We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
4.21.2007
Mi dispiace devo (e deve) andareeeeeeee
Cossutta: lascio il Pdci , al congresso non ci saro' ROMA - Armando Cossutta lascia il Pdci e non parteciperà al congresso del partito in programma per la fine del mese. Lo annuncia lo stesso leader conversando con i giornalisti sui prossimi congressi dei partiti. "No, io non parteciperò al congresso del Pdci. Mi sono dimesso anche formalmente dal partito, dal quale da tempo mi ero politicamente dissociato. Io - spiega Cossutta - liberamente comunista, intendo impegnarmi coerentemente nel lavoro per la costruzione di un'ampia popolare unità della sinistra, quanto mai necessaria ed urgente nella situazione politica del tutto nuova che si è determinata con le decisioni del congresso dei Ds. E parteciperò con molti compagni agli appuntamenti unitari della sinistra del 5 e del 12 maggio".
CONGRESSO CALABRIA APPROVA ODG DI SFIDUCIA A BIANCHI
COSENZA - La rottura tra il Pdci della Calabria ed il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, è stata sancita oggi, a conclusione del congresso regionale del partito. Il 75% dei delegati ha approvato, infatti, un ordine del giorno che fa proprie la relazione del segretario Michelangelo Tripodi, il documento politico regionale, le conclusioni del segretario regionale ed i due ordini del giorno varati dalle federazioni di Cosenza e Reggio Calabria che contenevano la sfiducia al ministro Bianchi.
CONGRESSO CALABRIA APPROVA ODG DI SFIDUCIA A BIANCHI
COSENZA - La rottura tra il Pdci della Calabria ed il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, è stata sancita oggi, a conclusione del congresso regionale del partito. Il 75% dei delegati ha approvato, infatti, un ordine del giorno che fa proprie la relazione del segretario Michelangelo Tripodi, il documento politico regionale, le conclusioni del segretario regionale ed i due ordini del giorno varati dalle federazioni di Cosenza e Reggio Calabria che contenevano la sfiducia al ministro Bianchi.
Il Sarkoma di Capozi
Nessuno avrebbe dubitato che, pur di finire nella sua rassegna stampa della domenica mattina, dopo aver espresso nell'autunno 2000 il suo voto a favore del conservatore campassionevole George Bush, oggi Capezzone si schierasse CON TUTTO QUEL CHE VALE per Sarkozy criticando anche l'Italia dove c'e' il rischio che prevalgano "alcuni gravi pericoli: la stanchezza, il continuismo e l'autoconservazione delle classi dirigenti."
Guerre o balle spaziali?
Sono ormai abbondanti cinque anni che negli Stati uniti si vive con l'allarme quotidiano della possibilita' di poter subire un attacco sul suolo patrio da parte di coloro che gia' lo hanno fatto quell'11 settembre del 2001 e che per questo stanno subendo una vera e propria guerra "to be brought to justice or bring justice to them" come dice(va) spesso George Bush. Possibile che a seguito di tutto questo dispiegamento di forze e di assalto mediatico al "male" i morti ammazzati negli Stati uniti siano tutti vittime di connazionali?"Passi" l'ingresso di uno maniaco depresso con pulsioni omicide in un Campus, dove peraltro studiava, ma che ci si possa infilare nel quartier generale della NASA all'ora di pranzo con tanto di armi da sparo pare, come minimo, curioso, no?
4.20.2007
Gli intellettuali di Al Qaeda
Sayed Abdul Aziz al Sharif annuncia che presto dichiarerà in pubblico che lo stragismo non deve essere di Al Qaeda. Certo che dopo l'annuncio della nascita di UN Partito Democratico in Italia ormai non ci si possa meravigliare più di niente...
Sfiammate da Israele
Gliè certo che con l'arrivo della Nireshstai nivvirtuale, la blogosfera la s'infiammerà e non poho. Ma noi ci s'era abituati a fassi dire la verità dalla Fiamma.Piuttosto, pena poho ad aggiornallo pe' benino codesto sito!
Bona compagni!
Partido Demogradigo
Ce la fara' il popolo sovrano a sopravvivere a un fine settimana di chiacchiere alla ricerca di un distintivo? Secondo me c'e' una prova preliminare alla quale andrebbe sottoposto chiunque si candidi a fondare IL Partito Democratico "per modernizzare e innovare il Paese", sostenere uno scambio di opinioni in inglese. In mancanza di cio' tutti a casa.
Stasera tutti ad Anticaja
Ospita il consigliere del primo Municipio di Roma Mario Staderini.
Accorrete numerosi non prima di aver stampato quanto qui sotto
Accorrete numerosi non prima di aver stampato quanto qui sotto
Venerdì 20 aprile, dalle 21.30
Serata di solidarietà
(umana, non economica!)
in favore di
storico locale con finalità sociale
a rischio sgombero per ingordigia vaticana
(Via Monte della Farina 62 - dietro L.go Argentina)
- Musica: "Presi per caso" (rock) e "Leo Mastri e i diavoli del ritmo" (jazz)
- Teatro: spettacolo del "Gruppo Cicala"
- Ospiti a sorpresa durante tutta la serata
4.19.2007
Virginia Tech: realtà parallele
Alle volte mi domando chi è che vive in questo (o quel) mondo... Qui sotto due lettere dal Foglio di oggi.
