12.15.2006

Fayde

Visite

Sabato scorso ho dovuto visitare il cimitero di Venezia, mentre ero li mi sono ricordato che si tratta di un luogo dove riposano, si spera in pace, tra gli altri, Ezra Pound, Igor Stravinskij entrambi sepolti accanto alle loro moglie/compagne il primo nel settore evengelico il secondo nel settore greco-ortodosso.

Il cimitero di Venezia, come qualsiasi cosa di quella citta', ha una dimensione rarefatta, ma le zone acattoliche sono lasciate a se stesse e quindi il muschio e le foglie mimetizzano le tombe con scritte in greco, inglese, tedesco e olandese. Pioviscolava, non c'era nessuno, ma il silenzio non era mortale.

VIII
I Vecchii

They will come no more,
The old men with beautiful manners.

Il était comme un tout petit garçon
With his blouse full of apples
And sticking out all the way round;
Blagueur! "Con gli occhi onesti e tardi,"

And he said:
"Oh! Abelard!" as if the topic
Were much too abstruse for his comprehension,
And he talked about "the Great Mary,"
And said: "Mr. Pound is shocked at my levity."
When it turned out he meant Mrs. Ward.

And the other was rather like my bust by Gaudier,
Or like a real Texas colonel,
He said: "Why flay dead horses?
"There was once a man called Voltaire."

And he said they used to cheer Verdi.
In Rome, after the opera,
And the guards couldn't stop them,

And that was an anagram for Vittorio
Emanuele Re D' Italia,
And the guards couldn't stop them.

Old men with beautiful manners,
Sitting in the Row of a morning;
Walking on the Chelsea Embankment.

Ezra Pound
MOEURS CONTEMPORAINES
From Quia Pauper Amavi
Egoist Press (London)
1919
(first published, Little Review, 19`8)

Uscite impegnat(iv)e

Now is my way clear, now is the meaning plain:
Temptation shall not come in this kind again.
The last temptation is the greatest treason:
To do the right deed for the wrong reason.

Ieri sera, pensando di migliorare la qualita' della vita che in effetti ne ha bisogno, sono andato a teatro a vedere "Assassinio nella cattedrale" di T.S. Eliot al Teatro Argentina. Purtroppo le abitudini locali dell'arrivar tardi, spogliarsi in palco, tenere il cellulare accesso e inviarsi sms, nonche' la forte presenza di studenti in sala, hanno rovinato l'esperienza. Peccato.


Quando Lapo ha bisogno tella TATA

diciamo che il mondo va proprio a rovescio... o forse nella direzione giusta.

Sul Riformista di oggi

poche righe, una fase.

12.14.2006

Per e Con Welby

Grazie Welby per il tuo coraggio, la tua generosità, la tua forza

La guerra dei sessi

Sempre dalla Kristeva, che accompagna i miei spostamenti in bus per la città eterna:

"Al di là della guerra dei sessi che ha segnato il secolo XX e che ha condotto al riconoscimento della parità tra uomo e donna, spesso addirittura a scapito dell'identità maschile, che confessa di essere sempre più in crisi [...] sostengo che è iniziato un altro periodo. Con la bisessualità psichica propria dei due sessi, per quanto più pronunciata nelle donne, con le proposte più o meno mostruose o audaci fatte dalla scienza nel campo della procreazione e l'impatto dei suoi esperimenti sulla coppia e sulla famiglia moderna, mi sembra che ogni soggetto inventi, nel proprio intimo, un sesso specifico: sta in questo il suo genio, che è semplicemente la sua creatività.

Per la procreazione della specie ci sarà ancora bisogno di un uomo e di una donna? Fino a quando? L'incommensurabile costituito dal genio si realizza però solo nei rischi che ciascuno è capace di correre mettendo in discussione il proprio pensiero, il proprio linguaggio, il proprio tempo e ogni identità (sessuale, nazionale, etnica, professionale, religiosa, filosofica e via discorrendo) che vi trovi rifugio."

12.13.2006

dedicado a augusto, que descanse en paz

Kristeva/Cristo

Come detto, grazie al caso, ho comprato il saggio "Bisogno di credere, un punto di vista laico" della semiologa francese di origine bulgara Julia Kristeva. Per coinvolgere alla lettura pòsto qui uno dei primi passaggi significativi tratto da pagina 25.

"Avvicendandosi alla teologia e alla filosofia, le scienze umane hanno sostituito il "divino" e l'"umano" con nuovi oggetti di indagine: i legami sociali, le strutture di parentela, con i riti e i miti, la vita psichica e la genesi delle lingue e delle opere. Abbiamo acquisito una conoscenza senza precedenti della ricchezza e dei rischi dell'animo umano; e questa conoscenza turba, incontra resistenze, provoca censure. Eppure, per quanto siano carichi di promesse, i territori così definiti frammentano l'esperienza umana; eredi della metafisica, ci impediscono di individuare nuovi oggetti di indagine. Le sovrapposizioni tra questi settori distinti non bastano da sole per rifondare il nuovo umanesimo di cui vi sarebbe bisogno. E' importante che il nuovo soggetto pensante ponga subito in relazione il suo pensiero con il suo essere al mondo, attraverso un "transfert" affettivo, politico ed etico. La mia pratica di psicoanalista, la scrittura dei miei romanzi, i miei interventi nel campo sociale non sono forme di "impegno", ma derivano da questo modo di pensare che cerco e concepisco come una "energeia" nel senso di Aristotele: un pensiero in atto, l'attualità dell'intelligenza."

