11.19.2009

Sui rilievi formulati dall'amministratore delegato dell'ENI in un'audizione al Senato

Sui rilievi formulati dall'amministratore delegato dell'ENI

in un'audizione al Senato

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, come tutti avranno potuto notare, in prima pagina del «Corriere della Sera» oggi si legge: «Troppo caldo in Senato»; addirittura sull'argomento ci sono un editoriale ed un articolo di approfondimento (chiamiamolo così). L'editoriale è a firma Stefano Agnoli e si intitola: «Se a stare "troppo al caldo" è chi dovrebbe dare l'esempio». È vero che in effetti oggi fa più freddo del solito.

Non vorrei che alcune reazioni zelanti (come già è accaduto relativamente ai prezzi della buvette) poi facciano girare in una beneficenza, che noi non abbiamo ancora potuto conoscere a chi vada, il risparmio relativamente all'abbassamento delle temperature (cosa peraltro auspicabilissima, visto e considerato che in effetti in Commissione si muore dal caldo), ma credo che vada fatto notare al «Corriere della Sera», e anche magari a qualche sostenitore dell'ENI, che proprio da quel pulpito una predica relativamente all'attenzione ai diritti dell'ambiente e al risparmio energetico non può venire per due squisite ragioni: in primo luogo, perché grazie all'insistenza dell'ENI noi siamo i partner strategici principali, riconosciuti da maggioranza ed opposizione, di almeno due dittature, una democratica, la Federazione Russa, l'altra meno democratica, la Libia; in secondo luogo, stiamo facendo prendere posizioni politiche all'interno dell'Unione europea da parte del nostro Governo contro il cosiddetto gasdotto Nabucco, dove invece i nostri partner stanno investendo per cercare di garantire all'Italia forniture di gas a prezzi di mercato e non - come dice giustamente invece il «Corriere della Sera» - a prezzi al di sopra del prezzo di mercato, perché ci approvvigioniamo dai partner strategici di cui sopra.

Quindi, l'amministratore delegato dell'ENI Scaroni ha avuto certamente ragione a criticare la temperatura di queste sale, però credo che tutto il resto attenga più alla solita demagogia di chi vuol fare un polverone per nascondere un bell'arrosto che si porta avanti da cinquant'anni (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore Perduca, perché rimanga agli atti la informo che in relazione all'aumento di temperatura, naturalmente provocato dalle luci e dalla presenza continuativa di più persone all'interno delle Aule delle Commissioni e dell'Assemblea, tali ambienti anche di inverno non vengono riscaldati bensì raffreddati. Questo è un aspetto da approfondire.

Pertanto, per abbassare ulteriormente la temperatura all'interno di questi ambienti occorrerebbe consumare una quantità maggiore di energia, che sembra essere proprio ciò che lei e tutti vorremmo evitare.

PERDUCA (PD). Questo non avviene nei corridoi.

PRESIDENTE. Negli altri ambienti del Senato il sistema di riscaldamento - questo è un dato importante - è tarato secondo i limiti di legge. Questo lo posso testimoniare personalmente, perché quando sono seduta al banco della Presidenza a volte fa molto freddo, oltre al fatto che c'è un vento incredibile.

2 comments:

Michele Governatori said...

Eni a parte, se davvero la stanza della commissione è calda anche d'inverno per via della sola illuminazione, allora è probabilmente sbagliata l'illuminazione. (Quella a basso consumo riscalda ben poco).
Ciao!

perdukistan said...

controllerò, ma non credo sia per la luce che si scoppia di caldo in commissione. spesso si tratta di aule inventate in mezzanini o anfratti che secondo me avrebbero ottenuto la "vivibilità" con grossa difficoltà se si fosse trattato di abitazioni...