L'11 settembre non poteva mancare l'Allam quotidiano intitolato appropriatamente "I predicatori d'odio non hanno alibi". Il pezzo che inizia con una citazione di Benedetto XVI, l'alter ego del nostro editorialista, ci riporta le parole del solito imam di turno e termina cosi: "Ebbene è questo sconcertante parallelismo tra la condanna dell'Occidente da parte del Papa e degli estremisti islamici che mi preoccupa come musulmano laico e liberale, impegnato nella promozione del valore della sacralità della vita e della libertà della persona. A maggior ragione mi inquieta il fatto che i predicatori d'odio islamici possano individuare nella condanna del Papa una qualsivoglia giustificazione alla loro strategia della violenza, che colpisce indiscriminatamente tutti e di cui gli stessi musulmani sono le principali vittime. Mentre il Papa, giustamente, è intento a recuperare nell'ovile del cristianesimo le proprie «pecorelle smarrite», nel rispetto della libertà di coscienza dei singoli, gli estremisti islamici, che hanno già istituito delle solide roccaforti in Occidente, mirano a sottomettere al loro arbitrio tutti noi, cristiani, musulmani, ebrei o di altra fede e ideologia, volenti o nolenti. Questo è l'insegnamento principale che dovremmo tener presente oggi, nel quinto anniversario dell'11 settembre."
Mettendo per un attimo da parte quel "giustamente" a proposito delle intenzioni papali, dubito fortemente che per i laici e liberali, "categoria"alla quale Allam afferma di appartenere, la lezione dell'11 di settembre sia quella di combattere, come scrive oggi Ferrara sul Foglio dei fogli, coloro i quali mirano a convertirci tutti. Certo, direte voi, Allam non è né laico, né liberale e quindi il problema non si pone... concordo, solo che in TV a ripetere la lezioni e a buttare benzina sul fuoco ci va lui e non qualcun altro.
Su una cosa però devo dire che non esiste dibattito né laico né "clericale"; infatti, se è vero che il dileggio del divino fa parte della nostra cultura - in italia, paese circondante lo Stato sovrano della Città del Vaticano si bestemmia come in nessun altro luogo - nessuno s'azzarda a prendersela con l'altro profeta. Perché?
Una volta gicando a pallone sulla spiaggia con gente di tutto il mondo, a seguito di una bestemmia urlata da un marocchino, risposi con un "maometto buco", mi guardò maluccio... In effetti sarebbe una bella provocazione culturale, altro che dileggio, parlare anche di questo.
5 comments:
toh. nella laicissima francia non si bestemmia, al massimo si impreca.
vedi un po'
http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=29777
grazie tap, pezzo spasso, come del resto tutto il dibattito. come sta la prole?
spasso=spassoso
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