Al direttore - Ho seguito con interesse la trasmissione di Otto e mezzo su “Le grandi stragi americane” e mi sono trovata sempre più d’accordo con lei per aver posto la domanda secca: l’accadere di eventi come quello degli omicidi in serie nel campus della Virginia e il loro aumento negli ultimi trent’anni sono segno o no della confusione apocalittica che stiamo vivendo? Mi è piaciuto come lei ha incalzato i suoi un bel po’ recalcitranti ancorché molto interessanti interlocutori. Poi purtroppo il discorso è finito (e tanto più finirà negli Stati Uniti) su armi sì, armi no… Sarà perché nell’attuale versione del vecchio dilemma tra apocalittici e integrati parteggio per i primi: per lo meno si interrogano sull’insensato del presente, sullo svuotamento simbolico che appesantisce lo spirito del tempo. Forse per questo non mi ha stupito che lei abbia citato l’aborto (la massa degli aborti pubblici e “visibili”, intendo) tra le cause cui addebitare la confusione apocalittica di cui sopra, che non credo equivalga a imminente fine-di-mondo, semmai a deperimento – quanto lento o veloce non so – del mondo occidentale. Penso però che l’aborto (reso pubblico, ripeto) sia un epifenomeno del sommovimento profondo all’origine dei fatidici ultimi trent’anni, del fatto che precede l’attuale tremore e languore: le donne hanno revocato il loro appoggio agli uomini. Appoggio simbolico, naturalmente, e tanto potente da avvolgerci e coinvolgerci come donne e come uomini.
Roberta Tatafiore, Roma
Al direttore - Riguardo la strage americana ha ragione lei. C’è aria da fine dei tempi, e c’è puzza di morte in giro: non è politicamente corretto fare le Cassandre, ma un miliardo di aborti in venti anni non è aria fresca. L’indifferenza all’aborto legalizzato a cui ci ha abituato il silenzio su questo argomento – perché dopo che si approva la legge per legalizzarlo non se ne parla più – ha preparato il terreno a cose ancora peggiori. Mi riferisco all’asetticità con cui chissà quante centinaia di migliaia di embrioni fabbricati in laboratorio vengono fatti fuori tutti i giorni, con strumenti sofisticatissimi, all’avanguardia – non certo con le pistole in vendita nelle armerie americane – vivisezionati sotto le lenti di costosi microscopi. Probabilmente gli scienziati in camice bianco li mettono in fila, in qualche modo – proprio come ha fatto il ragazzo coreano con gli studenti prima di ucciderli – e poi li vivisezionano uno dopo l’altro, ordinatamente. Mi riferisco all’omicidio di Terri Schiavo, emblema dell’eutanasia di vecchi e bambini, con cui insieme alle persone si uccidono compassione e pietà. Mi riferisco al fiume di gente disposta a morire suicida, cosa mai vista prima. “Amiamo la morte più della vita”: ma quando mai? Che al suicidio dell’occidente rispondono facendosi esplodere uno dopo l’altro (in fila?). Mi riferisco all’umanità misurata in percentuale: che percentuale di umano e che percentuale di animale c’è in un embrione uomo-vacca? Le ricordo che a parlare in questi termini era il capo dell’Hfea, un vescovo (sì, un vescovo) anglicano. L’anticristo di Solovev è roba da asilo Mariuccia, in confronto. E tutto questo perché? Per niente. Ha ragione lei. Questa roba si chiama Apocalisse.
Assuntina Morresi, Perugia
Al direttore - Ho seguito con interesse la trasmissione di Otto e mezzo su “Le grandi stragi americane” e mi sono trovata sempre più d’accordo con lei per aver posto la domanda secca: l’accadere di eventi come quello degli omicidi in serie nel campus della Virginia e il loro aumento negli ultimi trent’anni sono segno o no della confusione apocalittica che stiamo vivendo? Mi è piaciuto come lei ha incalzato i suoi un bel po’ recalcitranti ancorché molto interessanti interlocutori. Poi purtroppo il discorso è finito (e tanto più finirà negli Stati Uniti) su armi sì, armi no… Sarà perché nell’attuale versione del vecchio dilemma tra apocalittici e integrati parteggio per i primi: per lo meno si interrogano sull’insensato del presente, sullo svuotamento simbolico che appesantisce lo spirito del tempo. Forse per questo non mi ha stupito che lei abbia citato l’aborto (la massa degli aborti pubblici e “visibili”, intendo) tra le cause cui addebitare la confusione apocalittica di cui sopra, che non credo equivalga a imminente fine-di-mondo, semmai a deperimento – quanto lento o veloce non so – del mondo occidentale. Penso però che l’aborto (reso pubblico, ripeto) sia un epifenomeno del sommovimento profondo all’origine dei fatidici ultimi trent’anni, del fatto che precede l’attuale tremore e languore: le donne hanno revocato il loro appoggio agli uomini. Appoggio simbolico, naturalmente, e tanto potente da avvolgerci e coinvolgerci come donne e come uomini.
