(da lanci di agenzia)
La Repubblica di Cipro accusa la Commissione europea di aver approvato il finanziamento di un progetto energetico a favore della comunità turco-cipriota e minaccia di ricorrere alla Corte europea di giustizia. Nel corso di un intervento alla radio pubblica cipriota, il ministro degli Esteri di Nicosia, la signora Erato Marcoullis, ha annunciato l'intenzione di ricorrere alla Corte di giustizia europea per bloccare questo importante progetto energetico, che si inscrive nel quadro di un aiuto Ue di 259 milioni di euro alla "Repubblica turca di Cipro nord".
In questi ultimi anni, tuttavia, l'Ue non è mai riuscita a raggiungere un accordo su questa proposta, soprattutto a causa della forte opposizione dei greco-ciprioti. Solo a febbraio dello scorso anno, i greco-ciprioti hanno dato il via libera a un finanziamento complessivo pari a 139 milioni di euro. Un gesto che era stato accolto come un primo passo verso la fine dell''isolamento. Da allora, però, solo 14,5 milioni di euro sono stati effettivamente investiti nella parte nord di Cipro. Nell'ottobre 2006, Bruxelles aveva anche annunciato lo sblocco di un primo pacchetto di 38,1 milioni di euro destinato soprattutto allo sviluppo delle infrastrutture, in particolare in materia di trattamento dei rifiuti e di energia, ma anche al rilancio del settore privato. Oggi, il capo della diplomazia cipriota ha tuttavia tenuto a precisare che con il ricorso alla corte Ue i greco-ciprioti non intendono rimettere in discussione la totalità dell''aiuto Ue. Marcoullis, contesta infatti solo il fatto che alcune delle iniziative finanziate da Bruxelles implichino l''utilizzo dei porti della Rtcn, considerati da Nicosia come "punti d'accesso illegali".
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