4.11.2007

It's raining Ipods

La Apple, che mi raccomando va scritta col segno del marchio registrato alla fine altrimenti ci si potrebbe sbagliare col frutto proibito, ha annunciato di aver venduto il centomilionesimo iPod, mentre il sito iTunes aveva da poco reso noto di aver venduto oltre due miliardi e mezzo di canzoni. Not bad ah?! Adesso si passerà all'iPhone per il quale, malgrado la tecnologia né nuova né superiore si prevedono sorti simili anche grazie all'effetto traino eccetera eccetera.

Va detto che il design della Apple a oggi non è riuscito a far emergere rivali ma solo brutte copie, ma va anche detto che tanto lungo è stato il salto in avanti per il "dominio digitale" fatto grazie alla popolarizzazione di gadgets come l'iPod quanto, allo stesso tempo, le politiche anti-interoperabilità imposte dal sistema proprietario di Steve Jobs hanno rallentato di almeno cinque anni l'avvento di una nuova era di comunicazioni (e la AppleTV lo conferma in toto).

Riuscirà il recente accordo tra EMI e Apple che mette da parte i Digital Rights Management a far recuperare un po' del tempo perduto? Ad analizzare le dinamiche del mercato in effetti ci sarebbe da fare una riflessione sulla qualità della domanda sempre meno interessata a comprare a scatola chiusa "album" e sempre più interessata alla ricerca - e rielaborazione - di prodotti (anche) marginali.

Ve lo immaginate una dimensione/sfera dove la domanda ha il sopravvento sull'offerta? Ganzo eh?

17 comments:

NicPic said...

quello che auspichi esiste già nei settori maturi e su prodotti scarsamente differenziabili, dove il contributo della marca non è (o non è più) determinante. Nei beni di consumo tecnologici l'è dura..

perdukistan said...

per esempio in quali settori?

NicPic said...

tutti quei settori dove i produttori sono molti, per esempio quelli di beni di consumo più semplici. Se fino agli anni '70 le massaie ci credevano che ACE candeggia più bianco e senza "strapp", adesso si sono fatte furbe e sanno bene che l'ipoclorito di sodio è ipoclorito di sodio, indipendentemente dal nome (e dal prezzo). Il fenomeno degli hard discount che si è sviluppato dagli anni '80 è il sintomo di una presa di coscienza (e di potere) del consumatore. Certo, anche Apple è tornata sui suoi passi nel DRM proprio per timore di perdere quei due miliardi di download, ma le società tecnologiche, per ovvie ragioni, tendono ad essere più arroganti nel voler imporre la propria visione al mondo e le loro rendite di posizione sono dure a morire. Ci sono voluti 30 anni per intaccare lo strapotere di Microsoft ed è solo di pochi giorni fa la notizia che Dell venderà i primi PC con Linux...

perdukistan said...

non m'hai convinto

NicPic said...

e di che ti volevo convincere?

perdukistan said...

del fatto che i discount funzioni come risposta alla "domanda"

NicPic said...

studia studia, poi ne riparliamo

perdukistan said...

certo certo, studierò, ma tu, per favore, non venirmi a dire che la domanda si vede soddisfatta nei discount perché di cose inutili e "care" ce ne sono a bizzeffe anche là. si è indotti a comprare per il gioco del prezzo apparentemente basso e per l'eccezionale offerta di tante cose tutte nello stesso posto (ripassa il manualetto di marketing mix) ma che si compri ciò che ci necessita mi pare esagerato

NicPic said...

se fai parte di quelli che pensano che la gente "sia indotta a comprare", mi sa che il manualetto del marketing mix te lo devi ripassare tu.

perdukistan said...

faccio parte, faccio parte, basta fare un giro all'ikea per capire come funziona, comunque sia, capisco che il capitalismo ormai sia diventato parte di noi, ma da li' a rincoglionire definitivamente...

NicPic said...

ribadisco, studia, studia...quando avrai capito la differenza tra l'Ikea e un hard discount ripresentati all'esame

perdukistan said...

facciamo così, la prossima volta che vai all'hard discount ci vengo anche io tu segui cosa comprano gli italiani e io seguo cosa comprano i non italiani, poi ci invertiamo nei pedinamenti e confrontiamo tempi, modi e quantità d'acquisto. secondo me, pur con tutti gli imbellettamenti del caso, ikea è un hard discount di mobilio un po' come il catalogo postalmarket lo era per la biancheria. in entrambi i casi si innescano dinamiche guidate non dalla domanda ma dal presunto prezzo basso e/o dalla comodità del recapito ma non necessariamente dalle proprie "necessità". salutoni

NicPic said...

Ossignur...! Guarda che razza di mischione mi va a fare questo! Bastava fare una ricerchina su Google, non c'era bisogno di studiarsi il Kotler a memoria...ma tant'è : per tua informazione, un hard discount è un tipo di format commerciale molto ben identificato nella letteratura di marketing e corrisponde a quei punti vendita assolutamente scarni ed essenziali nella modalità di presentazione delle merci: la gente preleva ciò che gli serve direttament dagli scatoloni o dal cellophane. Dal punto di vista degli assortimenti, salvo eccezioni rare, non trovi prodotti di marca, ma soltanto prodotti sconosciuti e di ottima qualità e/o fattura ad un prezzo tra i più bassi del mercato. E questa tipologia di offerta, caro il mio tuttologo, è una risposta chiara e diretta ad una sollecitazione della domanda, che negli anni '80 ha cominciato ad essere meno convinta della superiorità dei prodotti di marca in certe classi merceologiche. Ikea e le sue strategie di visual merchandising (che non è una tecnica ipnotica per imbambolare la gente stupida, ma semplicemente una tecnica per evidenziare e disporre al meglio le merci in un punto vendita) è quanto di più lontano si possa immaginare dal layout espositivo di un hard discount. Se ancora non ti ho convinto, lascia perdere e non ti scomodare a rispondermi, ma fatti TU un giro in un punto vendita a scelta tra questi : LIDL, Penny Market, Aldi, LD Market. Però ci dovrai andare da solo, perchè io nella mia vita di store check ne ho fatti a sufficienza.

perdukistan said...

e si sente :D comunque siccome si faceva a capissi e un ci s'è capiti (perché vuoi fare il professorino) la si pole abbozzare anche qui. comunque se passo davanti a uno di quei luoghi di perdizione alla fine ci entrerò e poi ti relazioni con dovizia di particolari su quel che c'è e l'ottia qualità dei prodotti

NicPic said...

Hai ragione, è un mio difetto...tendo a fare il professore quando: a)so di che parlo b)chi ho di fronte non ha l'umiltà di ammettere che non sa di che parla. Però ho anche il pregio di riconoscere la competenza altrui: se passiamo alle politiche sulle droghe so di essere un allievo.

perdukistan said...

non so chi tu abbia davanti quindi non posso giudicare, per le droghe fammi sapere dove insegano qualcosa che corro subito ;)

perdukistan said...

by the way ieri ho visto la pubblicità di lidl alla televisione...