Roberta Tatafiore, Roma
Al direttore - Riguardo la strage americana ha ragione lei. C’è aria da fine dei tempi, e c’è puzza di morte in giro: non è politicamente corretto fare le Cassandre, ma un miliardo di aborti in venti anni non è aria fresca. L’indifferenza all’aborto legalizzato a cui ci ha abituato il silenzio su questo argomento – perché dopo che si approva la legge per legalizzarlo non se ne parla più – ha preparato il terreno a cose ancora peggiori. Mi riferisco all’asetticità con cui chissà quante centinaia di migliaia di embrioni fabbricati in laboratorio vengono fatti fuori tutti i giorni, con strumenti sofisticatissimi, all’avanguardia – non certo con le pistole in vendita nelle armerie americane – vivisezionati sotto le lenti di costosi microscopi. Probabilmente gli scienziati in camice bianco li mettono in fila, in qualche modo – proprio come ha fatto il ragazzo coreano con gli studenti prima di ucciderli – e poi li vivisezionano uno dopo l’altro, ordinatamente. Mi riferisco all’omicidio di Terri Schiavo, emblema dell’eutanasia di vecchi e bambini, con cui insieme alle persone si uccidono compassione e pietà. Mi riferisco al fiume di gente disposta a morire suicida, cosa mai vista prima. “Amiamo la morte più della vita”: ma quando mai? Che al suicidio dell’occidente rispondono facendosi esplodere uno dopo l’altro (in fila?). Mi riferisco all’umanità misurata in percentuale: che percentuale di umano e che percentuale di animale c’è in un embrione uomo-vacca? Le ricordo che a parlare in questi termini era il capo dell’Hfea, un vescovo (sì, un vescovo) anglicano. L’anticristo di Solovev è roba da asilo Mariuccia, in confronto. E tutto questo perché? Per niente. Ha ragione lei. Questa roba si chiama Apocalisse.
Assuntina Morresi, Perugia
Niente Euro 2012, meno male c'è chi si felicita!
Basta con questi cori da stadio di banalità: pane al pane e vino al vino! sarebbe stato il solito magna magna.
"Muoio come Gesù", religione cattiva maestra?
Se, per una volta, si sostituisse la morbosità con l'analisi profonda e proccuata, dal caso del Virginia Tech si potrebbero trarre elementi di allarme infiniti su varie questioni tutte di stretta attualità ma tutte con radici lontane. Oggi il Corriere, tra gli altri, pubblica stralci delle trascrizioni dei video registrati da Cho tra la prima e la seconda strage. A me pare difficile imputare allo stato confusionale buona parte dei messaggi apparentemente confusi che li caratterizzano. Vediamoli, Nel messaggio registrato davanti alla telecamera, Cho esprime la propria ammirazione per i due autori della strage al liceo di Columbine definendoli «martiri» e mescola riferimenti religiosi con l'attacco a quello che definisce «l'edonismo che lo circonda». Ricordo che questo attacco all'edonismo nichilista caratterizza anche buona parte del pensiero conservatore, e neo-conservatore, che imputa a questo progressivo degradarsi dei valori una delle cause principali dell'indebolimento morale, e quindi politico, del cosiddetto "Occidente".
«Grazie a voi muoio come Gesù Cristo, per salvare le persone più deboli - prosegue poi Cho nel video-testamento -. Quando è arrivato il tempo di farlo, l'ho fatto». Nella ripresa lo studente compare anche armato di due pistole, di un martello e di un coltello. «Non sono stato costretto a farlo. Avrei potuto andarmene. Avrei potuto scappare. Ma no, non scapperò più Devo farlo, non per me, ma per i miei figli, per i miei fratelli e le mie sorelle. Immaginate cosa prova chi si sente umiliato e messo su una croce? Le vostre Mercedes non erano abbastanza? I vostri gioielli non erano sufficienti? I vostri depositi bancari? La vostra vodka e il vostro cognac non bastavano? Non bastavano per riempire il vostro bisogno di edonismo? Avevate tutto».
Malgrado non possieda mercedes né beva vodka, mi sento pienamente destinatario di questa invettiva ma, altrettanto sicuramente, non mi sento per questo mandante di questa reazione. Questo giovane che tutti si affrettano a definire come spostato o con manie suicide, potrebbe solo la prima "sentinella" dell'occidente, paradossalmente provienente da molto lontano (da quel lontano che però è maggioranza numerica dell'umanità), che, proprio perché bombardata quotidianamente da messaggi secondo i quali per "legittima difesa" si è legittimato il "pre-emptive strike" e per i quali si possono prendere anche iniziative drastiche, oggi la riduzione o sospensione dei diritti civili, domani l'autodifesa per reagire all'autodistruzione di noi stessi.
In tempi in cui gli atti terroristici di "martirio" godono di grande esposizione mediatica, fossi un ministro della chiesa mi interrogherei anche sull'immagine del sacrificio estremo che la religione cristiana proietta perché elevare a testo sacro un libro carico di violenza e violenze senza praticare quotidianamente la comprensione e la tolleranza e il riconoscimento dei pari diritti di tutti comporta grossi rischi.
«Grazie a voi muoio come Gesù Cristo, per salvare le persone più deboli - prosegue poi Cho nel video-testamento -. Quando è arrivato il tempo di farlo, l'ho fatto». Nella ripresa lo studente compare anche armato di due pistole, di un martello e di un coltello. «Non sono stato costretto a farlo. Avrei potuto andarmene. Avrei potuto scappare. Ma no, non scapperò più Devo farlo, non per me, ma per i miei figli, per i miei fratelli e le mie sorelle. Immaginate cosa prova chi si sente umiliato e messo su una croce? Le vostre Mercedes non erano abbastanza? I vostri gioielli non erano sufficienti? I vostri depositi bancari? La vostra vodka e il vostro cognac non bastavano? Non bastavano per riempire il vostro bisogno di edonismo? Avevate tutto».
