We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
6.09.2007
Capezzone o della delicata pianta dell'artenativa liberale
Ve lo immaginate il Capezzone constant gardner che con paletta e secchiello, e magari cappello a barchetta fatto col Sole24ore, piantare i semini liberal-liberisti-libertari? (lo so quel copricapo è più da muratore, ma il sole è sempre il sole e bisogna e per far politica bisogna tenere 'a capa fresca).
Ve lo immaginate? Dove li avrà trovati poi tutti quei semini? Saranno naturali? DOC? Transgenici per i quali occorrerà comprare sempre lo stesso fertilizzante in dosi massicce, oppure saranno quelli suicidi per cui ogni sei mesi bisogna comprarne di nuovi e sempre più "nuovi"? Eppoi, una volta piantatili questi semini, come li si annaffierà? Con l'acqua del Sindaco? Quella gassata? Oppure quella pesante prima che entri in circolo nelle centrali atomiche d'oltralpe?
Inzomma, come direbbe chi so io, il Talented Mr. Ripley della politica itagliana è pronto a fare il grande salto, fosbury o frontale poco importa, d'altronde la prestanza è più "intellettuale" che "fisica", diciamo, quel che è certo è che per le prossime settimane tutti si concorra a concimare quest'Italia in arrivo dell'Emanuele Capezzone. Sarà una lunga e costante rupture des marons fino al momento della raccolta dei frutti intorno a settembre quando allora potremo vendemmiare al grido di: Rien ne va (presque) plus. Auguroni!
Di che panni si vestono i silenzi di Capezzone?
E' quasi una settimana che il dichiarazionificio capezzoniano ha rallentato la produzione in serie di consigli, pagelle e complimentoni. Il vero motivo del cambio di ritmo e' dato dal fatto che ,dall'ingrosso, il Capezzone e' passato al dettaglio. Il Conte di MonteZemolo, infatti, pare che non apprezzi appieno il look "spezzato" (giacche eccessivamente ampie, camicie con scollo a V, cravatte lunghissime, pantaloni senza risvolta, scarpe squadrate, abbinamenti cromatici dal metallizzato al sottobosco passando per tutta la gamma delle spezie) del giovane Presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera, therefore, lo ha spedito a Saville Row a rifarsi il guardaroba (donde il passaggio, nel pezzo sul Foglio di oggi, su una visita a Londra per incontri nella City). Contrariato il Marchese Della Valle che ritiene che con tutto il made in Italy che bisogna promuovere proprio nella perfida Albione deblairizzata dove andare a rivestrirsi il giovanotto?
Cancellations
6.08.2007
Ciao Rino
Il 7 giugno 2003 moriva Rino Spampanato. Mi era tornato in mente l'altro giorno. Di nome, anzi di cognome, Rino lo conoscevo sin dal suo arrivo nel Partito Radicale. Di persona invece l'ho conosciuto solo nel 1998. Infatti, nella primavera di cinque anni fa, nei miei brevi soggiorni romani, ero gentilmente ospitato da quella “strana coppia” che erano Rino Spampanato e Carmelo Palma. Quella ospitalita' sporadica si trasformo' in semi-permanente verso la fine di luglio dei quello stesso anno.
Al termine della Conferenza diplomatica sullo statuto della Corte penale internazionale, invece che rientrare nella torrida New York, decisi di rimanere laddove soffia il ponentino e partecipare alla preparazione del giornale del PR. Con Carmelo e Rino si sviluppo' una bella amicizia. Carmelo dormiva sul divano, Rino e io su un letto a una piazza e mezzo. Al termine delle nostre giornate a Torre Argentina in cui si raccoglieva materiale per il giornale, si scriveva, si dibatteva, si litigava, ci si collegava al telefono con Cappato dalla grande mela, si mangiavano frullati e gelati, si andava tutti a cena fuori insieme.
In quelle cene con Rino, Carmelo, Daniele Capezzone e Olivier Dupuis, non solo si riprendevano le chiacchiere politiche, ma, con fiumi di limoncello, iniziavamo anche a conoscerci un po' meglio. Se Carmelo complicava, Rino risolveva.
