4.03.2007

Rimandati alla prova d'appello liberale

SUVVVVIAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!! conosco personalmente alcuni dei firmatari del testo qui sotto e con un paio almeno abbiamo pure scritto degli appelli, ma questa robuccia qui sotto è giusto una letterina al Foglio di quelle che a leggerle vien giusto la voglia di far il contrario per fargli scrivere (e fare, F A R E!) qualcosa di più, di meglio - e pure d'altro! Pare quasi che a non intromettersi nell'affair Telecom si comprovi l'esistenza di un mercato liberale in Italia.

E' proprio vero, lontano dagli occhi (e orecchi), lontano dal cuore (e dalla mente).

L'appello del Foglio
A partire dalla vicenda Telecom, rivolgiamo alla politica, al governo, alle forze di maggioranza e di opposizione, due richieste precise. La prima è di resistere a vecchie e nuove tentazioni dirigiste, stataliste, di intervento pubblico nell'economia, di interferenza con il libero interagire delle forze di mercato, valorizzando nel contempo il ruolo delle Autorità indipendenti chiamate a regolare i diversi mercati. La seconda è quella di non elevare cori nazionalisti, di ostilità rispetto a operatori non italiani, espressione di una cultura e di una pratica estranee a concorrenza, mercato ed economia liberale.

Daniele Capezzone, Franco Debenedetti, Benedetto Della Vedova, Fiorella Kostoris, Antonio Martino, Paolo Messa, Alberto Mingardi, Carlo Scarpa, Carlo Stagnaro, Bruno Tabacci, Luigi Zingales

4 comments:

Metilparaben said...

Sottoscrivo (il post, non la lettera).
Ciao.

perdukistan said...

:D

Anonymous said...

"Pare quasi che a non intromettersi nell'affair Telecom si comprovi l'esistenza di un mercato liberale in Italia".

Questa è una forzatura isterica. A meno che tu non pensi che l'esistenza di un mercato liberale sia comprovata dal decreto su taxisti e parrucchieri. Invece di prendertela con Capezzone & C., prenditela con lo spiritista.

perdukistan said...

confermo quanto detto che non esclude pero' quanto dici tu. aspetto adesso una levata di scudi contro aeroflot perche' in mano all'orso liberticida