2.14.2008

Notizie su Cipro

CIPRO: AIUTI UE A TURCO CIPRIOTI, NICOSIA NON CI STA ''RICORREREMO A CORTE SUPREMA DI GIUSTIZIA''

(da lanci di agenzia)

La Repubblica di Cipro accusa la Commissione europea di aver approvato il finanziamento di un progetto energetico a favore della comunità turco-cipriota e minaccia di ricorrere alla Corte europea di giustizia. Nel corso di un intervento alla radio pubblica cipriota, il ministro degli Esteri di Nicosia, la signora Erato Marcoullis, ha annunciato l'intenzione di ricorrere alla Corte di giustizia europea per bloccare questo importante progetto energetico, che si inscrive nel quadro di un aiuto Ue di 259 milioni di euro alla "Repubblica turca di Cipro nord".

"E' inaccettabile e non conforme allo spirito delle norme che regolano gli aiuti, perché questo progetto coinvolge le autorità di un pseudo-Stato nelle gare d''appalto", ha detto la Marcoullis. "Il governo - ha aggiunto - ritiene di dover proteggere i suoi interessi ricorrendo alla Corte di giustizia delle Comunità europee". (segue) La piccola isola del Mediterraneo, che ha aderito all''Ue nel 2004, e'' divisa dal 1974 da una ''linea verde'' con a sud la Repubblica di Cipro e a nord lo Stato autoproclamato della''Repubblica turca di Cipro Nord'' (Rtcn), che solo la Turchia riconosce. Nel 2004, dopo il fallimento del referendum sulla riunificazione dell'isola e l'ingresso di Nicosia nel ''club comunitario'', Bruxelles si era impegnata a istituire una serie di misure per porre fine all'isolamento della parte settentrionale, annunciando un contributo pari a 259 milioni di euro per il 2004-2006.


In questi ultimi anni, tuttavia, l'Ue non è mai riuscita a raggiungere un accordo su questa proposta, soprattutto a causa della forte opposizione dei greco-ciprioti. Solo a febbraio dello scorso anno, i greco-ciprioti hanno dato il via libera a un finanziamento complessivo pari a 139 milioni di euro. Un gesto che era stato accolto come un primo passo verso la fine dell''isolamento. Da allora, però, solo 14,5 milioni di euro sono stati effettivamente investiti nella parte nord di Cipro. Nell'ottobre 2006, Bruxelles aveva anche annunciato lo sblocco di un primo pacchetto di 38,1 milioni di euro destinato soprattutto allo sviluppo delle infrastrutture, in particolare in materia di trattamento dei rifiuti e di energia, ma anche al rilancio del settore privato. Oggi, il capo della diplomazia cipriota ha tuttavia tenuto a precisare che con il ricorso alla corte Ue i greco-ciprioti non intendono rimettere in discussione la totalità dell''aiuto Ue. Marcoullis, contesta infatti solo il fatto che alcune delle iniziative finanziate da Bruxelles implichino l''utilizzo dei porti della Rtcn, considerati da Nicosia come "punti d'accesso illegali".

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