Rino era la quintessenza del napoletano, o meglio, era quello che io penso i napoletani siano e possano essere: simpatici, generosi, incazzosi, chiacchieroni, che ascoltano Pino Daniele – ma anche gli Squallor -, tifano Napoli, mangiano spaghetti al pomodoro e bevono fiumi di caffe’. Oltre tutto questo, che di per se’ sarebbe gia’ molto (almeno per me) Rino era anche un radicale, di quelli pigri magari, ma un sincero liberale. Beh dichiamola fino in fondo, in coppa a tutto questo, Rino aveva una sincera passione per le belle figliole e per la sfida (linguistica) di conquistarle. Almeno in quelle calde sere di cinque anni fa a campo dei fiori in quella specie di pub irlandese.
Proprio in quei giorni che erano tanto storici (130 stati avevano votato a favore di quello che in casa radicale si chiamava il primo segmento delle giurisdizione internazionale, la Corte penale internazionale) quanto drammatici (Pannella era all'ospedale in preda alla malasorte e alla malasanita') Rino si stava definitivamente specializzando in quello che sarebbe divenuto poi il suo lavoro a tempo pieno (e su piu' fronti
Questo suo divenire "elettronico" gli faceva accumulare un’eccezionale carica che di giorno non riusciva a esprimere. Lo faceva di notte. Rino parlava nel sonno. Che dico parlava, comiziava. E che comizi! Mentre dormiva, e senza che quello che diceva potesse essere minimamente intellegibile, Rino arrivava a mettersi a sedere sul letto e, agitando il braccio destro, arringava le folle. Poi, tutto d'un tratto, si buttava giu' e, come se niente fosse successo, tornava a dormire. Non l'ho mai sentito russare.
Con l'aggravarsi della situazione econimico finanziaria del Partito Radicale, Rino e Carmelo, dall'appartamento vicino al Ministero della Sanita' si trasferirono (o furono costretti a trasferirsi) alla Pigna (una sorta di foresteria radicale adita a magazzino, o viceversa, non saprei). Li’ le nostre strade si separarono. Carmelo, che aveva preso la sofferta decisione di iscriversi all'universita' di Roma per finire i propri studi di filosofia, si trasferi' a Torino, Rino resto' a Roma per occuparsi in pianta stabile del sito web di Radio Radicale, io me ne tornai a New York per prepararmi a una lunga trasferta nei Balcani.
Una qualche frequentezione riprese nei mesi esaltanti della primavera del 1999, quando al termine dello spazio pre-rassegna stampa, rinato grazie alla conduzione di un paio di giovani promettenti radicali, con Daniele ci si collegava al piano di sotto di via Principe Amedeo per farci dare da Rino un'unteprima del palinsesto di radioradicale.it. Alla fine della trasmissione, se Rino aveva terminato quel che doveva terminare, si andava a casa a piedi tutti insieme. Commentavamo la trasmissione, le interviste fatte o le telefonate ricevute. Spesso ci faceva i complimenti, ma sempre con quel suo fare canzonatorio. Ci intrattenevamo facendo il verso a questo e quello, prediligendo, per ovvi motivi linguistici, Anna Autorino. Avevamo sviluppato tra di noi una sorta di gramelot che risultava incomprensibile a piu’ (con l’eccezione di Carmen Colitti) col quale riuscivamo a ridere, e Rino sapava ridere.
Non sono potuto rientrare in italia ieri.
Ti saluto come ci capitava di fare spesso a voce o per email: addio grandissima recchia!
Harm Reduction in the USA
I've met that Serrano guy.
WELBY: GIP ROMA, IMPUTAZIONE COATTA PER MARIO RICCIO
AGI) - Roma, 8 giu. - La Procura aveva invece rinnovato la
richiesta di archiviazione per il medico, pur avendo proceduto
alla sua iscrizione sul registro degli indagati per l'ipotesi
di reato di 'omicidio del consenziente', dopo il provvedimento
di rigetto del gip in merito alla prima richiesta di
archiviazione del fascicolo. A suo tempo, infatti, De Marinis e
il procuratore capo Giovanni Ferrara, sollecitando
l'archiviazione del procedimento nato originariamente come
'atti relativi', avevano sostenuto come, anche a seguito degli
accertamenti compiuti in sede di consulenza collegiale
medico-legale che avevano escluso qualsiasi rilievo causale
della sedazione in relazione al decesso di Welby, non fosse
ravvisabile alcuna ipotesi di reato nei fatti accaduti la sera
del 20 dicembre 2006. Adesso, dunque, il pm dovra' formulare il
capo di imputazione nei confronti di Riccio e poi richiederne
il rinvio a giudizio. In sede di udienza preliminare, davanti
ad un altro giudice, la Procura e' intenzionata a ribadire la
posizione espressa fino ad ora, ossia che da parte
dell'anestesista non e' stato commesso alcun reato. "E' una
decisione che mi sorprende soprattutto in virtu' della
discussione che era avvenuta davanti al gip Laviola - commenta
l'avvocato Giuseppe Rossodivita, legale di Riccio - ora ben
venga il processo per l'accertamento dei fatti". (AGI)
Ecco perché Bush salta Trastevere
6.07.2007
Un altro caso di anticlericalismo ottocentesco?