A pagina 28 si legge invece:

"A differenza di quello che vorrebbero farci credere, lo scontro di religioni è infatti solo un fenomeno di superficie. Il problema di questo inizio di terzo millennio non è la guerra di religioni, ma la faglia e il vuoto che dividono ormai coloro che vogliono sapere che Dio è inconscio e coloro che preferiscono non saperlo, per godere meglio dello spettacolo che annuncia che Egli esiste. L'universo mediatico globalizzato sostiene con tutto il suo apparato ideativo e finanziario la seconda opzione: non volere sapere nulla per godere meglio del virtuale. In altri termini: godere nel vedersi promessa - e accontentarsi di avere promessa - la fruizione di bei garantiti dalla Promessa di un Bene superiore.

Tortura democratica

Primo passo verso la tardiva incorporazione del reato nel nostro codice. Nel frattempo nessuno fiata su Welby.

Tunisino indultato sgozza tutta la famiglia

In effetti più ghiotta di così la "notizia" non poteva essere: un extra-comunitario proveniente dall'Africa del nord, quindi presumibilmente musulmano e cittadino di uno di quei paesi che tanto hanno dato (anche) alle cellule europee di Al qaeda, che sgozza, proprio come i suoi compari "resistenti" attivi in medio-oriente, tutta la famiglia, composta esclusivamente da donne, notoriamente sottomesse nella "cultura islamica", una volta tornato a casa a seguito dell'adozione da parte del Parlamento italiano di una misura lassista denominata "indulto".

Lanciato l'allarme scatta immediatamente la caccia all'uomo, e in poche ore ci si accorge che il tipo, una volta liberato (magari era dentro per spaccio di hashish), era tornato a casa e che solo colà aveva appreso di essere quel pericoloso criminale che gli aveva sterminato la famiglia.

Bene, chi si candida a voler abolire gli ordini professionali dovrebbe fare una colletta affinché il povero tunisino sporga denuncia per diffamazione nei confronti dei giornalisti, dei loro editori e, eventualmente, nei confronti dell'ordine stesso se questo non sospendesse i suddetti a seguito delle decisioni della magistratura (che non potrebbero essere che di censura e sanzione della "leggerezza" con cui è stata data la notizia).

Il quarto potere è il lider maximo del "fascismo democratico", un tunisino potrebbe divenire un partigiano della libertà (continua)

12.12.2006

Sette giorni per un'impresa

Peggiorano le condizioni di Welby. Tribunale, sette giorni per decidere.

Se non il primo 2.0

Sicuramente uno dei più interessanti studi relativi al rapporto tra legislazioni e codici che regolamentano la Rete scritti a oggi. Lawrence Lessig, che il 16 dicembre festeggerà anche il quarto compleanno del think tank Creative Commons dedicato a una riforma trans-nazionale del diritto d'autore, ha chiesto a chiunque avesse competenze, interesse o tempo da dedicare di partecipare all'aggiornamento del suo libro in carta "Code and Other Laws of Cyberspace" in cui dimostrava come Internet non fosse per niente quella prateria da far west che in molti cantori della società dello spettacolo multi-mediatico ci vorrebbero far credere.
A cinque anni di distanza dal primo saggio le cose sono drammaticamente cambiate in peggio. "Code Version2.0" ci racconta come. Il libro può essere comprato o scaricato con la licenza CC Attribution-ShareAlike 2.5.

Regali di Natale

Rientrato d'improvviso da Bruxelles in Italia non prima d'aver fatto il giro di mezza penisola, sulla tratta Bruxelles-Roma ho chiesto in presito La Repubblica alla mia vicina. Sfogliando noiosamente mi sono imbattutto sulla presentazione della traduzione in italiano di due saggi brevi di Julia Kristeva preceduti da un altrettanto breve intervista della stessa con l'editore Donzelli. Incuriosito dal titolo, una volta a Venezia mi sono comprato "Bisogno di credere. Un punto di vista laico", ve lo consiglio caldamente. E' piuttosto ostico ma proprio per questo ne vale la pena.

Nata nel 1941 in Bulgaria, Julia Kristeva insegna Linguistica e Semiologia all’Università di Parigi. Esponente di spicco della corrente strutturalista francese, ha poi rivolto i suoi interessi alla psicoanalisi. Di Julia Kristeva la Donzelli editore ha pubblicato la trilogia dedicata al «genio femminile»: Colette (2004); Hannah Arendt (2005); Melanie Klein (2006). Per questa trilogia, Julia Kristeva è stata insignita del Premio Roma-«Amelia Rosselli» (2005) e del Premio «Hannah Arendt» (2006).

Silenzi

e non.