4.03.2007

Una strada di Mercato che da Tronchetti porta a Moratti

A pensar male si fa sempre e sicuramente peccato però, in Italia, si corre, altrettanto sempre, il rischio di avvicinarsi al cuore del problema. Che Gino Strada fosse, e resti, grande amico di Marco Tronchetti Provera non è un segreto; che Telecom Italia non navigasse in acque tranquille, tanto finanziariamente quanto giudiziariamente, era altrettanto noto; che qualcosa "d'altro" bollisse in pentola tanto a Kabul quanto a Milano era ipotizzabile visto e considerato che il polverone mediatico stava assumento la consistenza di uno schermo sul quale proiettare una storia per catalizzare l'attenzione del popolo bue sovrano solo nel diritto a distrarsi dopo una giornata a inseguire le storielle di "vallettopoli" o l'ultimo episodio di bullismo para-pornografico sui vari siti internet.

Ieri invece la nube s'è diradata e, per un attimo, abbimo intravisto quale, ci viene gridato, sia l'arrosto dietro il fumo: il "ritorno al mercato". Adesso, detto tra noi, c'è qualcuno in giro, tra comunisti, "liberisti", retroscenisti, giornalisti, opinionisti e tuttologisti, che è disposto a giurare davanti a Dio (Sircana parla nientepopodimenoché di sacre decisioni del CdA!!!) e agli uomini che in Italia, specie quando si tratta delle dinamiche relative a grossi gruppi, esista il MERCATO?

Siccome a pensar male, come si diceva, si fa peccato, ma alla fine ci si avvicina al cuore del problema, e siccome tra poco è Pasqua, e quindi verremo tutti graziati, pardon, perdonati, io credo che sotto tutto questo olimpico appello al mercato - o ritorno al "dirigismo" - si nascondano invece ulteriori altre manovre tanto economiche quanto politiche (e son già partiti gli appelli...). Non mi meraviglierei, per esempio, se il terzo polo della trinità Strada-Tronchetti-Moratti alla fine non apparisse come quello che ci gode di più da tutta questa sacralità del ciddià visto e considerato che piano piano gli stanno togliendo quel finanziamento pubblico meglio noto come i CIP6.

Ah, dimenticavo, ci scommettiamo che i fondamentalisti del mercato tra poco ci mettono in guarda dall'interessamento di Aeroflot (che ancora mantiene la falce e martello nel nome) ad Alitalia?

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