6.16.2007

Sfamily Day

After day, after day, after day.

Adesso che succede a Capezzone?

L'Indipendente, che a dire la verità s'era già distinto per una ricostruzione dei fatti del congresso di Padova degna di altre testate, ci dice oggi che Capezzone si sta preparando a rompere gli indugi, con rispetto parlando, e annunciare il 4 luglio prossimo qualcosa (anche perché, diciamocelo, occorrono "cose, parole, fatti, varchi, strumenti, leadership" - occorrono talmente tanto che, dopo essermi sbattezzato mi ribattezzerò Varco Perduca in onore a questo imperativo categorico).

Cosa si stia per lanciare non si capisce, anche se pare che tutte le carte saranno giuocate sul tavolo del "DPEF ombra", sempre più chiaro invece cosa si stia per lasciare. La giornalista Susanna Turco ci dice che ci son contatti con Pezzotta, l'abbandono del gruppo della Rosa nel Pugno, l'assunzione della direzione politica di LibMagazine eccetera eccetera.

Altrove invece si legge che i Volenterosi, questi sconosciuti, ormai, dopo aver perso Tabacci, e forse anche Nicola Rossi e tolto il piede dalla porta del centro da quando Follini è diventato un pilastro del Partito Democratico saranno in Balie delle Formiche di Paolo Messa per proseguire il proprio percorso. L'unica buona notizia è l'annuncio che "soprattutto ci saranno Luigi Castaldi e Federico Punzi, pronti a seguirlo"...

Non sarà infine sfuggito ai lettori di questo blogghetto notes la scelta dell'Independence Day per rendersi indipendente. Roba forte, no doubt.

Via Frocis


Volenterosi -1. Capezzone: "sconcertato, ma auguri di cuore a Bruno"

Bruno Tabacci dice che siccome ha vinto Berlusconi lui lascia la politica. Poi a ben leggere i motivi di questa ritirata si scopre che l'Onorevole dell'UDC ci rimette diversi quattrini a servire il popolo sovrano e quindi preferisce tornare a fare il consulente finanziario, anche perché, presumibilmente, un passaggio alla Camera gli ha sicuramente funto da bella grancassa mediatica con le sue posizioni "sui generis".

Sconcerto di Capezzone che si vede abbandonato dal volenteroso per eccellenza. Bè Auguroni Bruno!

6.15.2007

"Pronto, da dove chiami?"

Primi segnali della direzione di Capezzone di LibMagazine

L'editoriale di LibMagazine di questa settimana parla di Welby e si intitola "Meglio in tribunale che in Parlamento". Si tratta di un pezzo in puro stile capezzoniano almeno per un paio di ragioni: per un verso, come direbbe il Direttore politico del settimanale online di approfondimento politico e culturale, esclude il lavoro parlamentare tanto inviso al giovane Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, per altro verso ammette di aver "seguito il caso di Piergiorgio Welby e continueremo a seguirne gli sviluppi giudiziari", un atteggiamento esterno ed estraneo alla lotta radicale dell'Associazione Coscioni per l'eutanasia. Ultimo elemento squisitamente capezzoniano del testo, la totale assenza di informazione relativamente al fondo per le spese legali creato dall'Associazione Luca Coscioni per la difesa del dottor Riccio a fronte di una lunga analisi delle decisioni del giudice.

Che rivoltamento di viscere...

Gaza: E io pago!



Urko Diaz

Di quella notte del G8 di Genova non si saprà mai niente.

Modernist Communitarianism or Digital Blah Blah?

The condition of modernity is to find our identity in the
choice of the communities we elect to belong to
Hannah Arendt

from openDemocracy

There is no privileged basis for choice or identity, you just elect. But it is also deeply communitarian: it is elections of membership that bestow identity. The world of abundance has given us opportunities like never before to elect membership to communities: the openDemocrats, the Philosophers' House, SlashDot, the KiteForum, this network and that network. I am the web sites I make accounts at. I sign-up, therefore I am.

