"Profanato un sacramento"
Il giornalista dell'Espresso Riccardo Bocca ha visitato 24 chiese, in cinque città italiane, per "confessarsi" sulle questioni più "scomode", ottenendo spesso risposte contrastanti rispetto alle direttive di Papa Ratzinger. L'intervista, uscita ieri nelle edicole, mette in luce le voci dissonanti della Chiesa per quanto riguarda temi importanti, dai Pacs alle staminali, dalla contraccezione all'omosessualità. Per nulla scontate e spesso sorprendenti le risposte dei confessori interpellati dal "peccatore".
3 comments:
profanato un sacramento?
certo, ma forse è peggio quello che è stato rivelato: la base della chiesa non è con la gerarchia. sono due mondi separati da un abisso. forse sarebbe meglio riflettere su questo
se ho dei dubbi sul concetto della profanazione del sacramento, in termini giuridici diciamo, un po' come la profanazione del presepe, non ho dubbi che la "base" della chiesa, che per l'appunto base non è, sia in totale distacco dalla gerarchia... quel che però non capisco è il perché della non ribellione a questo tipo di iato
Forse non ci sia la ribellione perché purtroppo di solito le persone che appartengono ad un’istituzione (qualunque sia l’istituzione) hanno molta difficoltà di mettersi pubblicamente controcorrente. E anche quelli non conservatori o “dissidenti” di solito argomentano che una posizione pubblica controcorrente può condurre all’esclusione della istituzione, che sarebbe meglio lavorare silenziosamente per rimanere all’interno della istituzione e magari trasformarla in maniera più sicura e così via.
Per quanto riguarda alla chiesa cattolica, le cose sono ancora più difficili. La sua struttura è assolutamente verticale; i preti non partecipano e neanche influiscono sulla nomina dei organi dirigenti (non soltanto il papa, ma anche i cardinali ed i vescovi); hanno un dovere di ubbidienza a questi superiori, senza la possibilità di discutere; quando si atteggiano in modo più indipendente, quando interpretano i precetti ed i riti religiosi in forma un pò diversa dell’interpretazione ufficiale, spesso sono ammoniti e proibiti di proseguire nelle sue pratiche, spesso sono trasferiti a posti lontani dove il lavoro non trovi ripercussione o soffrono punizioni più gravi.
L’istituzione, il Vaticano, la direzione della chiesa cattolica (e anche delle altre istituzioni religiose) hanno molto poco (o niente) a che fare con i sentimenti religiosi o con Dio stesso. I tanti atteggiamenti intolleranti, repressivi, escludenti che si esprimono nelle posizioni ufficiali della chiesa cattolica sono un chiaro sintomo della distanza che l’allontana da Dio e dal pensiero veramente cristiano.
La reazione che parla di “profanazione” è una nuova manifestazione dell’intolleranza anticristiana (tra tanti altri manifestazioni molto più gravi; a questo punto, basta pensare, ad esempio, al divieto alla realizzazione del funerale, nel caso Welby).
Forse sia difficile separare la religione dai suoi portavoci ufficiali. Ma sicuramente si può avere dei sentimenti e delle pratiche religiosi senza confondersi con le terrene istituzioni che, per mantenere i loro terreni poteri, finiscono per allontanare tanta gente da Dio e dai sentimenti religiosi. Questo allontanamento potrebbe essere un buon motivo perché i tanti preti che non sono d’accordo con le odiose posizioni ufficiali si ribellassero. Magari alcun giorno lo faranno.
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