12.23.2006

“Renatino” e Piergiorgio Welby

Da "Bioetiche".

Sul Riformista di oggi tagliato

Ieri, come lettera al Direttore del Riformista, avevo inviato il mio post a seguito dell'esperienza di un Porta a Porta visto dal pubblico. Il testo era lunga e mi aspettavo dei tagli, infatti è stata omessa la prima parte del testo e quella relativa alla "chiesa", quella relativa, per l'appunto alla tramissione (taglio che in parte rende oscuro il riferimento alla deputata Moroni).

Se leggete la lettera che segue capirete il perché.

p.s.
mentre scrivo mi telefona Malvino dicendomi che la lettera è perfetta... se lo dice lui. Auguri!

12.22.2006

Errori madornali

Scherzare col fuoco per sperare di combattere il diavolo credo che non sarà di grande aiuto. Non so se la questione vada affrontata in termini di partigianerie, ma se mai si dovesse arrivare a tanto, io tendere a prendere le parti degli sciiti piuttosto che dei wahabiti.

Poco anche riesco a comprendere come si possa giocare la carta saudita nel tentativo di insinuarsi tra Siria e Iran, visto e considerato che comunque, per quanto entrambi arabi, i due paesi non hanno troppo - praticamente niente - in comune, neanche il tipo di "dittatura" e/o ideologia.

Non vorrei che, alla fine, il problema più grosso, fosse guadagnare la fiducia e l'impegno israeliano, al dialogo con Bruxelles, al Satyagraha.

A Natale siamo tutti più buoni, tranne i preti

che pare abbiano proibito il funerale religioso...
Tanto quanto la morte di Luca Coscioni giunse improvvisa, addrittura durante una delle quotidiane riunioni dell’Associazione che porta il suo nome, quanto quella di Piergiorgio Webly era aspettata, anzi, invocata. Ma entrambi resteranno con noi, e non solo per la perenne gratitudine, come ha detto Pannella annunciado la morte di Piero ieri mattina a Radio Radicale, ma come esempio di amore per la vita.

In questo hanno costellato di morti vicine e care, tutte improvvise, e di scelte difficili - e forse sbagliate - nonché di delusioni crescenti, credo di aver, se non altro. imparato qualcosa: che non si può vivere per inerzia. Ne conseguono, credo, scelte radicali. Non si tratta di fermarsi, interrogarsi, riflettere o trarre bilanci degli ultimi 10 anni, si tratta, forse, di ri-dimensionare molto di quanto fatto sino a oggi.

Andando a New York alla fine di novembre per un funerale ho avuto modo di vedere il film The Hours che mi ero perso, velo sconsiglio vivamente se siete inerzisti…

Auguri.

La terza gamba della Jihad?

O giusto un pastore celeste?

Per sapere di Welby nello sciopero

Consiglio di comprare il Riformista di oggi che mi pare renda un servizio come raramente accade. Consiglio in particolare il ricordo Di Sergio Giordano, che non è giornalista ma amico e compagno di Piero.

12.21.2006

A Natale siamo tutti piu' buoni, tranne i fascisti

intervento dell'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno

Si rende noto il testo della lettera che ho trasmesso questo pomeriggio al presidente della Camera Fausto Bertinotti.



Signor Presidente,

alle 14 circa di oggi, in pieno Transatlantico, alla presenza di numerosi testimoni parlamentari e giornalisti, il deputato Maurizio Gasparri mi ha aggredita verbalmente e ripetutamente insultata. Trattenuto a stento dal suo collega di partito Ignazio La Russa, che invece con toni civili criticava la mia iniziativa politica di ieri, mi ha urlato addosso: "E oggi cosa metti nel presepe? Te stessa al posto dell'asinello? No, anzi, al posto del bue, visto che gli assomigli pure!". E ancora: "Sei proprio una deficiente e spero che tu non abbia figli". Quando gli ho risposto di avere una figlia di pochi mesi ha commentato: "Allora poveretta quella figlia che non sa ancora di avere una madre deficiente".

