dei senatori Marco Perduca e Donatella Poretti
Premesso che dal 24 gennaio 2009, il Centro di prima accoglienza di Lampedusa e' stato trasformato in un Centro di identificazione e espulsione e che dalla fine del mese di gennaio si sono susseguite notizie che hanno stato assicurato la conclusione del il piano di rimpatri da Lampedusa, in particolare verso la Tunisia e il Marocco.
Considerato che la trasformazione del Centro ha radicalmente cambiato la natura della struttura facendo diventare quello che era un centro modello per l'accoglienza e il primo soccorso in un vero e proprio campo di detenzione a tempo indeterminato.
Considerate le varie preoccupazioni espresse da numerose organizzazioni non-governative come Save the Children, dall'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, preoccupazioni riscontrate il giorno 11 da una delegazione della Commissione speciale sui diritti umani del Senato.
Tenuto conto che 900 persone vivono in fabbricati pensati per 300 e che il sovraffollamento e l'ignoranza circa il proprio status e il futuro degli ospiti rendono la situazione di difficile gestione sia per quanto riguarda l'ordine pubblico che la mera manutenzione dei locali;
considerato che da diverse settimane mancano le finestre a molte stanze, che buona parte dei lavandini delle latrine e delle docce sono mal regolate o intasate, con possibili serie conseguenze per l'igiene e la profilassi dei locali;
viste le condizioni in cui gli ospiti son costretti a condividere gli spazi vitali, gente costretta a dormire per terra, nei corridoi o sulle rampe delle scale esterne esposta alle intemperie;
notato che, per vari motivi, elettricità e telefoni sono spesso fuori uso;
considerato altresi' che, in virtu' dei problemi di "ordine pubblico" i medici e gli infermieri non possono entrare liberamente nel centro per prestare soccorso ai bisognosi mentre invece sta a questi fare richiesta alle forze di pubblica sicurezza che devono scortarli al di fuori del campo per essere visitati,
considerato che, sempre per i summenzionati problemi, le agenzie delle Nazioni unite possono svolgere appieno il proprio compito di informazione circa i diritti garantiti dalle Convenzioni sui rifugiati o la eventuale assistenza legale.
Tenuto infine presente che le condizioni generali dell'isola di Lampedusa, forte isolamento alla merce' delle intemperie, non possono essere considerati ottimali per la creazione di Centri per la identificazione ed espulsione dove il permanere di centinaia di persone puo' protrarsi fino a 60 giorni con problemi che possono ripercuotersi su tutta la popolazione (oggi un quinto dei presenti sull'isola e' rappresentato da migranti, mentre le forze di pubblica sicurezza rappresentano il dieci percento delle presenze)
Si chiede di sapere se il Governo, tenute di conto le caratteristiche dell'isola, ritenga opportuno predisporre la costruzione di un nuovo CIE a Lampedusa
se intende provvedere come annunciato allo smistamento degli ospiti del CIE di Lampedusa verso altri centri sparsi sul territorio rispettando i termini di legge;
se non ritenga opportuno visitare direttamente tale Centro per valutarne l'eventuale riconversione a Centro di prima assistenza e soccorso.
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