Malgrado non possieda mercedes né beva vodka, mi sento pienamente destinatario di questa invettiva ma, altrettanto sicuramente, non mi sento per questo mandante di questa reazione. Questo giovane che tutti si affrettano a definire come spostato o con manie suicide, potrebbe solo la prima "sentinella" dell'occidente, paradossalmente provienente da molto lontano (da quel lontano che però è maggioranza numerica dell'umanità), che, proprio perché bombardata quotidianamente da messaggi secondo i quali per "legittima difesa" si è legittimato il "pre-emptive strike" e per i quali si possono prendere anche iniziative drastiche, oggi la riduzione o sospensione dei diritti civili, domani l'autodifesa per reagire all'autodistruzione di noi stessi.
In tempi in cui gli atti terroristici di "martirio" godono di grande esposizione mediatica, fossi un ministro della chiesa mi interrogherei anche sull'immagine del sacrificio estremo che la religione cristiana proietta perché elevare a testo sacro un libro carico di violenza e violenze senza praticare quotidianamente la comprensione e la tolleranza e il riconoscimento dei pari diritti di tutti comporta grossi rischi.
4.18.2007
E' un Capezzone a tutto campo
Avesse avuto il fisico - pardon il tempo - per dedicarsi allo sport, il Presidente della Commissione attività produttive della Camera avrebbe sicuramente giocato a tutto campo fin dalle prime uscite coi "pulcini" dei salesiani. Quanti talent scout infatti non avrebbero apprezzato le capacità di giocare in attacco (dei chiachieroni di sempre, con rispetto parlando):
EURO 2012, CAPEZZONE: FINO A IERI TANTI AVEVANO FACCIA SICURA
Roma, 18 apr - "Schiaffo, figuraccia, umiliazione: ciascuno usila parola che preferisce. Ma di questo si tratta". Lo ha detto DanieleCapezzone, presidente della Commissione attività produttive della Camera. "E,soprattutto, ognuno può confrontare le dichiarazioni di oggi dei dirigenti delcalcio italiano con quelle di ieri, di appena ventiquattr'ore fa, quando intanti facevano la faccia sicura di chi pensava di avere in tascal'assegnazione degli Europei 2012 - ha spiegato l'esponente della Rosa nelPugno -. La credibilità del nostro calcio è sotto zero. Serve girare pagina,in un sistema calcistico politicamente impresentabile: finché non ci sarà ilcoraggio di cambiare metodi, non andremo da nessuna parte, temo".
oppure il catenaccio necessario alla difesa (dei più deboli, s'intende):
TELECOM: CAPEZZONE, POLITICA FACCIA TESORO PAROLE SPOGLI
ROMA, 18 APR - ''Spero che la politica italiana, dopo tanti errori, voglia e possa fare tesoro delle parole di ieri dell'Ambasciatore americano Spogli e del Presidente di Confindustria Montezemolo''. Lo afferma Daniele Capezzone, presidente della commissione Attivita' produttive della Camera. ''Non spetta al governo ne' alla politica in generale fare e disfare cordate, assecondare od ostacolare competitori o, peggio ancora, dosare bastone e carota nei confronti degli uni o degli altri. Qualcuno confonde ancora il ruolo dello stato-regolatore (di cui abbiamo necessita') con quello dello stato-giocatore o dello stato-imprenditore, che e' un'anticaglia del passato (a dire poco) e un residuo di decenni di politiche assai criticabili''. ''L'Italia - conclude - rischia di pagare un prezzo molto, troppo alto alle tentazioni neodirigiste e neoirizzanti di un pezzo del governo e della politica: sta ai liberali dei due schieramenti lavorare per scongiurare gli scenari peggiori''.
La capacità di tener testa anche alle più forti squadre in trasferta.
Per non parlare della visione di gioco e della regia da metà campo.
Certo che se ci facesse sapere anche come va il lavoro in Parlamento, oppore ci aggiornasse sui promessi contatti per aiutare Radicali italiani nel tentativo di recuperare una preoccupante situazione finanziaria, frutto anche di questo gioco a tutto campo che sicuramente è spettacolare ma che non sempre porta a casa i 3 punti, allora ci si potrebbe associare a quanto Nando Martellini disse di Ciccio Graziani quella afosa notte del lontano luglio 1982: "generoso ed anche pratico".
Purtroppo oggi ci possiamo solo attestare su una fastidiosa ventilatio intestinalis.