The world behind the click
The greater the abundance, the less significance in a choice. And where choices are no longer meaningful, an often unbearable pressure is placed on the psychology of election: I invest my choices with all the significance my tired self can muster because there is no other source of meaning here. This poor self, which thinks it has defined itself in every assault on it of the brand economy, finds a new world of self-definition in the digital commons: but can the commons make those choices substantial? When I make an account at this website or other, I have endowed it with a part of my soul. Will it pay me back? And can it pay in the currency that I want - a currency of belonging?

[...] So here is the paradox for communities of the digital commons: to build a community is to offer an escape from the arbitrary; but to release material to the digital commons is to add to the conditions of the arbitrary.

6.14.2007

E questo sarebbe un papabile Presidente USA?

il nuovo giuoco dell'estate "Sudoku, ma Gudoku"



per gentile concessione del torto

Il silenzio è d'oro

"Sono sconcertato" così il Dalai Lama, buon ultimo firmatario dell'appello radicale per la Moratoria a seguito del silenzio che circonda Capezzone da alcuni giorni. "Possibile che in tempi in cui i poteri forti si stanno rafforzando, ci tartassano di tasse e si prende a pesci in faccia il Presidente Bush che tanto s'è battuto per la causa tibetana, il Giovane politico a cui capita di presidere la Commissione Attività Produttive della Camera, decida di ritirarsi in seminario col Conte di MonteZemolo? Dio, pardon, Buddha, non voglia che anche il giovane tra i più giovani politici giovani sia diventato autolesionista".

Bacino della Sciur

Se negli USA avessero questi punti vita probabilmente non ci sarebbe da arrivare a tanto.

Gli amici "opinionisti" di Capezzone

Oggi Francesco Damato sul Giornale, ma forse anche sul Secolo. Tutta roba molto fresca.

6.13.2007

Finalmente si scopriranno

tante cose.

Tex Willing

sciacallato da un post di Al.Licheri sul forum di Radicali.it

Ao' manco Capezzone ce sarebbe riuscito

Sarà vero?

IRAN: SCONCERTO PER PENA DI MORTE CHIESTA DA PREMIO NOBEL SHIRIN EBADI =
Teheran 13 giu. -(Aki) - In Iran ha destato profondo stupore e polemiche la
notizia dell'esecuzione capitale di un imputato riconosciuto colpevole di aver
violentato e ucciso una giovane, pena capitale chiesta dall'avvocato della
famiglia della vittima, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. In questo
caso, dunque, la notizia non e' nell'esecuzione del colpevole, Mohammad Safar,
impiccato qualche giorno fa nel carcere di Evin, (l'Iran e' al secondo posto
nella classifica dei paesi che applicano la pena di morte) bensi' nel
coinvolgimento della Ebadi, firmataria dell'ultimo appello di Nessun Tocchi
Caino per la moratoria delle sentenze capitali. Nei blog iraniani, soprattutto
quelle delle donne, il comportamento della Ebadi viene duramente stigmatizzato.
''Chi come lei è paladina di pace e giustizia - scrive nel suo blog la
femminista Assieh Amini, appena rilasciata dopo l'arresto per aver partecipato
ad una manifestazione per la parità di diritti tra i sessi- non può avallare la
richiesta di una sentenza capitale voluta dai familiari della vittima''. ''Cara
Signora della Pace - si legge su un altro blog - in quale paese si trovava
mentre Mohammad Safar veniva impiccato all'alba nel cortile di Evin? In quel
triste momento, in quale conferenza internazionale stava parlando di pace e di
giustizia?''. ''Cara Shirin - si legge sul blog firmato da una ragazza che si
cela dietro lo pseudonimo di 'Figlia di Eva' - ci hai deluso accettando il
baratto tra la vita di una vittima e la vita del suo carnefice, aderendo al
precetto islamico che il sangue va lavato col sangue''. Contattato da AKI
ADNKRONOS INTERNATIONAL, l'ufficio della Ebadi a Teheran non ha voluto
commentare la notizia, limitandosi a definire tali critiche opera di
''provocatori al servizio di poteri occulti''.

