12.07.2005

Le menzogne a Palermo sulla droga porteranno solo a estreme unzioni

Si concludono oggi i lavori della conferenza nazionale sulle politiche antidroga, nell’attesa di capire come verranno incluse le critiche e denunce esposte durante i lavori delle sessioni tematiche dai membri della delegazione radicale composta da Carla Rossi, Ignazio Marcozzi Rozzi, Giuseppe Rossodivita e il sottoscritto, occorre affrontare con qualche dato alcune delle menzogne che hanno caratterizzato le prime due giornate dell’incontro, che va ricordato, è stato convocato con oltre due anni di ritardo rispetto alle scadenze previste:

1)Nella cerimonia d’apertura l’unico intervento politico è stato riservato a un prete, don Gelmini, il quale - oltre ad aver goduto della migliore collocazione in programma (ha parlato immediatamente prima di casini dopo ministri, parlamentari e il procurato Grasso) - si è scagliato violentemente, tra le altre cose, contro il metadone definendolo una droga di stato e quindi da proibire come tutte le altre sostanze stupefacenti. E’ bene contrastare l’omelia di don Gelmini con informazioni corrette che possono essere recuperate senza problemi dal sito dell’Organizzazione mondiale della sanità e dalle quali si può evincere facilmente che il metadone dal luglio 2005 è considerato una medicina essenziale.

2)Sia il Ministro la Loggia che il direttore dell’UNODC Antonio Maria Costa hanno affermato, tra gli applausi dei fedeli, che, grazie a un’azione italiana in seno all’Unione europea, si è arrivati a una decisione che imporrà nel medio periodo la totale chiusura dei coffee shop nei Paesi bassi. Ora, se è vero che il governo democristiano olandese, e in particolare il ministro della giustizia Donner, era intenzionato a cancellare i successi di 30 anni di prammatica tolleranza nei confronti del consumo personale di Hashish, una rivolta delle amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, si è radicalmente opposta alla mossa reazionaria. Anzi, negli ultimi tempi non solo si è assistito a un aumento delle richieste di licenza, ma grazie al sindaco conservatore della città di Maarstricht si è anche avviato un dibattito in merito alla tipologia dei prodotti da vendere ritenendo necessario ampliare il menù includendo anche la Marijuana con 20 città favorevoli alla regolamentazione della coltivazione della pianta per fini commerciali.

1)Nessuno degli esperti presenti ha presentato i “risultati” delle politiche anti-droga a livello nazionale o internazionale né ci si è soffermati per un momento sulla metodologia di raccolta ed elaborazione dati delle varie agenzie nazionali, regionali e mondiali incaricate del “controllo” del fenomeno spacciando per certi elaborazioni di stime approssimative relative a attività al di fuori del controllo di chiunque.

Questi tre non sono solo che alcuni degli stupefacenti elementi di propaganda che hanno caratterizzato lo show di Palermo svuotandolo della benché minima scientificità. Questa IV Conferenza nazionale sulle droghe verrà, forse, ricordata, come la più partecipata da preti, frati e suore dove però, al posto di preghiere, son state distribuite estreme unzioni visto che l’unico risultato di questo modo di affrontare le questione, buon ultime le misure reazionario-punizioniste dello stralcio “Fini-Giovanardi”, non potrà che portare morti per overdose, AIDS, suicidi per la vergogna e carcere, carcere e ancora carcere per tutti.

Piuttosto che concedere una corsia preferenziale per lo stralcio “Fini-Giovanardi” il Governo italiano consenta all’Unione europea di avviare un processo di reperimento scientifico valutazione onesta dei dati relativi alla produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite dalle tre convenzioni ONU in materia di droga.

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