Gisele Bundchen ha dichiarato a la Folha de S.Paulo: «Proibire il preservativo è ridicolo, basta pensare alle malattie sessualmente trasmissibili. Quando la Chiesa ha fatto le sue leggi, milioni di anni fa, la donna era vergine, l’uomo era vergine... Oggi di vergine non c’è più nessuno. Dev’essere obbligatorio usare il preservativo. Ma come possono pretendere che non si usi il profilattico e allo stesso tempo che non si abortisca? Mi sembra impossibile».
Dagli amici mi guardi iddio
Ma a Sant'Egidio non erano CattoComunisti?
TPS, ovvero della calma serafica
Mai per un attimo m'ero preoccupato dell'efficacia politica di gente senza convinzioni come questi signori della Casa delle Libertà, capaci solo di spettacolarizzazioni di miserie umane inutili alla sopravvivenza della nostra disgraziata specie tipicamente da "reality show". Apprezzata la performance di TPS, mi si conferma la lettura da giapponese di Prodi.
6.06.2007
Altro caso di anticlericalismo ottocentesco?

Gisele Bundchen ha dichiarato a la Folha de S.Paulo: «Proibire il preservativo è ridicolo, basta pensare alle malattie sessualmente trasmissibili. Quando la Chiesa ha fatto le sue leggi, milioni di anni fa, la donna era vergine, l’uomo era vergine... Oggi di vergine non c’è più nessuno. Dev’essere obbligatorio usare il preservativo. Ma come possono pretendere che non si usi il profilattico e allo stesso tempo che non si abortisca? Mi sembra impossibile».
Moratoria Rai su disinformazione Moratoria?
RAI: PENA DI MORTE; CAPPON, IN ARRIVO PROGRAMMI E SPOT
LANDOLFI, SODDISFATTO DA PIANO DG, TELEFONA A PANNELLA
(ANSA) - ROMA, 5 GIU - ''Piu' spazio alle iniziative sulla
moratoria delle esecuzioni capitali nei programmi Rai, a partire
da Ballaro' della prossima settimana e una campagna di spot di
circa 40 secondi, realizzati da Viale Mazzini, per
sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi: e' il piano
di impegni presentato questa sera dal direttore generale Claudio
Cappon, ascoltato in ufficio di presidenza dalla commissione di
vigilanza. Un'audizione voluta in particolare dal presidente
della Commissione, Mario Landolfi, dopo che un gruppo di
radicali presidia da venerdi' la sede Rai di Viale Mazzini.
A quanto si apprende, Cappon ha sottolineato il massimo
impegno dell'azienda, finora bloccata anche da problemi di
natura gestionale e burocratica, e ha annunciato che
l'informazione sulla battaglia dei Radicali contro la pena di
morte sara' intensificata: oltre a Ballaro', se ne occuperanno
Tv7, Agenda Mondo, Cominciamo bene, Uno mattina e altri
programmi. Oltre agli spazi all'interno dei Tg e delle
rispettive rubriche, il Dg ha annunciato anche una campagna di
spot ad hoc.
All'ufficio di presidenza c'e' stata una piena partecipazione
degli esponenti di tutte le forze politiche, che hanno espresso
solidarieta' ai Radicali. Il presidente Landolfi,
sostanzialmente soddisfatto degli impegni presi da Cappon, ha
telefonato - sempre a quanto si apprende - al leader radicale
Marco Pannella per convincerlo a 'smobilitare' il presidio a
viale Mazzini.(ANSA).
RAI: PENA DI MORTE; BELTRANDI, PER ORA RESTIAMO MA...
(V.: 'RAI: PENA DI MORTE; CAPPON...' DELLE 22:56)
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - I radicali continuano la loro
occupazione della sede della Rai di Viale Mazzini anche se
colgono nelle parole del direttore generale Claudio Cappon
alcuni spiragli positivi: lo ha detto Marco Beltrandi,
componente radicale della stessa commissione, al termine
dell'ufficio di presidenza della Vigilanza sulla Rai che ha
ascoltato le comunicazione di Cappon in merito all'impegno
dell'azienda pubblica per garantire il massimo dell'informazione
sulla questione della moratoria delle esecuzioni capitali.