EURO 2012, CAPEZZONE: FINO A IERI TANTI AVEVANO FACCIA SICURA
Roma, 18 apr - "Schiaffo, figuraccia, umiliazione: ciascuno usila parola che preferisce. Ma di questo si tratta". Lo ha detto DanieleCapezzone, presidente della Commissione attività produttive della Camera. "E,soprattutto, ognuno può confrontare le dichiarazioni di oggi dei dirigenti delcalcio italiano con quelle di ieri, di appena ventiquattr'ore fa, quando intanti facevano la faccia sicura di chi pensava di avere in tascal'assegnazione degli Europei 2012 - ha spiegato l'esponente della Rosa nelPugno -. La credibilità del nostro calcio è sotto zero. Serve girare pagina,in un sistema calcistico politicamente impresentabile: finché non ci sarà ilcoraggio di cambiare metodi, non andremo da nessuna parte, temo".
oppure il catenaccio necessario alla difesa (dei più deboli, s'intende):
TELECOM: CAPEZZONE, POLITICA FACCIA TESORO PAROLE SPOGLI
ROMA, 18 APR - ''Spero che la politica italiana, dopo tanti errori, voglia e possa fare tesoro delle parole di ieri dell'Ambasciatore americano Spogli e del Presidente di Confindustria Montezemolo''. Lo afferma Daniele Capezzone, presidente della commissione Attivita' produttive della Camera. ''Non spetta al governo ne' alla politica in generale fare e disfare cordate, assecondare od ostacolare competitori o, peggio ancora, dosare bastone e carota nei confronti degli uni o degli altri. Qualcuno confonde ancora il ruolo dello stato-regolatore (di cui abbiamo necessita') con quello dello stato-giocatore o dello stato-imprenditore, che e' un'anticaglia del passato (a dire poco) e un residuo di decenni di politiche assai criticabili''. ''L'Italia - conclude - rischia di pagare un prezzo molto, troppo alto alle tentazioni neodirigiste e neoirizzanti di un pezzo del governo e della politica: sta ai liberali dei due schieramenti lavorare per scongiurare gli scenari peggiori''.
La capacità di tener testa anche alle più forti squadre in trasferta.
Per non parlare della visione di gioco e della regia da metà campo.
Certo che se ci facesse sapere anche come va il lavoro in Parlamento, oppore ci aggiornasse sui promessi contatti per aiutare Radicali italiani nel tentativo di recuperare una preoccupante situazione finanziaria, frutto anche di questo gioco a tutto campo che sicuramente è spettacolare ma che non sempre porta a casa i 3 punti, allora ci si potrebbe associare a quanto Nando Martellini disse di Ciccio Graziani quella afosa notte del lontano luglio 1982: "generoso ed anche pratico".
Purtroppo oggi ci possiamo solo attestare su una fastidiosa ventilatio intestinalis.
Perturbanze notturne
Sarà stato il minestrone,
ma ho avuto una visione:
"le future large intese
del nostro belpaese".
Per far fronte all'evenienza
si ricorse all'emergenza:
guerraioli e vigliacconi
a tre passi dai coglioni!
guerraioli e vigliacconi
a tre passi dai coglioni!
basta coi contenitori,
i vecchioni tutti fuori!
Largo al popolo e ai movimenti
Nil difficile volenti!
Nei meandri meno ariosi
scorsi dei volenterosi
scorsi dei volenterosi
"Euroghost!""openreach"
"il Governo non s'impicc!"
preferisce banca intesa
a sette giorni pell'impresa.
A dispetto della biada
s'osannavaGino Strada
"la politica è uno schifo
la fo io, che so di tifo"
Bersaglietto di strali e odii
sempre e sol Romano Prodi
Digerito il minestrone
ruminai sulla visione:
"vuoi veder che dai fagioli
nasceranno i nuovi poli?"
Auguroni, son sincero
grazie grazie, grazie davvero
Virginia Tech e "Otto e mezzo"
Ieri sera, in modo intermittente, ho visto la puntata di "Otto e Mezzo" intitolata "USA la strage nel Campus". Per quel che ho visto, quattro cose mi son sembrate particolarmente preoccupanti:
- uno, che non si sapesse che in quel Campus si potevano portare armi! E' stato ricordato da Molinari solo in conclusione di trasmissione - del resto chi conosce un minimo le legislazioni statuali sa che la Virginia è uno stato particolarmente pro-NRA;
- due, l'insistenza di Ferrara sul "miliardo di aborti negli ultimi 30 anni" quasi a far derivare l'autorizzazione dell'uso della violenza scellerata dall'omicidio per eccellenza (così mi pare sia stato chiamato l'aborto) che ormai è caratteristica indiscussa degli USA quanto di buona parte del cosiddetto "Occidente".
- tre, la pressoché totale dimenticanza che negli USA sono ormai quattro o cincque anni che non si parla altro, dandone ampia rappresentazione quotidiana (anche se manipolata), che di "guerra".
- quattro, che a fronte di una diminuizione degli omicidi in tutto il mondo si è invece verificata un'eccezionale spettacolarizzazione di quelli più morbosi, meglio se legati a rapporti affettivi complessi o non corrisposti.
Ancora, forse, non si sapeva invece che l'assassino aveva scritto un lungo messaggio in cui denunciava i lassi costumi morali dei suoi compagni di università, specie di quelli benestanti. A parte il fatto che questo accanimento contro il lassismo morale caratterizza le crociate anti-nichiliste dei difensori dei valori e dei principi fondamentali dell'"Occidente democratico", andrebbe ricordato, e in parte lo ha fatto Marco D'Eramo, che negli ultimi anni la violenza comune nelle nostre società è nettamente diminuita e che uno dei fattori centrali, oltre al rafforzamento della presenza delle polizia in borghese e non nelle città più popolate, è stato proprio l'aborto. Per quanto triste e cinico possa sembrare infatti, negli USA sono stati fatti studi che non escludono che il riocorso all'interruzione volontario di gravidanza in alcuni gruppi (etnici e di censo) abbia contribuito notevolmente all'abbassamento del crimine... chiamiamolo food for thought.
