9.04.2006

Le distrazioni pericolose su Israele

Oggi sul Giornale di Scilia, Renzo Foa analizza prospettive mondiali e problemi italiani del Satyagraha pannelliano per la pace in Medio Oriente. In conclusione del suo intervennto Foa sostiene: "Questa visione [del conflitto Israele-Hezbollah] appare molto diversa dall’approccio della politica estera italiana, soprattutto in questa fase difficile segnata dall’inizio della missione a Tiro. Aderendo al Satyagraha, l’ex presidente Cossiga ha segnalato il rischio che la presenza dell’Unifil finisca con l’assumere un senso anti-israeliano e ha sottolineato che nell’attuale maggioranza dell’Unione sono preponderanti proprio questi orientamenti. Non è il solo a temerlo. In altri paesi europei, a cominciare dalla Francia, altro paese massicciamente coinvolto, è stato lanciato l’allarme sul ricatto che Teheran, attraverso Hezbollah, potrà esercitare sulle diplomazie del vecchio continente trasformando in ostaggio i “caschi blu”."


E' chiaro che le adesioni all'iniziativa non potranno che arricchire ulteriomente tanto la parte analitica quanto quella propositiva del documento di Pannella col quale si lancia la mobilitazione ma, piu' che un rischio di sviluppi della missione di pace in chiave anti-israeliana paventati dai Cossiga - e, a quanto pare, ritenuti possibili anche da Foa - a me pare che vi sia la quasi certezza, se la politica non torna a gestire la questione, che il tutto finisca con l'essere "risolta" dalla (si spera) ottima gestione delle truppe da parte del comando franco-italiano. Sarebbe sicuramente un successo, soprattutto mediatico, ma da li' a ottenere condizioni generali per l'affermazione di una pace duratura ce ne corre.


Foa prosegue la sua analisi affrontando la totale disattenzione mediatica che copre il Satyagraha "Probabilmente il senso del quasi silenzio che avvolge l’iniziativa di Pannella nasce proprio da qui, dalla massiccia dose di retorica con cui il governo italiano ha avvolto la sua iniziativa: segnalare il pericolo immediato e strategico contrasta con l’immagine prevalente di una missione di pace neutrale e umanitaria che è stata voluta costruire allo scopo di sottolineare una discontinuità rispetto al governo Berlusconi. Invece il leader radicale segnala i problemi e i rischi."


A mio avviso, il rischio principale segnalato da Pannella, piu' che l'imminenza dell'attacco "jihadista" come lo chiamerebbero altri (che pero' al momento non mi pare si siano interessati della vicenda) e' l'inerzia che caratterizza le relazioni israelo-europee e statunitensi per cui si assume ormai, come dato incontrovertibile e imprescindibile per la soluzione del conflitto, la necessita' di garantire la sicurezza di israele e la creazione dello Stato palestinese. Pannella, da sempre, si preoccupa invece (anche) d'altro arrivando a denunciare la deriva da "Europa delle patrie" che l'Unione europea ha assunto a scapito dell'ideale originario federalista della "Patria europea" capace di create tanto sicurezza quanto pace e prosperita' fondandole sullo "stato di diritto" e non sullo "stato-nazione". Gia' 60 anni fa, i padri ispiaratori dell'UE, in esordio del loro Manifesto di Ventotene denunciavano a chiare lettere che "Lo stato da tutelatore della libertà dei cittadini, si è trasformato in padrone di sudditi, tenuti a servirlo con tutte le facoltà per rendere massima l'efficenza bellica. Anche nei periodi di pace, considerati come soste per la preparazione alle inevitabili guerre successive, la volontà dei ceti militari predomina ormai, in molti paesi, su quella dei ceti civili, rendendo sempre più difficile il funzionamento di ordinamenti politici liberi; la scuola, la scienza, la produzione, l'organismo amministrativo sono principalmente diretti ad aumentare il potenziale bellico".


Si tratta di fronte che appartiene ne' alla destra ne' alla sinistra - ne' in Italia ne' altrove - altro che "cambi di regime"! Purtroppo Foa, che conclude il suo intervento tentando di inserire il Satyagraha nella polemica politica italiana, non se ne accorge. "Va detto che al Satyagraha" termina Foa "è stato dato un carattere mondiale, allo scopo di aggirare la contraddizione molto nitida tra la presenza della Rosa nel Pugno nella maggioranza dell’Unione e una visione che stride con quelle di D’Alema e Prodi. Ma l’importante è il ritorno di Pannella – che tutti i giorni parla a “Radio Radicale” dalla capitale cambogiana Phnom Penh per rimarcare il suo impegno globale – ad un fronte che certo non appartiene alla sinistra." "


Se pur con alcune distrazioni "strutturali" speriamo che Foa sia almeno riuscito a risvegliare qualche interesse alla vicenda.



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