Dopo aver ripetuto più volte quest'ultima parola ha continuato con tono minaccioso: "Tanto qui alla Camera rimarrai solo qualche altro mese. Sei una perfetta sconosciuta, non sarai mai rieletta". Per poi concludere: "Sappi che non sei stata eletta ma nominata e nessuno ti dara' mai le preferenze". Riservandomi fin d'ora di decidere se querelare il deputato Gasparri, chiedo alla Presidenza della Camera di intervenire tempestivamente nei suoi confronti con le modalità che riterra' più opportune».

Al termine della seduta il Vicepresidente dei deputati della Rosa nel Pugno Lanfranco Turci e' intervenuto sull'episodio per chiedere quali provvedimenti intenda prendere la Presidenza sull'accaduto. Bertinotti ha comunicato di aver già dato mandato ai Questori di istruire la relativa pratica da trasmettere all'Ufficio di Presidenza.

...

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,

GIURO:

di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione; di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

Che scattin le querele

Perche' c'e' chi se le merita.

ciao Piero e grazie

12.20.2006

Drink bi-partisan al summit sul presepe

Visto che e' stato auspicato ecco qua un bel post sulle peripezie pomeridiane.

Dopo aver subito un vivace dibattito sull'affair DeAglio tra gli amici e compagni Rocco Berardo e Marco Eramo, svoltosi tra la Torre Argentina e Piazza Sant'Eustachio, e di ritorno dal fotografo vicino alle poste, col secondo dei due son passato dal quartier generale dei Riformatori Liberali per un saluto di fine anno.

L'incursione "radicale" ha bloccato una riunione di lavoro bi-partisan tra gli under-volenterosi amici e compagni Bruno Mellano, Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma, il cui oggetto m'e' sconosciuto, che in fase terminale aveva spostato il dibattito sul presepe gay e sul regalo ricevuto dai deputati di Forza Italia (un bel GPS, probabilmente per orientarsi sulle riorganizzazioni di schieramenti dell'anno nuovo).

Sentito il tumulto e' accorso anche il compagno Marco Taradash col quale abbiamo bevuto, con sincero spirito bi-partisan, una boccia a temperatura ambiente di Martini&Rossi gentile omaggio della lobby anti-castrista ai deputato della Repubblica. Dopo gli auguri di rito e altre battute, tra l'amarcord e la caserma spinta, i nostri si son riuniti per parlare di scuola privata (e te pareva). Auguroni a tutti.

"A Poet Crusades for the Right to Die His Way"

So says the New York Times.

Quel che Welby apporta

Ieri sera ho assistito come pubblico (tra l'altro a sedere accanto alla compagna/accompagnatrice dell’ex Ministro Giovanardi, la quale non credo abbia particolarmente apprezzato i miei commenti sull'onorevole), al "porta a porta" dove era stato invitato Marco Cappato per parlare del “caso Welby”. In quell'orrido studio, solitamente bello pacato e salottiero con atmosfere e dinamiche da vera e propria da “terza camera”, ieri sera, Cappato ha spopolato "scompostamente" (cioè senza guardare in camera) affrontando direttamente tutte le questioni postegli e sollevandone di ulteriori, mettendo in difficoltà tutti i presenti, quindi presumibilmente anche buona parte del pubblico.

La presenza di Cappato s'è distinta dal porta-a-portese tipico, non tanto perché attaccasse o offendesse o parlasse sugli altri oppure urlasse, ma semplicemente perché richiamava i presenti, da Vespa al Cardinale Barragan in collegamento da chissà dove, alla legge, alla costituzione e al senso di responsabilità civile e politica - ma credo anche morale.

