Settimana scorsa ci si era dilungati da questi schermi e altrove su "questa storia di internet libero" tentando di mettere in evidenza come - sebbene la retorica ufficiale voglia la Rete libera e bella perché nelle mani dell'associazione privata californiana ICANN - le cose siano leggermente non solo più complesse ma anche forse mal rappresentate dai ranger del modello americano.
Ebbene, è di oggi la notizia che il Presidente dell'ICANN Vint Cerf non prevede per il momento nessuna decisione in merito al dominio per siti pornografici .xxx opzionato da ICM Registry. Cerf (che in inglese suona pericolosamente come serf=servo) è diventato tutto di un tratto un frate trappista? no, deve semplicemente soffrire la pressione (e non poter reagire, almeno per il momento) della destra reazionaria americana che fa pressione sull'"editore di riferimento" della Rete, cioè il Dipartimento del Commercio affinché "non venga legittimata la pornografia".
Ora, indipendentemente dalle opinioni personali in merito alla creazione di un distretto a luci rosse su internet, mi pare che si confermi la tendenza proibizionista anche del benevolo regolamentatore a stelle e strisce, che fare? Buttarsi sulla Cina?
2 comments:
ma tu le che commissione hai scelto?
il primo giorno quella sulla tecnologia e il secondo quella sull'università
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