Questa RAI non è niente appetto al tesoretto, nevvero Capezzone?

Ieri sera ho trascorso, seduto davanti al cancello della RAI di via Teulada, 3 ore e mezzo interessanti frutto di una fine pomeriggio piuttosto concitata perché alla ricerca di Nobel e altre qestioni. Motivo del contendere la partecipazione di tre persone, che en passant son pure rappresentanti dell'italico popolo sovrano, due delle quali fortemente segnate da quasi due mesi di sciopero della fame, una pure da una decina di giorni a secco di liquidi, alla premiata trasmissione Ballarò dove, era stato detto, si sarebbe dato ampio e importante spazio alla questione della moratoria della pena di morte all'ONU come riparazione dell'informazione negata sulle attività dei radicali dei mesi scorsi.

Ebbene, la RAI, una volta ricevuta la lista dei membri del pubblico a seguito del Ministro Emma Bonino ospite in studio, ha fatto sapere che gli onorevoli in quanto politici non potevano entrare e che i nomi di Rita Bernardini e Elisabetta Zamparutti, Segretaria e Tesoriera di Radicali Italiani, erano stati comunicati troppo tardi. Ora, ritardi a parte, la delegazione radicale ha deciso comunque di presentarsi in via Teulada 66, annunciandolo alle agenzie, per, se non altro, ricevere spiegazioni direttamente da un qualche funzionario-dirigente dell'azienda di servizio pubblico radio-televisivo.

Alle 2015, l'eurodeputato radicale Marco Pannella, i deputati della Rosa nel Pugno Sergio D'Elia e Marco Beltrandi, Bernardini, Zamparutti, Rocco Berardo, Simone Sapienza, il vostro e (più tardi) il Consigliere del I Municipio di Roma Mario Staderini, si sono accomodati davanti al cancello bianco di via Teulada 66 in attesa che qualcuno si degnasse, non dico di riceverli ma, se non altro di spiegare il perché dell'esclusione magari restando all'interno del recinto della RAI.

Per la prima mezz'ora qualcuno s'è degnato di informare i seduti che un capo redazione "stava arrivando"; iniziata la trasmissione alle ore 21 non s'è più visto manco il simpatico latore delle menzogne della RAI.

Grazie a un telefonino dotato di vivavoce, seduti davanti alla cancellata, con tre auto tre della polizia che forse temeva un'altra occupazione del cosiddetto servizio pubblico, abbiamo quindi seguito la trasmissione di Ballarò che, a mo' di riparazione della mancata informazione sulla cosiddetta iniziativa italiana sulla moratoria all'ONU, avrebbe dovuto discutere la faccenda nella parte iniziale del programma. Naturalmente la questione è stata relegate nell'ultimo blocco della trasmissine dopo le intercettazioni e questioni varie tra giustizia ed economia, blocco iniziato alle 23.

Ora, possibile che tre eletti dal popolo, un segretario e un tesoriere di partito politico rappresentato in parlamente e pure con delegazione governativa debbano essere esclusi dal pubblico, e dico pubblico, di una trasmissione del servizio pubblico radiotelevisivo?

Ma anche, possibile che il criticatrutto Capezzone, che per denunciare le condotte criminali di Bruno Vespa arrivava a fare il pedinamento ossessivo, oggi non s'accorga che niente è cambiato tranne lui? Infine, possible che ci siano ancora radicali, e dico radicali, che non capiscano a chi stanno consegnando quel tesoretto di sacrifici personali e lotte scomode che hanno accompagnato buona parte della loro vita (anche personale)?

Con Stallman non si fa presto (o male) a dire Guru

Richard Stallman, uno che quando ti parla non necessariamente ti guarda negli occhi, anzi si stacca i peli dalla barba li arrotola su se stessi e li deposita sul tavolo dietro al quale nasconde il suo corpaccione, è una di quelle schegge che, visto il problema alla radice, insiste a denunciare tutti coloro i quali si vogliono innestare sul processo naturale della libera creazione per infilarla dentro il proprio portafoglio da non farla più vedere o utilizzare a nessun altro.