In quello studio c'erano due mondi, che non credo si possano dire a confronto ma che purtroppo come tali ci vengono presentati. Due mondi che non parlano delle stesse cose (e non mi riferisco al "dibattito" accanimento-terapeutico-sì-accanimento-terapeutico-no"): Piero e Cappato chiedono infatti il rispetto della libertà individuale come garantito dalla Costituzione, chiedono che in Italia la certezza del diritto possa essere affermata come condizione essenziale per il diritto alla vita, chiedono quindi di porre fine alla tortura della cancellazione della cittadinanza e il ritorno alla Costituzione stessa. Gli altri invece, forse perché scossi, forse perché inadeguati, forse perché orma sempre e solo “torturatori”, si preoccupavano di non far soffrire qualcuno, o meglio di non mettere nelle condizioni di decidere SEDANDOLO per poi lasciare nelle mani del tempo, del caso o di dio la sua sorte. La grande insistenza sulle cure palliative da parte delle Ministre Bindi e Turco, (che secondo il Cardinale includono anche l’assistenza spirituale e religiosa) vanno interpretate in questo: esse vogliono colpire chi viene posto, o impone, una scelta (irreversibile). Quel qualcuno, però, come sempre accade nella politica, non era il richiedente, erano - e sono - sé stessi.

Quella italiana (ma non solo) è ormai una classe politica che, oltre a non saper più parlare l'italiano (vi invito a seguire la sintassi dell'onorevole Giovanardi, per non parlare del suo filo logico), è impossibilitata, perché disabituata o non attrezzata, a prendere decisione su qualsiasi questione specifica. Ciò che le interessa è sempre, solo e comunque, la "spettacolarità" del gesto. Questi signori si pongono il problema della caratterizzazione della decisione a loro sollecitata, in questo acconsentire alla richiesta di Welby di poter opportunamente porre fine alla propria pena. Ma rispondere positivamente a Welby vuol dire, anzi si anticipa che possa voler dire perché così verrebbe caratterizzato dai media, “condonare la morte”, vuol dire “aprire le porte all'eutanasia”, vuol dire dare la possibilità al cittadino di tornare protagonista della propria e autodeterminarsi. E, se lo si lascia libero di decidere della propria morte oggi, figuriamoci delle tasse, sanità, televisione ecc. ecc. un domani.

In tutto questo diventa quindi centrale appellarsi, nel negare la volontà individuale, a un'entità superiore e rivolgersi quindi sistematicamente al suo rappresentante e interprete sulla terra: la chiesa, preoccupandosi quindi delle possibili ripercussioni negative che tale decisioni potrebbe avere nella proiezione mediatica nei confronti dei circoli in cui questi signori pescano (consensi e danaro) al momento delle elezioni. l'Italia è un paese cattolico, ci si dice, non deve essere un paese di cittadini, la chiesa viene giocata come velo per nascondere il tempio della costituzione, un velo che per il nostro bene viene calato ogni qualvolta si presenti una scelta difficile che, ci viene detto, dovrebbe appartenere alla coscienza e non alla politica. Una coscienza però che dalla politica subisce proibizioni sistematiche di poter essere affermata. Una coscienza che quando entra in campo viene subito ritenuta strumentalizzata da qualcun altro per fini politici.

Tutto quanto accaduto ieri sera, e nelle (almeno) ultime 88 sere di questo terribile 2006, è stato possibile, e la deputata Moroni lo ha onestamente riconosciuto, grazie a quanto Piergiorgio Welby ha deciso di sopportare per portare avanti questa battaglia liberale di affermazione della propria volontà e del diritto. Chiedo scusa per la retorica, ma all'ammirazione per questo suo “sacrificio” credo che da parte di chi lotta insieme a lui debba esserci, sempre di più, anche un ringraziamento per aver - lui sì, tanto quanto Luca Coscioni - dato corpo a una battaglia radicale.