Ah, last but not least, segnalo Molinari, sul quale occorrerebbe forse scrivere un saggio, che s'è distinto in conclusione di collegamento davanti alle bandiere a mezz'asta per ricordare che "l'America è una grande democrazia che metabolizza lentamente queste tragedie e che per una sua reazione prenderà del tempo". No comment...
- uno, che non si sapesse che in quel Campus si potevano portare armi! E' stato ricordato da Molinari solo in conclusione di trasmissione - del resto chi conosce un minimo le legislazioni statuali sa che la Virginia è uno stato particolarmente pro-NRA;
- due, l'insistenza di Ferrara sul "miliardo di aborti negli ultimi 30 anni" quasi a far derivare l'autorizzazione dell'uso della violenza scellerata dall'omicidio per eccellenza (così mi pare sia stato chiamato l'aborto) che ormai è caratteristica indiscussa degli USA quanto di buona parte del cosiddetto "Occidente".
- tre, la pressoché totale dimenticanza che negli USA sono ormai quattro o cincque anni che non si parla altro, dandone ampia rappresentazione quotidiana (anche se manipolata), che di "guerra".
- quattro, che a fronte di una diminuizione degli omicidi in tutto il mondo si è invece verificata un'eccezionale spettacolarizzazione di quelli più morbosi, meglio se legati a rapporti affettivi complessi o non corrisposti.
Ancora, forse, non si sapeva invece che l'assassino aveva scritto un lungo messaggio in cui denunciava i lassi costumi morali dei suoi compagni di università, specie di quelli benestanti. A parte il fatto che questo accanimento contro il lassismo morale caratterizza le crociate anti-nichiliste dei difensori dei valori e dei principi fondamentali dell'"Occidente democratico", andrebbe ricordato, e in parte lo ha fatto Marco D'Eramo, che negli ultimi anni la violenza comune nelle nostre società è nettamente diminuita e che uno dei fattori centrali, oltre al rafforzamento della presenza delle polizia in borghese e non nelle città più popolate, è stato proprio l'aborto. Per quanto triste e cinico possa sembrare infatti, negli USA sono stati fatti studi che non escludono che il riocorso all'interruzione volontario di gravidanza in alcuni gruppi (etnici e di censo) abbia contribuito notevolmente all'abbassamento del crimine... chiamiamolo food for thought.
Ah, last but not least, segnalo Molinari, sul quale occorrerebbe forse scrivere un saggio, che s'è distinto in conclusione di collegamento davanti alle bandiere a mezz'asta per ricordare che "l'America è una grande democrazia che metabolizza lentamente queste tragedie e che per una sua reazione prenderà del tempo". No comment...
Telecom Italia "today the comics!"
Un mument un mument! Cosa ci tocca leggere ieri nel tardo pomeriggio? Ma certo, la consueta dichiarazione di un rappresentante di Governo che commenta in modo molto critico il ruolo del Governo italiano nella vicenda Telecom. Di chi parlo? di sua eccellenza l'Ambasciatore Ronald Spogli il quale non manca di farci sapere che «L'offerta di AT&T ha dimostrato la grandissima differenza tra Italia e Usa nella presenza del governo negli affari dell'economia». E dove sarebbe la differenza se lui dichiara che certe cose non si fanno?
Passi la dichiarazione sistematica che come si sa non si nega a nessuno in democrazia, specie in quelle di facciata, ma sarebbe interessante immaginare la reazione di George Bush se l'Ambasciatore italiano avesse azzardato ad affermare cose del tipo «negli anni a venire sarà molto importante per gli statunitensi determinare se questo è il sistema che loro vogliono per il futuro» e avesse imputato il basso tasso di investimenti in quel paese sostenendo che «ciò è dovuto a diversi motivi, uno dei quali è non capire esattamente se le regole siano uguali per tutti». Se non altro "irrituale" come esternazione, mi verrebbe da dire...
Ieri si sosteneva che buona parte della vicenda, che è bene ricordarlo non si evolve in un contesto di libero mercato - né lo sarebbe stato se non ci fosse stata la "intrusione del Governo" - le voci che danno Mediset sempre più interessata all'ingresso in Telecom di concerto col resto della banda bassotti ci confermano che dietro allo scontro mediatico quotidiano tra le mosche cocchiere del libero mercato si stanno consolidando in maniera opachissima le cordate di sempre. Secondo me di questo passo ci facciamo tutta la legislatura come se niente fosse.
Passi la dichiarazione sistematica che come si sa non si nega a nessuno in democrazia, specie in quelle di facciata, ma sarebbe interessante immaginare la reazione di George Bush se l'Ambasciatore italiano avesse azzardato ad affermare cose del tipo «negli anni a venire sarà molto importante per gli statunitensi determinare se questo è il sistema che loro vogliono per il futuro» e avesse imputato il basso tasso di investimenti in quel paese sostenendo che «ciò è dovuto a diversi motivi, uno dei quali è non capire esattamente se le regole siano uguali per tutti». Se non altro "irrituale" come esternazione, mi verrebbe da dire...
