We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
9.11.2006
Io c'ero
L'11 settembre di cinque anni fa io ero a New York. Non l'ho mai raccontato per iscritto, quel che invece ho raccontato è che questi? da allora mi pare che abbiano fatto una bella serie di guadagni.
5 comments:
Anonymous
said...
Mi pare che non solo “questi abbiano fatto una bella serie di guadagni”, ma anche quelli che vanno portando avanti i loro desideri di repressione e di controllo, che sotto il pretesto di prevenire le minacce di nuovi attentati vanno istituendo all’interno delle democrazie leggi e pratiche eccezionali o di emergenza che violano dei diritti fondamentali e quindi indeboliscono la stessa democrazia. Alla fine mi pare che entrambi “questi” e “quelli” hanno lo stesso desiderio di distruggere la democrazia. Perché non racconti adesso quello che hai vissuto e sentito nel’11 settembre di cinque anni fa quando eri a New York? A me piacerebbe moltissimo leggere il tuo racconto. E sono sicura che piacerebbe non soltanto a me. Io devo confessare che allora ho avuto dei sentimenti molto cattivi. Anche perché allora non capivo tante cose, ho addirittura sentito una certa gioia, dimenticando le persone che hanno sofferto e che sono morte e supponendo che gli attentati potessero rappresentare una sconfita dei potentati. Ma, sempre c’è tempo per fare una bella “autocritica”.
brutta cosa gioire della morte, sempre che non sia la propria... se trovo il tempo racconterò il mio 11 settembre, ma non è niente di epico. per il resto posso solo dire che in una riunione al department of justice a washington, ci fu detto che il patriot act era in fase di definizione già nel luglio-agosto 2001...
È sempre più bello gioire della vita, non soltanto degli altri ma anche della propria... Per essere pregiato un racconto non bisogna di essere epico. I racconti sulle esperienze e sui sentimenti apparentemente comuni o banali possono essere molto più belli. E sono sicura che il tuo racconto sarà bellissimo.
per quanto affascinante la teoria del complotto, essa non m'appartiene. voglio solo dire che le misure che poi son state adottate in maniera molto più ampia erano già nel cassetto testimonianza del fatto che anche negli USA guerra al terrorismo o no la situazione delle libertà individuali sta prendendo una china "euro-asiatica", per cosi dire, di messa in dubbio della certezza dei diritti costituzionali in ossequio alla sicurezza
5 comments:
Mi pare che non solo “questi abbiano fatto una bella serie di guadagni”, ma anche quelli che vanno portando avanti i loro desideri di repressione e di controllo, che sotto il pretesto di prevenire le minacce di nuovi attentati vanno istituendo all’interno delle democrazie leggi e pratiche eccezionali o di emergenza che violano dei diritti fondamentali e quindi indeboliscono la stessa democrazia. Alla fine mi pare che entrambi “questi” e “quelli” hanno lo stesso desiderio di distruggere la democrazia.
Perché non racconti adesso quello che hai vissuto e sentito nel’11 settembre di cinque anni fa quando eri a New York? A me piacerebbe moltissimo leggere il tuo racconto. E sono sicura che piacerebbe non soltanto a me.
Io devo confessare che allora ho avuto dei sentimenti molto cattivi. Anche perché allora non capivo tante cose, ho addirittura sentito una certa gioia, dimenticando le persone che hanno sofferto e che sono morte e supponendo che gli attentati potessero rappresentare una sconfita dei potentati. Ma, sempre c’è tempo per fare una bella “autocritica”.
brutta cosa gioire della morte, sempre che non sia la propria... se trovo il tempo racconterò il mio 11 settembre, ma non è niente di epico. per il resto posso solo dire che in una riunione al department of justice a washington, ci fu detto che il patriot act era in fase di definizione già nel luglio-agosto 2001...
È sempre più bello gioire della vita, non soltanto degli altri ma anche della propria...
Per essere pregiato un racconto non bisogna di essere epico. I racconti sulle esperienze e sui sentimenti apparentemente comuni o banali possono essere molto più belli. E sono sicura che il tuo racconto sarà bellissimo.
"il patriot act era in fase di definizione già nel luglio-agosto 2001...".
E allora? Vuoi dire che le torri se le sono buttate giù da soli?
per quanto affascinante la teoria del complotto, essa non m'appartiene. voglio solo dire che le misure che poi son state adottate in maniera molto più ampia erano già nel cassetto testimonianza del fatto che anche negli USA guerra al terrorismo o no la situazione delle libertà individuali sta prendendo una china "euro-asiatica", per cosi dire, di messa in dubbio della certezza dei diritti costituzionali in ossequio alla sicurezza
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