale pubblicazione:

L'editoriale del 31 agosto "le spie di Gheddafi" si conclude ricordando come predicare bene e razzolare male non facciano guadagnare la democrazia. A ben guardare, nel caso della Libia, i predicatori non son stati poi molti, anzi! Negli ultimi anni, nel tentativo di convincere se stessi e il mondo che le armi chimiche libiche non esistesse più e che occorresse concentrarsi piuttosto su quelle irachene o di bin Laden, USA, Gran Bretagna, Francia, Italia, Russia e Nazioni unite non hanno frapposto più di tanti ostacoli al rientro della Libia di Gheddafi nella comunità internazionale colle massime onorificenze. Per l'appunto, l'anno in cui si è registrata l'accelerazione della "resistibile ascesa" del Colonnello è il 2003; proprio quel 2003 consegnato alla storia per l'attacco della "coalizione dei volenterosi" all'Iraq di Saddam Hussein quando era ormai noto che il dittatore iracheno fosse pronto ad andare in esilio. La caduta di Saddam, a oggi, non ha però portato ad alcuna rivelazione circa gli ultimi due mesi di contatti e iniziative politiche volte a scongiurare un inutile e costosissimo, in termini di vite e risorse, attacco militare e provocare comunque un cambiamento di regime a Bagdad. La caduta di Gheddafi, oltre alla libertà per milioni di persone, dovrebbe però poter far innescare una ricerca della verità, come da anni chiesto dal satyagraha di Marco Pannella, perché si possa finalmente far luce sul ruolo che proprio il Colonnello giocò nel boicottare l'esilio del suo collega-rivale in un paese arabo - il Bahrein lo aveva ufficialmente annunciato - a un summit della Lega Araba a Sharm el-sheik nel marzo 2003. A oggi le cancellerie occidentali hanno sempre predicato bene alle orecchie delle oligarchie del mondo arabo e praticato i propri interessi economici e commerciali chiudendo gli occhi sulla sistematica violazione dei diritti umani, adesso che, proprio in virtù dei diritti umani la primavera scorsa la sponda sud del Mediterraneo s'è rivoltata, occorre che prediche e pratiche cambino di segno le ripercussioni non possono che essere positive anche per le nostre democrazie.



Marco Perduca, Senatore Radicale


3 marzo 2009, il diplomatico libico Ali Treki viene eletto presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UN news).


2 febbraio 2009, Gheddafi è eletto presidente dell’Unione Africana. Il leader libico Muammar Gheddafi è stato eletto presidente delle 53 nazioni dell’Unione Africana dai delegati riuniti nel summit tenutosi lunedì in Etiopia.Gheddafi è stato largamente sostenuto anche se alcuni dei membri dell’unione hanno voluto esprimere le proprie riserve sulla nomina. (AfricaNews.com).


30 agosto 2008, Berlusconi e Gheddafi firmano l’ ”Accordo di amicizia e collaborazione Italia- Libia”, che prevede 5 miliardi di dollari in 20 anni.


16 ottobre 2007, La Libia è stata eletta nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu (UN news.com).


16 ottobre 2007, La Libia è stata eletta con una maggioranza schiacciante nel Consiglio di sicurezza dell’Onu, per un mandato di due anni a partire dal 1 gennaio 2008. (New York Times).


24 luglio 2007, Dopo otto anni e mezzo di prigionia in Libia otto infermieri bulgari e un medico palestinese sono scesi liberi dall’aereo presidenziale francese, accompagnati dalle due donne che sono riuscite ad aprire uno spiraglio con il leader libico Muammar Gheddafi, la first-lady francese Cecilia Sarkozy, e il commissario per gli affari esteri dell’Unione Europea Benita Ferrero-Waldner (New York Times).


15 maggio 2006, Dopo essere stata per oltre un quarto di secolo sulla lista degli Stati sostenitori del terrorismo degli Stati Uniti, la Libia è rientrata nelle grazie del governo statunitense. Il Dipartimento di Stato ha annunciato oggi che rimuoverà la Libia dalla lista entro 45 giorni come una parte del processo di normalizzazione in tre passi dei rapporti Stati Uniti- Libia, dichiarando la Libia “fuori dall’affare terroristico” (ABC News).


19 dicembre 2003, Tripoli ha annunciato che abbandonerà il programma delle Armi di distruzione di massa. Un canale di comunicazione secondaria con agenzie di spionaggio statunitensi e britanniche è stato aperto nel 2002, e i negoziati segreti sono proseguiti fino a poche ore prima dell’annuncio, come riportato da Judith Miller sul Wall Street Journal. Inoltre la Libia si è impegnata a rendere possibile la verifica dell’avvenuta distruzione del programma.


Agosto 2003, Dopo i negoziati tra i rappresentanti dell Nazioni Unite, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, la Libia ha, infine, accettato di pagare 2,7 miliardi di dollari di risarcimento per le vittime dell’attentato al volo Pan Am 103. Alcuni giorni dopo la Libia ha recapitato una lettera al Consiglio di Sicurezza dell’Onu in cui si è assunta la responsabilità dell’attacco.


20 gennaio 2003, Con 33 voti favorevoli, 3 contrari (compresi quelli si Canada e Stati Uniti) e 17 astenuti (compresi almeno 6 dei 7 stati membri dell’Unione europea attualmente in Commissione) la libia è stata innalzata stamattina


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