VESCOVI AUSPICANO LA FINE ''DELL''ALTERNANZA DI DISPERAZIONE'' E UN
''GOVERNO DI SCOPO'' PER LE RIFORME
Citta'' del Vaticano, 27 gen. (Adnkronos) - Non e'' un mistero che
la Chiesa italiana veda con favore, e non da oggi, la ricomposizione
del quadro politico nazionale attraverso due direttirci di fondo:
l''ammorbidimento o la fine dell''esperienza del sistema elettorale
maggioritario e l''apertura di una stagione di dialogo e collaborazione
fra i diversi schieramenti, con l''occhio a quella ''Grosse koalition''
guidata da Angela Merkel che sta segnando la vita politica tedesca dio
questi ultimi anni.
La crisi del governo di Romano Prodi, caduto al Senato giovedi''
scorso, non ha fatto che dare maggior forza a questa opzione nella
quale i vescovi vedono il possibile ruolo positivo delle forze
cattoliche di centro sparse nei due schieramenti e quindi la
valorizzazione di questi temi che sono piu'' cari alla Chiesa. Per
questo all''indomani della caduta del governo il Sir, l''agenzia stampa
della Conferenza episcopale italiana, ha auspicato la fine della
stagione ''''dell''alternanza per disperazione'''' e l''''Avvenire'', il
giornale della Cei, ha chiarito quale fosse il vero mandato degli
elettori consegnato ai partiti e ai loro leader all''indomani delle
ultime elezioni legislative: ''''Prendere atto del sostanziale pareggio
tra i due poli e, comunque, della tendenziale insufficienza politica
del centrosinistra al Senato. E avviare, percio'', una provvisoria e
virtuosa collaborazione tra Unione e CdL tesa a portare l''Italia
finalmente fuori dal guado in cui s''era ritrovata immersa dopo la
traumatica fine della Prima Repubblica''''.
''''Non si seppe e non si volle voltare pagina allora, superando
gli schemi di guerra e le asprezze polemiche della campagna
elettorale appena conclusa. Si volta pagina adesso'''', ha esortato il
quotidiano dei Vescovi, che, sulle convulse ore che seguivano
all''apertura della crisi, ha sottolineato anche come ''''continua ad
aleggiare l''idea di una fase di transizione virtuosa e provvisoria,
buona per l''oggi (potrebbe essere affidata a un ''governo di scopo'') e
fors''anche per il domani. Un''idea che trova motivazioni in auspici
ampiamente trasversali, nella pacata insistenza dell''Udc e nel
significativo invito del Pd, scandito proprio ieri in Senato da Anna
Finocchiaro, a ''non tagliare il filo'' del ''ragionamento comune sulle
riforme costituzionali, elettorali, regolamentari''''''. Insomma un
fronte ampio di riforme, di carattere costituzionale ed elettorale, un
governo di scopo, di cui il giornale dei vescovi non ha precisato la
durata, che dovrebbe portare il Paese fuori dalla crisi che va avanti
dai primi anni ''90. (segue)
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