Ne parlavamo con Cappato sabato sera di rientro dalla veglia. Forse, proprio perché ormai proiettati ai vertici dell'agenda politica italiana, avendone imposto negli ultimi tre mesi buona parte delle questioni politiche più rilevanti, stiamo "digerendo" tutto quel che accade velocissimamente senza riuscire a trovare il tempo di riflettere su quanto in atto. Copertine dell'Espresso; totalità delle prime pagine dei quotidiani, e quindi immediata riconoscibilità della battaglia e pressoché totale condivisione delle proposte; per non parlare dei 207 parlamentari in sostegno alle veglie raccolti in poche ore; la nomina del co-Presidente dell'Associazione Cscioni Gilberto Corbellini al Comitato N0azionale di Bioetica; l'incardinamento della discussione al Senato sul testamento biologico e il deposito di proposte di legge sull'eutanasia, nonché la richiesta sottoscritta quasi da 20mila cittadini per un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina. Ma poi l'esposto della procura di Roma, l'ordinanza del giudice, il ricordo della Procura stessa che si appella alle contraddizioni logiche di quanto affermato dalla giudice, e potrei continuare per paginate e paginate di ripercussioni politiche "in crescita" che la lotta di Piero sta attivando anche su "altri" diritti civili.

Una sola cosa non è stata intaccata da tutto ciò: la Rosa nel Pugno. E pensare che proprio da lì era nata...
ciao Piero e ciao Mina, ma soprattutto grazie

12.19.2006

Se son virgolette fioriranno

Sull'Indipendente di oggi, in un pezzo intitolato "Capezzone, svolta radicale", la seguente frase viene attribuita a Capezzone "Che fine a fatto (sic!) il tradizionale spirito battagliero di Emma?" [...] "In otto mesi di governo son ben rinvenibili gli atti legislativi che sono estatta espressione della sinistra estrema, mentre i radicali non hanno portato a casa nulla, neanche un provvedimento che sostanzi qualcuna delle loro tradizionali battaglie".

Un padio, almeno, mi paiono i problemi:

1 capire se in effetti siano frasi realmente rilasciate dal nostro, apprezzamenti di questo tenore non li aveva mai espressi in riunione. Non avendo letto smentite, e il nostro i giornali, specie quelli che scrive, li legge tutti;

2 che diamine ha fatto lui fino a oggi visto che gli atti legislativi li puo', eventualmente, portare avanti con determinazione (e magari pure successo) anche un presidente di commissione parlamentare oltre che un membro di Governo.

Alla riunione di direzione dell'ultima notte del Congresso di Padova fui apostrofato col termine "fornaio" perche' dissi che Capezzone non avrebbe mangiato il panettone; in effetti mi son sbagliato era la colomba...

Mi verrebbe da aprire il gioco delle scommesse che vedono la nasciata di un gruppo, un pensatoio-movimento politico, che, con qualche finanziatore di rilievo, lancia un bel balon d'essai a prevenzione di rischi futuri. Certo, non esiste il vincolo di mandato, pero' esiste l'onesta' intellettuale (di quella politica ormai...).

Barbera

ma niente champagne.

12.18.2006

Al prossimo che vi ricorda le parole di Tocqueville,
dopo averlo mandato a pescare,

ditegli "famous last words" e
mandatelo a vedere questo sito.

chiann'chiann'

si compreranno tutto il mondo...

Erba 2?

Altro mostro, questa volta un 15enne violenta il cuginetto di sei anni per imitare i film porno visti su internet, cosi' almeno secondo quanto riportato dal corriere.it. Strano che il regazzino non abbia detto che si trattava di film scaricati col peer to peer a cui s'era collegato tramite un network wifi open.

Un paese allo sbando

Ormai e' certificato.

When the going gets tough

the tough get going.

38

La Ministra Melandri vuole abolire la taglia 38 per le donne (chissa' perche' gli uomini non vengono mai inclusi nei problemi di alimentazione). Stamani m'e' capitato di prendere un tram all'ora dell'uscita delle scuole, mi venisse un colpo se ce n'era una, e stiamo parlando di adolescenti, sotto la 42.

Dove vive - o chi frequenta - la Ministra
(o c'e' sotto sempre lo stesso trucco)?