I radicali da cinque giorni occupano la sede della Rai
proprio per chiedere all'azienda di dare adeguata informazione
alla questione della moratoria. ''Stanotte rimaniano - dice
Beltrandi - cercheremo di valutare l'impegno di Cappon. Certo e'
che qualche passo avanti e' stato fatto''. Le decisioni si
prenderanno domattina dopo aver sentito Marco Pannella, giunto
6.05.2007
CapezzoneGate
La domanda sul da farsi quindi è piuttosto delicata, smettere e cancellarlo o continuare e farlo scivolare nell'ordinarietà vuotezza politicante?
by T.S. Eliot
I
We are the hollow men
We are the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw. Alas!
Our dried voices, when
We whisper together
Are quiet and meaningless
As wind in dry grass
Or rats’ feet over broken glass
In our dry cellar
Shape without form, shade without colour,
Paralysed force, gesture without motion;
Those who have crossed
With direct eyes, to death’s other Kingdom
Remember us — if at all — not as lost
Violent souls, but only
As the hollow men
The stuffed men.
II
Eyes I dare not meet in dreams
In death’s dream kingdom
These do not appear:
There, the eyes are
Sunlight on a broken column
There, is a tree swinging
And voices are
In the wind’s singing
More distant and more solemn
Than a fading star.
Let me be no nearer
In death’s dream kingdom
Let me also wear
Such deliberate disguises
Rat’s coat, crowskin, crossed staves
In a field
Behaving as the wind behaves
No nearer –
Not that final meeting
In the twilight kingdom
III
This is the dead land
This is cactus land
Here the stone images
Are raised, here they receive
The supplication of a dead man’s hand
Under the twinkle of a fading star.
Is it like this
In death’s other kingdom
Waking alone
At the hour when we are
Trembling with tenderness
Lips that would kiss
Form prayers to broken stone.
IV
The eyes are not here
There are no eyes here
In this valley of dying stars
In this hollow valley
This broken jaw of our lost kingdoms
In this last of meeting places
We grope together
And avoid speech
Gathered on this beach of the tumid river
Sightless, unless
The eyes reappear
As the perpetual star
Multifoliate rose
Of death’s twilight kingdom
The hope only
Of empty men.
V
Here we go round the prickly pear
Prickly pear prickly pear
Here we go round the prickly pear
At five o’clock in the morning.
Between the idea
And the reality
Between the motion
And the act
Falls the Shadow
For Thine is the Kingdom
Between the conception
And the creation
Between the emotion
And the response
Falls the Shadow
Life is very long
Between the desire
And the spasm
Between the potency
And the existence
Between the essence
And the descent
Falls the Shadow
For Thine is the Kingdom
For Thine is
Life is
For Thine is the
This is the way the world ends
This is the way the world ends
This is the way the world ends
Not with a bang but a whimper
LibMagazine, nessuno si fa meglio
Belle parole no? simili a quelle che, mutatis mutandis, potrebbe utilizzare un parroco di una parrocchia qualsiasi in un'omelia di un giorno qualsiasi a seguito di uno scandalo qualsiasi delle solite notizie qualsiasi che ci bombardano quotidianamente. E invice si tratta della chiusa del primo editoriale di Daniele Capezzone in quanto Direttore politico di (nientepopodimenoché) LibMagazine. Da notare, tra le tante altre cose, che Capezzone, quando era direttore politico di un movimento liberale, liberista e libertario non s'era mai sognato di dedicare cinque minuti del suo prezioso tempo a scrivere pezzi originali per la newsletter Notizie Radicali da lui tanto voluta.
Capezzone spesso ci viene descritto come un politico giovane - o un giovane politico - che riesce a captare i segnali dei suoi simili, quegli stessi simili che, è da presumere, stiano consolidando il proprio disprezzo per la politica e siano pronti o ad andare per la loro strada, magari all'estero, oppure a sporcarsi le mani in prima persona come il Conte di MonteZemolo.
