8.25.2011

La priorità assoluta della comunità internazionale per la Libia deve essere il no a "far west" poi scongelare beni


Prima di accellerare le pure necessarie dotazioni economiche e finanziarie ai libici, occorre garantire che la legge e l'ordine si confacciano agli standardi internazionali e non a improvvisate ronde o moti di giustizia fai da te. Per questo occorre che il Consiglio di sicurezza quando tra poco sarà chiamato a discutere della Libia si ponga il problema di tutti coloro che oggi si trovano in Libia, sia perché cittadini di quel paese, sia perché migranti, sia perché mercenari o giornalisti che, come abbiamo avuto modo di denunciare giorni fa, in virtù delle loro opinioni critiche della Nato possano risultare non graditi, come il caso del redattore capo di Voltairenet Thierry Meyssan.


Occorre spezzare la catena di crimini commessa dal regime di Gheddafi inaugurando una fase in cui sia la forza della legge e non la legge della forza a governare quel Paese. Alle Nazioni uniti ci si pongano quindi problemi di diritti umani per tutti coloro i quali oggi si travano per scelta o ventura in quel paese ricordandoci che, proprio per reagire alle sistematiche violazioni di quei diritti, si è schierata la comunità internazionale adottando le risoluzioni 1970 e 1973.

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