9.14.2011

Sulla scomparsa di Leone Massa


PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). [...]. Molto brevemente, desidero poi informare l'Aula che è morto il signor Leone Massa. Molti di noi lo ricorderanno, perché è stato per tanti anni presidente dell'associazione degli imprenditori attivi in Libia e cacciati da Gheddafi 35 anni or sono. Purtroppo Leone Massa, malgrado fosse quotidianamente qui fuori, in Transatlantico, a insistere perché il Governo si assumesse una responsabilità relativamente a quei cittadini italiani (perché stiamo parlando di cittadini e imprenditori italiani maltrattati da Gheddafi), non ha visto coronare il suo sogno, cioè che, finalmente, venisse prima l'amicizia con gli italiani e poi, eventualmente, anche quella, non con il popolo libico (ahinoi), ma con il dittatore Gheddafi.
Dico ciò perché l'Italia ha scongelato due miliardi e mezzo di fondi libici investiti in Italia, che andranno al Consiglio nazionale transitorio libico. Ebbene, occorre trovare il modo, all'interno di questa ingentissima cifra, di recuperare quelli che sono, a questo punto, pochi spiccioli, in onore della memoria e dell'impegno di Leone Massa (al quale vanno i nostri più affettuosi ricordi e che, sicuramente, grazie a Radio Radicale, anche in Paradiso, dove sicuramente si trova, ci sta ascoltando), ma anche per andare incontro alle richieste di migliaia di italiani.

Siamo riusciti, in qualche modo, a fare tutte le capriole possibili nei rapporti con la Libia. Ebbene, l'ultima giravolta utile è quella di prendere in considerazione le richieste sia dei cittadini italiani che degli imprenditori cacciati dalla Libia, trovando quelle poche centinaia di migliaia di euro (o milioni, visto che sono passati anni e sono maturati degli interessi) per recuperare, molto lentamente e veramente in «zona Cesarini», come si dice in gergo calcistico, un minimo di reputazione di fronte a noi stessi e anche alla nuova Libia.

1 comment:

Claudio Buzzi said...

Grazie. Grazie di cuore