Capezzone ci viene spesso anche descritto, da quelli più "attenti" o "addentro" alla sua vicenda politica degli ultimi tempi, come l'ultimo di una lunga serie di errori politici di Marco Pannella anzi, sempre per alcuni, l'errore più grave tra i più gravi mai computi dal leader radicali negli ultimi tempi perché, ci si dice, da quando sono entrati nell'unione, questi radicali hanno perso buona parte dei propri connotati storici a partire del "parlar chiaro" (tanto caro invece al nostro super giovane).
Capezzone è sicuramente uno che s'è fatto da solo, ha preso un po' di creta radicale e l'ha modellata a sua immagine e somiglianza. In questa sua opera cosmetica, negli ultimi tre o quattro anni, ha fatto dell'analisi della situazione politica il proprio fare politica e così facendo ha contribuito a coltivare in molti dei suoi accoliti la convinzione che anche questo fosse fare politica radicale. Col passare degli anni Radicali italiani è divenuto sempre di più un movimento di opinionisti, qualsiasi, da movimento di opinione che era.
Oggi, lasciate le risponsabilità "formali" in Radicali italiani, Capezzone e i suoi si danno al retroscenismo dove non esistono più neanche le opinioni ma spadroneggia la condivisione delle voci di palazzo alla ricerca dello scoop o dello scandalo che possa fornire ulteriori argomenti alle grida popolari del "tutti a casa!" più vicine a populismi come quello leghista o dipietrista nel tentativo di nobilitarne in un "fatto nuovo" colorato di sfumture riformatrici e radicali.
Ecco un fulgido esempio di chiarezza e proposta politica tratto dal primo editoriale di Capezzone per LibMagazine:
"Ma, non vi è alcun dubbio, la situazione più critica, e forse non più correggibile, è quella della maggioranza. Ricapitoliamo. Un paio di settimane fa, il Presidente di Confindustria Montezemolo ha stilato un’agenda politica (di segno largamente riformatore) indirizzata al Governo: e il Governo, presente con una dozzina di Ministri, ha subìto il colpo, ha acutamente sofferto, e lo ha pure detto. Alcuni giorni dopo, un’agenda politica (convergente e anch’essa largamente riformatrice), è stata stesa dal Governatore di Bankitalia Draghi: e il Governo, quasi completamente assente, ha ancora una volta subìto e sofferto, anche se stavolta non lo ha detto. Fuor di scherzo, sofferenze o no, e silenzi o no, resta la sostanza. Ovunque nel paese cresce la consapevolezza di riforme tanto più necessarie quanto più rinchiuse dall’Esecutivo nell’ultimo dei cassetti (penso ai quattro punti del Dpef dell’anno scorso: pensioni, sanità, pubblico impiego e finanza locale): e, di ora in ora, il Governo appare sempre più paralizzato, al punto da vivere passivamente e starei per dire “inevitabilmente” la disfatta elettorale amministrativa del 27 maggio scorso."
Roba forte nevvero? Alzi la mano chi s'è appassionato tanto da auspicare un "fatto nuovo"... Un fatto nuovo in realtà ci potrebbe essere presto, anzi tanti fatterelli o ideuzze, come le chiama lui, che alla fine a forza di essere rammentati diventeranno "realtà": la rivista LibMag diviene settimanale e sarà registrata, proprio come s'addice a un qualsiasi libello sinceramente rivoluzionario - stai a vedere che magari diviene pure finanziata da qualche deputato.
Il motto di LibMag è "la politica non ha viscere, eppure ce le rivolta", bè, auguroni!
Bono sempre troppo buono, coi soldi degli altri
Che fare allora? invece di continuare a sfrangiarci i santissimi con le sue campagne autopromozionali all'insegna del "I Still Haven't Found What I'm Looking for", tanto per dimostrare la propria serietà, e pure un minimo di coerenza, bisognerebbe trovare lo spirito adatto per rispondere al compagno Bono di far qualcosa lui, chessò trasferirsi armi e bagagli in Africa, aprire un centro di ricerca dedicato esclusivamente alle malattie tropicali, finanziare la promozione di semplici, ma efficaci, pannelli solari per il funzionamento di fornelli e pompe per l'acqua o magari di avviare un processo di interconnettività non proprietaria per consentire un minimo di sviluppo autoctono.
Altrimenti primo o poi, dalla sua Africa, si solleverà un bel coro "With or Without You"
6.04.2007
Stayin' Alive
DIRITTO AUTORE: ROBIN GIBB (BEE GEES) PRESIDENTE CISAC
Canta cavallo che la burocrazia cresce...
