AFGHANISTAN: COSSIGA, SI' A TRATTATIVA E SCAMBIO PER ITALIANI SCOMPARSI
Roma, 23 set. - (Adnkronos) - ''Certo il rapimento di due soldati italiani del contingente nazionale non combattente delle forze della Nato in Afghanistan e' stato ben studiato in quanto realizzato proprio nel momento in cui il ministro degli Affari esteri si trova gia' a Washington e sta per arrivare a New York il presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi''. Lo afferma in una dichiarazione il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che aggiunge: ''Credo che dopo il precedente della operazione italiana volta a ottenere lo scambio di leader della guerriglia talebana in cambio del giornalista del quotidiano'La Repubblica' il povero e modesto Mastrogiacomo, il governo non esitera' a fare pressione sia sul governo degli Stati Uniti sia sul governo di Kabul e porra' in campo tutte le sue forze sia quelle istituzionali sia quelle politiche filotalebane della sinistra radicale perche' si avvii una trattativa e sia fatta salva anche con lo scambio di guerriglieri talebani o terroristi di al Qaeda la vita di due poveri ragazzi italiani imprudentemente mandati allo sbaraglio in quel teatro operativo''. ''Certo -osserva l'ex capo dello Stato- dietro Mastrogiacomo vi era un potente gruppo finanziario editoriale giornalistico e dietro i due poveri soldati ci sono solo il buon Arturo Parisi e le gerarchie militari che sulla bilancia della forza politica contano molto meno dell'ingegner Carlo De Benedetti e del radical chic Eugenio Scalfari. Ma sono convinto che l'opposizione che per motivi umanitari non ha esitato a foraggiare la guerriglia e il terrorismo iracheno per liberare tre giornalisti di sinistra non si opporra' a che questa volta il governo italiano avvii immediatamente trattative per la liberazione dei soldati italiani''. ''Per quanto -conclude Cossiga-mi riguarda io che la volta precedente votai contro la linea del governo provocandone la caduta questa volta mi dichiaro favorevole alle trattative e allo scambio e se necessario, che ne siano sicuri Romano Prodi e Massimo D'Alema, votero' a favore''.
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