Ieri si sosteneva che buona parte della vicenda, che è bene ricordarlo non si evolve in un contesto di libero mercato - né lo sarebbe stato se non ci fosse stata la "intrusione del Governo" - le voci che danno Mediset sempre più interessata all'ingresso in Telecom di concerto col resto della banda bassotti ci confermano che dietro allo scontro mediatico quotidiano tra le mosche cocchiere del libero mercato si stanno consolidando in maniera opachissima le cordate di sempre. Secondo me di questo passo ci facciamo tutta la legislatura come se niente fosse.
4.17.2007
Su Virginia Tech chi le spara piu' grosse?
Ormai ogni occasione e' buona per dar fiato alle trombe ammeregane de noantri e il maestro in quest'arte resta il nostro Camillo (anche se qualche suo amichetto non se la passa maluccio diciamo). Nel suo pezzo di oggi sul foglio Rocca ci tiene a sottolineare quanto segue "L’accesso alle armi ovviamente aiuta, ma in America il possesso delle armi non è il prodotto di una cultura bullista o machista, piuttosto è collegato al principio della libertà personale garantito dalla Costituzione e alla base degli Stati Uniti. In ogni caso la questione delle armi non fornisce una spiegazione."
Quel che, come al solito, Camillo non dice, e' che laddove negli USA si e' fortemente limitata la possibilita' di acquisto di armi da fuoco, come per esempio nello stato di New York dove egli risiede quando e' negli States, si e' anche registrato un notevole calo nel numero di incidenti che hanno portato al loro utilizzo; ma banalita' statistiche a parte, quel che veramente colpisce, a parte le frescacce del tipo "L’America è Blacksburg o Columbine, ma è anche la società più vitale del pianeta e l’unica capace di prendersi sulle spalle il peso del suo e del nostro futuro" e' il fatto che a questi "ass-kisser" (solo cosi' certi yesmen possono essere chiamati negli Stati uniti), non passa neanche per l'anticamera del cervello interrogarsi su quello che ormai caratterizza il dibattito culturale statunitense e' l'inevitabilita' della violenza come unica soluzione alle controversie.
Sono quattro anni che negli USA tutti i notiziari iniziano col bollettino di morti ammazzati in Iraq e proseguono con la necessita' di abituarsi a una lunga guerra al terrorismo (senza esclusione di colpi). Quattro anni nel Terzo Millennio, specie per uno dei paesi che passa piu' ore davanti alla TV, mentre le altre, specie in giovane eta', le passa alla consolle di videogame che replicano nella stragrande maggioranza dei casi episodi di conflitto armato, sono un'eternita' e i semi iniziano a dar frutto.
Virginia Tech non e' che un bocciolo, la foresta piu' fitta e' da ricercare altrove.
Quel che, come al solito, Camillo non dice, e' che laddove negli USA si e' fortemente limitata la possibilita' di acquisto di armi da fuoco, come per esempio nello stato di New York dove egli risiede quando e' negli States, si e' anche registrato un notevole calo nel numero di incidenti che hanno portato al loro utilizzo; ma banalita' statistiche a parte, quel che veramente colpisce, a parte le frescacce del tipo "L’America è Blacksburg o Columbine, ma è anche la società più vitale del pianeta e l’unica capace di prendersi sulle spalle il peso del suo e del nostro futuro" e' il fatto che a questi "ass-kisser" (solo cosi' certi yesmen possono essere chiamati negli Stati uniti), non passa neanche per l'anticamera del cervello interrogarsi su quello che ormai caratterizza il dibattito culturale statunitense e' l'inevitabilita' della violenza come unica soluzione alle controversie.
Sono quattro anni che negli USA tutti i notiziari iniziano col bollettino di morti ammazzati in Iraq e proseguono con la necessita' di abituarsi a una lunga guerra al terrorismo (senza esclusione di colpi). Quattro anni nel Terzo Millennio, specie per uno dei paesi che passa piu' ore davanti alla TV, mentre le altre, specie in giovane eta', le passa alla consolle di videogame che replicano nella stragrande maggioranza dei casi episodi di conflitto armato, sono un'eternita' e i semi iniziano a dar frutto.
Virginia Tech non e' che un bocciolo, la foresta piu' fitta e' da ricercare altrove.
"NeoCon 2003" una bella annata
Se solo qualcuno riuscisse a stappare questa bottiglia, si potrebbe bere del vino d'annata, e non sarebbe che un aperitivo, di quelli che rischiarano la mente.
There's no business like show business
E nessuno lo sa meglio degli americani. Mentre continua il coro di coloro che si lagnano di quest'Italia che scivola sempre più in basso e vicino a regimi da socialismo reale, mentre altri ormai pronti al "governo nazional-populista" si ergono a tribuni della plebe, si legge in prima pagina di Repubblica.it qualche interessante dato ripreso dal Wall Street Journal: "[...] L'annuncio del ritiro dell'offerta, ha trascinato al ribasso i titoli riconducibili a Marco Tronchetti Provera nelle contrattazioni after hours. Poco dopo le 19.30, Pirelli e Telecom Italia, dalle fasi iniziali vicine al pareggio, perdono rispettivamente il 2,62 e l'1,99 per cento. A Wall Street, invece, AT&T sta facendo segnare un +1,16% dopo la decisione di ritirarsi dalla corsa per Telecom Italia. " Veramente molto interessante, e meraviglia che i nostri fini analisti ne abbiano fatto economia, perché il Financial Times all'inizio del mese aveva informato i suoi lettori del fatto che l'ex monopolista USA, che resta la più potente e presente compagnia telefonica del mondo, con buona pace della concorrenza e del libero mercato, detiene l'8% di América Mòvil.
