PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perduca. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signor Presidente, io parlo da credente, credente nello Stato di diritto, che è l'unico che può consentire il diritto alla vita (Commenti dal Gruppo PdL). Sono tanto credente quanto lo è stato Beppino Englaro che per 17 anni ha voluto portare avanti in questo Paese una battaglia per il rispetto, non soltanto delle volontà di sua figlia Eluana, ma anche della legge.
Come molti, magari anche dei presenti, avrebbe potuto - avvalendosi della complicità di un medico, di un avvocato o di un istituto privato - porre fine a quella sofferenza al secondo anno di coma della figlia ed, invece, ha scelto altrimenti: ha scelto di farsi paladino del rispetto delle volontà attraverso l'affermazione della legge, attraverso l'affermazione dell'unica cosa che può garantire a chiunque, comunque la pensi, di potere esprimere il proprio pensiero e farlo diventare una decisione vincolante relativamente alla qualità e alla dignità della vita.
Ieri, noi - la delegazione radicale nel Gruppo del Partito Democratico - abbiamo presentato 1.500 emendamenti, cosa che è stata frettolosamente qualificata come atto ostruzionistico. Ebbene, invito chi avesse tempo e voglia ad andare a leggere tutti quei 1.500 emendamenti, perché non ve ne era nessuno di tipo ostruzionistico; tutti erano nel merito. (Commenti dal Gruppo PdL). Forse sarebbe da approfondire il modo con cui di 1.500 emendamenti ne sono stati accolti 70, ma questo lo rinviamo ad un altro tipo di dibattito.
Eravamo e siamo tuttora molto preoccupati, considerati i testi che ci sono stati sottoposti questa mattina (anche quello del Partito Democratico in una minima parte ma che, a nostro avviso, è fondamentale). Si è parlato di due settimane di tempo, ma sottolineo che nel luglio scorso - con la contrarietà della delegazione radicale e di quella, che io non posso scordare, di due parlamentari del Popolo della Libertà, oltre che di qualcuno del Gruppo Italia dei Valori - è stato accolto un ordine del giorno che vi impegnava o impegnava chi l'aveva proposto e ratificato a portare a termine entro il 2008 il percorso legislativo relativamente al testamento biologico. Oggi il calendario segna il 10 febbraio e, quindi, ancora una volta si è data ampia dimostrazione del fatto che forse il problema non è quello.
Si è piuttosto strumentalizzato ed utilizzato la situazione, e si accusato di aver provocato la morte di qualcuno, salvo poi stamani, in esordio di tutti gli interventi, auspicare che si abbassino i toni. Il mio tono è abbastanza basso, come del resto lo è sempre quando prendo la parola. Ieri ho soltanto preso la parola e, prima di poter emettere alcun suono, mi sono stati gridati improperi che non voglio ripetere.
LONGO (PdL). Ripeta, ripeta!
PERDUCA (PD). Le nostre preoccupazioni, dunque, rimangono tutte, ma non sono di parte politica; si tratta di preoccupazioni - tengo a sottolinearlo perché il senatore Bosone, nel presentare la mozione 1-00087 del Gruppo del Partito Democratico, ha voluto giustamente insistere sui valori umani - che hanno a che fare con i diritti umani, i valori comunque si intendano qualificare: giudaico-cristiani, liberali, ebraici o pienamente musulmani. Questi valori sono sicuramente importanti solo se possono essere praticati, come le convinzioni di ateo o di agnostico, in un perimetro legislativo che consente in effetti tale libertà.
Soltanto la legge può consentire questa libertà. Rispetto ai valori umani, il passaggio non è avvenuto ieri, ma almeno 60 anni fa con la nostra Costituzione e, ulteriormente, con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e ancora 40 anni fa con il Patto internazionale sui diritti civili e politici o il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, strumenti dei diritti umani internazionali che l'Italia ha firmato, ratificato ed iniziato ad includere nel proprio ordinamento negli ultimi anni.