Per, con le sue rigidità ideologiche, Stallman è un CyberFabian, ma anche un radicale alla Thomas Payne, come tale ha un suo seguito, ma ha molti più (e grandi) nemici che, dice lui senza esagerare, sono nemici della libertà.

Ne parla oggi su la Stampa. Già che ci siente firmate pure qui.

Presidentissimoooooooooooooo

el companero Morales futbolero andino

Piuttosto che Selva si dimettesse Petruccioli

Potrebbe in effetti essere un bel guadambio.

6.12.2007

Che dice Capezzone dei 5 miliardi alle imprese?

Mentre sulla citta' eterna calavano le prime ombre della notte e si conoscevano i risultati delle amministrative, il nostro Capezzone ricordava le politiche autolesioniste del Governo dell'Ulivo. Venerdi' scorso, nella grande disattenzione capezzoniana e del Conte di MonteZemolo, l'Espresso, riportava i dati del Rapporto MET di quest'anno, oltre alla consueta analisi regionale dei flussi di spesa per il sostegno alle imprese, dedica un'ampia sezione alla domanda di politiche da parte delle imprese. Nel Rapporto 2006 lo studio della domanda si basa sull’analisi dei risultati di un’indagine di campo (5421 casi) svolta ad hoc e orientata a raccogliere informazioni originali sull’articolazione e sulle caratteristiche specifiche della domanda delle imprese, cercando di individuare possibili aree di interesse per la politica economica, al di là della pura e semplice erogazione di fondi. Questa gente e' in enorme malafede, E N O R M E.

GOVERNO/ CAPEZZONE:LEZIONE DA ELETTORI,MENO TASSE PIU' RIFORME Tasca (Piccola Industria) "Siamo i più tartassati d'Europa" Torino, 12 giu. (Apcom) - "Dall'elettorato è venuta una lezione durissima e dico giustamente. Per un anno, in modo immotivato, si è giocata solo una carta: più tasse e meno riforme. E' stato un errore drammatico. Vedo, però, che alcuni, a cominciare dal presidente del Consiglio, continuano a sottovalutare la situazione". Lo ha detto il presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Daniele Capezzone, parlando all'assemblea della Piccola Industria dell'Unione Industriale di Torino. "La cosa peggiore - ha aggiunto Capezzone - è che prosegua l'agonia fatta di nessuna riforma e di polemiche e battibecchi nella maggioranza". A parere di Capezzone, però, anche "il centrodestra deve fare una riflessione: perchè un profilo coerentemente liberale non se l'è ancora dato". Critiche alla politica fiscale del governo sono arrivate anche dal presidente di Piccola Industria, Franco Tasca. "Siamo i più tartassati d' Europa - ha affermato - e quelli che raccolgono meno attenzione dai politici. Eppure abbiamo bisogno di aiuto per sfruttare la ripresa, che in Italia è inferiore al resto d'Europa a causa delle pastoie burocratiche e di una tassazione che ci impedisce di guadagnare abbastanza da investire". Tasca ha poi concordato con il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, sulla necessità di una vera lotta all'evasione. "La concorrenza di chi non paga le tasse è peggio di quella dei cinesi. Bisogna fare i controlli dove sono più scomodi e non si possono sempre controllare solo le aziende ben inquadrate".

6.11.2007

Capezzone butta giù la maschera

Piuttosto che l'ennesimo capitolo del presunto mobbing contro il Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, si tratta della conferma di chi sia, e di cosa sia (in)capace, il giovane Deputato della Rosa nel Pugno, uno che diceva di conscere e praticare la riconoscenza. E' partito il conto alla rovescia.