Ora, anche io che non leggo romanzi gialli, ci arrivo a ricostruire il movimenti (o le ammuine) e a fare un paio di conti. Due soci "stranieri", ma alleati tra di loro, fanno un'offerta iniziale che va ben oltre il valore reale delle azioni di Telecom Italia, dando quindi l'immagine di essere ben intenzionati praticanti del libero mercato vivamente interessati in un baraccone che per quanto non gestito brillantemente ha ingenti entrate in contati. A questo punto del romanzo però andrebbe dedicato un capitolo a Marco Tronchetti Provera, da dove viene, con chi viene e soprattutto dove non vuole andare, nonché uno per far conoscere tutta la storia di chi siano questi due soci stranieri e di come siano arrivati ad essere quel che sono - il signor Slim di AM rappresenta circa il 7% del PIL messicano... - tanto per recuperae un minimo di ricerca di verità per capire se e quanto sia libero il mercato globale.
Uno dei due soci d'oltreoceano, che comunque non sono conosciti dal "grande pubblico" per essere intimamente legati, viene da un paese col quale il Governo del paese della compagnia telefonica oggetto dell'acquisto non gode, al momento, di una buona immagine. Anche in virtù di ciò immediatamente si scatenano quindi due cordate di contrari: quelli che non vogliono che l'italianità subisca sfregi e quelli che, da sempre, son contrari a tutto quello che è a stelle e strisce (c'è poi una terza frangia, quella a favore del "libero mercato", ma la lasciamo per ora da parte perché o non ha carte in mano o ha, per ora, l'asso ben nascosto nella manica). A seguito di tutta quest'agitazione si alza un bel polverone che fa sì che l'ostilità proiettata nei confronti dello straniero - quello provienente dal paese meno gradito - lo "costringa" a ritirarsi dal take over ostile.
Rileggetevi adesso quanto scrive il Wall Street Journal e fatevi un paio di conti e intonate con me "there's no business like show business!".
Ora, anche io che non leggo romanzi gialli, ci arrivo a ricostruire il movimenti (o le ammuine) e a fare un paio di conti. Due soci "stranieri", ma alleati tra di loro, fanno un'offerta iniziale che va ben oltre il valore reale delle azioni di Telecom Italia, dando quindi l'immagine di essere ben intenzionati praticanti del libero mercato vivamente interessati in un baraccone che per quanto non gestito brillantemente ha ingenti entrate in contati. A questo punto del romanzo però andrebbe dedicato un capitolo a Marco Tronchetti Provera, da dove viene, con chi viene e soprattutto dove non vuole andare, nonché uno per far conoscere tutta la storia di chi siano questi due soci stranieri e di come siano arrivati ad essere quel che sono - il signor Slim di AM rappresenta circa il 7% del PIL messicano... - tanto per recuperae un minimo di ricerca di verità per capire se e quanto sia libero il mercato globale.
Uno dei due soci d'oltreoceano, che comunque non sono conosciti dal "grande pubblico" per essere intimamente legati, viene da un paese col quale il Governo del paese della compagnia telefonica oggetto dell'acquisto non gode, al momento, di una buona immagine. Anche in virtù di ciò immediatamente si scatenano quindi due cordate di contrari: quelli che non vogliono che l'italianità subisca sfregi e quelli che, da sempre, son contrari a tutto quello che è a stelle e strisce (c'è poi una terza frangia, quella a favore del "libero mercato", ma la lasciamo per ora da parte perché o non ha carte in mano o ha, per ora, l'asso ben nascosto nella manica). A seguito di tutta quest'agitazione si alza un bel polverone che fa sì che l'ostilità proiettata nei confronti dello straniero - quello provienente dal paese meno gradito - lo "costringa" a ritirarsi dal take over ostile.
Rileggetevi adesso quanto scrive il Wall Street Journal e fatevi un paio di conti e intonate con me "there's no business like show business!".
4.16.2007
4.15.2007
Bye bye Wolfy
The source said the committee would issue a statement after the meeting.
World Bank staff and anti-poverty activists have called for Wolfowitz to resign, saying the bank's moral authority is in tatters because of his handling of a high-paying promotion for his girlfriend, who was assigned outside the bank when he became president in 2005.
Imboscata capitalista ai compagni liberali
Singapore, vado a Singapore, io vi lascio care signoreeee. Bloccata la visita degli eurodeputati liberali a Singapore che volevano visitare il leader dell'opposizione. Le autorita' hanno chiaramente detto che il paese puo' essere visitato da chiunque ma che quello che quel chiunque puo' fare deve escludere l'interesse nella politica locale. Singapore, con la sintesi di capitalismo e stato di polizia, si candida a diventare il modello di "sviluppo" per tutto il continente asiatico, magari anche per il Giappone e la Corea del Sud e Taiwan, visto e considerato che cola' la "corruzione" regna sovrana...
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