Quindi, sicuramente sì ai valori umani ma altrettanto sicuramente sì ai diritti umani. I diritti umani sono universali e l'Italia credo abbia più volte dimostrato a livello mondiale di essere paladina del rispetto di tali diritti, primo tra tutti il diritto alla vita, anche del peggiore delinquente genocidario, sia perché è riuscita in poco tempo a fare adottare lo Statuto del tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, che anche per il genocidio non prevede la pena di morte, sia perché due anni fa ha proposto - ed è riuscita a portare a casa con voto straordinariamente ampio in Assemblea generale - una mozione per la moratoria della pena di morte.
Stiamo parlando di diritti umani che erano già stati riconosciuti nell'articolo 2 della nostra Costituzione repubblicana, che voglio ricordare, visto e considerato che qui la pratica della legalità costituzionale purtroppo - e questo appartiene tanto alla maggioranza quanto alla minoranza - non alberga nei cuori e nelle menti di molti di noi. Se qualcuno ha memoria di ciò che è avvenuto questa estate e degli interventi che i radicali hanno fatto in quest'Aula, la denuncia della violazione della legalità costituzionale era, purtroppo, argomento quotidiano in merito alla vicenda della istituzione della Commissione di vigilanza RAI.
L'articolo 2 della nostra Costituzione recita: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Ebbene, tra i diritti inviolabili dell'uomo, c'è anche quello di poter rifiutare delle cure. Basta leggere l'articolo 32 della Carta costituzionale - lo ricordava poco fa la senatrice Poretti - che recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale dritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno - e lo voglio sottolineare tre volte - può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso - e lo sottolineo ancora tre volte - violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana», come codificati nell'articolo 2.
È stato detto che c'è chi vuole radicalizzare lo scontro: i radicali non vogliono farlo in alcun modo; si chiamano radicali perché vogliono andare alla radice del problema. Qui il problema non è biologico, il problema è di mantenere intatta la possibilità per il cittadino italiano, o per l'individuo che si trovi in Italia, di disporre del proprio diritto alla vita e quindi decidere come viverla fino a quando viverla. Se avessimo avuto la possibilità di andare avanti con il dibattito di ieri sera, emendamento per emendamento, questo sarebbe emerso.
Oggi ci troviamo ad affrontare un dibattito ampiamente e profondamente politico, un dibattito che credo dobbiamo a Beppino Englaro, al quale vanno le nostre condoglianze e i nostri auguri perché il suo esempio ci ha dato forza e quando gli italiani ne sono stati raggiunti credo abbia sollevato in tutti loro un dubbio che è quello liberale della necessità di poter avere delle leggi che garantiscano la libertà di ciascuno. (Applausi della senatrice Poretti e del senatore Maritati).
[...]
PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
PERDUCA (PD). Signor Presidente, intervengo anche a nome della senatrice Poretti. Ringrazio la senatrice Soliani, che ancora una volta è riuscita a nobilitare le parti finali del nostro dibattito, e annuncio voto di astensione con non partecipazione al voto sulla mozione presentata dai senatori del Partito Democratico.
Il senatore Rizzi ha chiaramente messo a verbale che in questo Paese esiste l'eutanasia: dire no all'eutanasia, non vuol dire cancellare il fenomeno.
Non siamo mai stati a favore del divorzio, né dell'aborto, né dell'eutanasia; siamo a favore dell'adozione di una legge che consenta il governo e la regolamentazione di questi fenomeni, di modo da applicare la Costituzione garantendo il diritto di libertà.
Non parteciperemo quindi al voto quando verrà messa in votazione la mozione del Partito Democratico. Voteremo invece contro tutte le altre. (Applausi della senatrice Poretti e del senatore Sangalli).
1 comment:
Molto molto bene,Senatore. Complimenti.
Due curiosità: chi sono i due PDL? e, visto che si legge "applausi di Poretti", dov'era Emma? Era troppo intenta a leggere disciplinatamente il giornale, o propro non c'era?
Claudia Sterzi
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