Liberalizzazioni, Bonino: sarebbero stati molto utili l'operato e l'attività giorno per giorno, in Parlamento, di Daniele Capezzone

11 giugno 2007

• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

"Se Daniele Capezzone avesse svolto il suo ruolo di presidente della commissione Attività produttive durante l'iter del ddl sulle liberalizzazioni alla Camera sarebbe stato molto utile". Lo ha detto a 'Radio Radicale' il ministro Emma Bonino. "Come Rosa nel Pugno, come Radicali, avevamo deciso di essere la parte riformatrice di una coalizione che conoscevamo bene, senza nessuna illusione ma con una determinazione che stiamo perseguendo in Parlamento e al governo. Poi esiste una posizione diversa, quella di Daniele Capezzone, che - prosegue - ritiene che occorre rimanere nell'Unione 'ma non come ci stiamo adesso, cioè come sudditi e subalterni, bensì'... Il bensì non lo so, ma bensì. Rispetto per esempio alla fase di liberalizzazioni che vengono sminuzzate nell'esame e nel voto alla Camera da coalizioni che vanno dalla sinistra massimalista in modo trasversale fino all'opposizione è indubbio che il ruolo, l'operato e l'attività giorno per giorno in Parlamento, se ci fosse stata, come dovrebbe essere, la presenza e l'attività, come ci si dovrebbe aspettare, del presidente della commissione Attività produttive, sarebbero stati molto utili. Scuola radicale vuole che quando si ricoprono delle responsabilità si risponde innanzitutto di quello al 100% delle possibilità. Poi ci sono i convegni, qualunque altra cosa, ma innanzitutto si risponde di un'attività istituzionale che si è accettato di svolgere e se ne risponde anche nelle sedi proprie, cioè nell'istituzione, in governo, in Parlamento, dove ognuno ha accettato di essere e di lavorare. In questa fase - ribadisce - una attività più puntuale e più presente all'interno del Parlamento certamente avrebbe giovato".


Capezzone su Bonino: non partecipo a polemiche da comari
Capisco suo dispiacere per suo forse deludente anno di Governo. Le auguro di poter fare di piu' e meglio.

Roma, 11 giugno 2007

• Dichiarazione di Daniele Capezzone

Leggo con stupore ed amarezza alcune dichiarazioni di Emma Bonino, ennesima puntata di una piccola campagna che -comunque- non mi intimidisce.

In ogni caso, non partecipero' a polemiche da comari, anche perche' il paese ha questioni ben piu' serie da affrontare.

Capisco il suo dispiacere per questo suo forse deludente anno di Governo. Le auguro di tutto cuore di poter fare di piu' e meglio. Buon lavoro, quindi


6.10.2007

Bush accolto da eroe

Finalmente un benvenuto come si deve!

Il Signore e' mio pastore

per questo io portato mazza texana

Pentagon Confirms It Sought To Build A 'Gay Bomb'

Would you believe that?

Sarkò Briakò

Grancassa contro l'AIDS

Ora, posto che sicuramente Sant'Egidio avrà programmi di assistenza ai poveri e marginalizzati di tutto il mondo, se si legge bene quanto viene detto nei suoi documenti, quanto è trapelato dalle dichiarazioni congiunte Bush-Marazziti, e, diciamocelo, se si conosce un minimo qual'è l'approccio dei gruppi cattolici e dell'Amministrazione USA a riguardo, c'è poco da essere ottimisti circa tutte queste promesse di finanziamento per la lotta all'AIDS.

Infatti, il grande sforzo di investimenti annunciato è prevalentemente rivolto all'acquisizione degli anti-retrovirali. Poi, a andando ben vedere, una volta comprate le medicine si pongono una serie di dubbi, e quindi presumibilmente di restrizioni, circa la loro tossicità e pericolosità se prescritti in contesti dove il sistema sanitario è pressoché inesistente. Quindi, non solo si tratta di una misura piuttosto circoscritta nella portata, ma si tratta di uno sforzo che non mira alla prevenzione ma ESCLUSIVAMENTE a "proteggere" i nascituri dal virus trasmesso loro dalla madre.


E' uno schema già visto, promosso da una visione del mondo che in qualche modo rivolge la propria compassione a ciò che non c'è mentre chi già c'è, e ha peccato, deve, in qualche modo espiare. Congratulations!

meno un altro

Basta esecuzioni in Ruanda.

la présidentialisation du régime

et voilà, les jeux, ici, sont reelment faits!