2.24.2007

L'ufficina del "Centro Radicale"

Le operose Formiche, son all'opra:

"E tuttavia, proprio se si è così “moderati” – è per questo che i moderati accettano come inevitabile una lunga trasformazione della Cina prima che diventi democrazia, mentre cui ha messo poco al avviarsi al mercato; oppure accettano come “naturale” che la civiltà europea sia giudaico- cristiana, a prescindere da se siano credenti o meno, e per questo ritengono che il confronto con l’islam avvenga nella distinzione, non solo nel rispetto reciproco – non significa affatto che non si debba essere al contempo “radicali”, anche qui sia nel regno dei fini, che in quello dei mezzi. Dove per radicali non bisogna affatto intendere il partito storico di Marco Pannella, l’estremismo della sinistra antagonista, o qualunque altra matrice nella marmellata politica italiana benga ad essere descritta con tale aggettivo. Vuol dire invece che a maggior ragione per il moderato, una volta ribadite i limiti che esso si pone nei fini e nei mezzi, occorre che le risposte politiche date ai problemi concreti siano sempre e solo quelle che concretamente diano una risposta ai problemi da affrontare. Potrà essere l’immoderato – tanto di destra che di sinistra – a perseguire soluzioni politiche inadeguate alla soluzione di un problema, ed esse ai suoi occhi si giustificano perché proprio dalla mancata soluzione può risultare avvantaggiato e potenziato il conflitto contro i loro rispettivi avversari in politica e nella società – si tratti del capitale privato per i comunisti come per i socializzatori neocorporativi, oppure del privato sociale per chi pensa che lo Stato venga prima dell’individuo e ad esso solo spetti realizzare su questa Terra l’equalizzazione delle condizioni di reddito. Per il moderato, al contrario, e proprio perché moderato le soluzioni devono essere rigorosamente allineate per criteri di efficacia stringente, nel dare risposte ai quesiti e alle scelte da compiere.


[...]

Mi fermo qui, perché ciò che mi interessava era l’esempio, per spiegare che cosa intenda per moderato radicale. E vi faccio una domanda, cari lettori di Formiche? E’ stato così, il centrodestra, in questi anni? Credete che sia così, l’Udc di oggi, a prescindere dal fatto se si siede o meno ai vertici berlusconiani? Oppure della vecchia eredità democristiana continua a vivere solo il peggio, l’idea che i problemi possano avere risposte anche inadeguate, purché frutto di compromessi politici che consentono un domani sviluppi che calino sugli avversari una fitta rete di freni, interessi e coinvolgimenti? Sbaglierò, naturalmente. Ma datemi un leader moderato e radicale. E altro che Sarkozy o Cameron. Altro che Berlusconi, sarebbe."

16 comments:

Anonymous said...

L'articolo di Giannino l'avevo già letto. MA TU CHE NE PENSI?

Anonymous said...

come sei ingenuo. ma come, ancora non sai che perduca è solito riportare articoli e brani scritti da altri e, dopo attenta analisi e profonda meditazione, commentarli con quei suoi sagaci e pungenti "sussu'", "certo no?", "guardate markette", "ehm", "boh", "già", "sì, no?", "ora pro nobis", "stringiamoci a coorte", "ah ah", "ih oh uh", etc.
ogni tanto, purtroppo, è costretto a interrompere questo suo fiume inarrestabile di editoriali, questa mole impressionante di commenti, queste sue calde pisciatine anti-capezzonian, avvertendoci che è al lavoro per noi, in qualche sperduta regione del mondo, impegnato in qualche battaglia nonviolenta.
p.s. ma non è colpa sua, è che tutti quelli che tifano fiorentina sono nati così :-)

perdukistan said...

io ne penso molto, purtroppo non ho il tempo per organizzare le mie ideuzze, come direbbe capezzone, in merito perché, come dice giustamente ale gera mi tocca far altro durante la giornata che non sia dichiarare ai 4 venti. l'operazione a me pare si stia delineando in questa direzione una serie di rispettabili persone (più o meno volenterose) si stanno affermando, grazie alla complicità di importanti mezzi di informazione corriere, sole e rai1 tra i vari, come l'unica "alternativa" possibile a questo "consociativismo" che vede una destra e una sinistra sempre più arroccate sulle loro posizioni di politiche affaristiche pittate con arcobaleni o tinte fosche di altri tempi. questi "alternativi" sono invece dei sapienti (altri direbbero saccenti) riformisti che dalle proposte al lessico stanno pescando a piene mani nell'arsenale radicale. tutto questo sarebbe sembrato di difficile digestione e metabolizzazione qualche anno fa, oggi, invece, grazie alla sapienza e al valore di capezzone, hanno trovato finalmente la pecetta della VEROSIMIGLIANZA...

NicPic said...

Si potrebbe obiettare che per disinnescare il processo di "saccheggio degli arsenali radicali" era sufficiente evitare di mandare Capezzone al Gulag.

perdukistan said...

bella questa immagine del parlamento come gulag, bella davvero

NicPic said...

non fare il furbo e non scantonare: hai capito perfettamente.

perdukistan said...

che io mi ricordi dicesi gulag un luogo dove si e' mandati per "espiare" delle "pene" imputate per motivi ideologici... ora, non mi pare di veder altro gulag, per il soggetto in questione, che il parlamento. no?

NicPic said...

non c'è peggior sordo...contento tu, il blog è il tuo

perdukistan said...

macche' sordo e sordo... diciamo che quella del gulag t'e' venuta maluccio, diciamo

NicPic said...

guarda che anche per la sordità ci sono le cure

perdukistan said...

per esempio?

NicPic said...

il training autogeno

perdukistan said...

e come devo fare? ripetere a mantra "C'è il coraggio di recuperare i quattro punti del Dpef: pensioni, sanità, pubblico impiego e finanza locale?"

NicPic said...

Come in tutte le cose, la collaborazione del malato è essenziale. Nel tuo caso però ci stiamo adoperando per un T.S.O.

perdukistan said...

che foste fascisti non avevo dubbio

NicPic said...

tu si che ci capisci