(AGI) - Roma, 4 giu. - Robin Gibb, uno dei tre fratelli che hanno reso celebri in tutto il mondo il gruppo dei "Bee Gees", e' stato nominato a capo della Cisac, la confederazione internazionale che tutela il diritto d'autore nel mondo. Nel corso del "Copyright Summit", che si e' svolto a Bruxelles e che ha riunito nella citta' belga 217 societa' di autori di 114 Paesi, l'assemblea generale della Cisac ha inoltre eletto, per il periodo 2007-2010, vice presidente Alfonso Cuaròn. Numerose le cariche che si e' aggiudicata la Siae. Oltre alla sede della prossima Assemblea Cisac, che si svolgera' a Roma l'anno prossimo, il direttore generale della Siae Angelo Della Valle e' stato nominato membro del Board of Directors, del Finance Committee e membro del Management Committee del BIEM (l'organizzazione internazionale composta dalle Società che amministrano i diritti di riproduzione meccanica: cd, dvd). L'avvocato Luisa Vullo e' stata nominata rappresentante Siae nel Legal Committee; Antonio Brunetti nel CIS Supervisory Board. Potito Silvestri della Siae e' stato infine nominato in qualita' di commissario aggiunto nell'Auditor. (AGI)
Abkhazia mia, Abkhazia in fiore (oggi)
Dopo quasi un anno e mezzo di ostilità, che col passare del tempo hanno coinvolto la diaspora abkhaza, in particolare quella residente in Turchia, il sostegno della Russia e la partecipazione di gruppi paramilitari come quelli guidati da Shamil Basaev, le truppe abkhaze affermano il proprio controllo su quella parte di Georgia che oggi si autoproclama "Repubblica di Abkhazia". I georgiani perdono oltre 20mila soldati, gli abkhazi quasi 2000, oltre 200mila georgiani vengono espulsi (65mila sono stati fatti rientrare negli ultimi mesi) le Nazioni unite creano una missione ad hoc, la UNOMIG.
Su richiesta di Tiblisi la Comunità degli Stati Indipendenti (CIS) impone un embargo all'Abkhazia isolandola dal resto del mondo. Se non fosse per l'amicizia interessata dei russi, che consentono l'ingresso di centinaia di migliaia di turisti all'anno nel piccolo paese sul Mar Nero, gli abkhazi sarebbero letteralmente alla fame.
E' difficile da descrivere, ma magari tenterò in futuro, cosa sia un paese che passa dall'essere membro dell'URSS a una guerra civile a un embargo. Qui sotto delle immagini della guerra, del paesaggio e un paio di video che ne celebravano le bellezze e le attrazioni turistiche.
L'esercito georgiano si prepara per l'ultimo attacco nel settembre 1993.
La Svizzera del Caucaso.
Ai bei tempi che furono.
The Future is Approaching
Il decalogo reazionario anti-digitale
Pannella lancia manifestazione per accogliere il Presidente USA
(AGI) - Roma, 4 giu. - Una manifestazione per accogliere il
Presidente Usa a Roma: lo ha proposto Marco Pannella in una
intervista questa mattina in diretta con Radio Radicale. "Io
propongo - ha detto Pannella - che ci sia una manifestazione a
piazza del Popolo, per dire, celebrare, parlare, parlarci,
mostrare in quanti siamo d'accordo su questo. Per accogliere il
Presidente degli Stati Uniti d'America, non importa il suo
nome, con una celebrazione accompagnata dai nostri cartelli
scritti a penna che dicono: viva gli Stati Uniti d'America,
viva il popolo americano nostro fratello, viva la democrazia
americana, in nome di Lincoln, Luther King ed Ike Eisenhower,
il capo delle forze che hanno liberato l'Europa dalla
terrorizzante avanzata fascista e nazista e il Presidente
americano che ha ammonito il suo paese che il pericolo massimo
della democrazia americana e del mondo era nel prepotere senza
controllo del complesso militare industriale".
"Ci troveremo di nuovo - ha detto Pannella - ad essere in
quella piazza del Popolo, al massimo quelli della marcia di
Natale. Gli altri vadano a cogliere l'occasione per sfogare il
loro odio contro il mondo, personificato dall'odio contro Bush,
e manifestino contro zone rosse e verdi. Nel diritto di
manifestare c'e la cosa piu importante: cosa si rende
manifesto. Se si continua a rendere manifesto quello che
continua a dilagare e bene che tutti lo vedano e locomprendano" ha concluso Pannella. (AGI)

