10.28.2006

NeurEconomia

Da la Repubblica di oggi:
Le scoperte della neuro economia - si chiama così e sta diventando una branca di studi economici così importante che, due anni, fa il Nobel per l'Economia è eccezionalmente stato assegnato ad uno psicologo - dicono che ogni qual volta c'è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, ci fidiamo di qualcuno o apriamo un conto corrente in banca, si scatena una vera e propria guerra di neuroni, dagli esiti alquanto stupefacenti. Facciamo qualche esempio.

Joint Statement

Qualche giorno fa nella prestigiosa Beit Mayersdorf del campus universitario del Monte Scopus (Università di Gerusalemme) è stato indetto il primo convegno sul 'Joint israelo-arabo per la questione della politica della pace e degli stupefacenti in Medio Oriente'. Nella ricerca della pace, è stato sostenuto, la marijuana e l'hashish possono quello che non hanno potuto decenni di sforzi

Digital Freedom Campaign

DIGITAL FREEOM - BILL OF SIGHTS AND SOUNDS

10.27.2006

Vittime della public diplomacy

Chi di media ferisce...

Una serie patetica

Non ce l'ho con Beehtowen, ma con una serie di commenti e analisi che mi so capitati a tiro in questo giro taiwanese. L'ultimo l'ho letto sul Camillo ormai in fase calante costante:

"Non capisco perché i sostenitori della ricerca sulle staminali (gruppo di cui faccio parte anch'io) debbano sempre imbrogliare un po': non è vero, come dice Michael J Fox nello spot, che impedendo la ricerca embrionale si negano le cure a milioni di persone. Non c'è nessuna cura, per ora. Finché si continuerà a imbrogliare, a raccontare balle, a parlare di cure che non esistono, gli avversari della ricerca avranno sempre ragione".

Qualcuno mi spiega dovie sia l'imbroglio nel sostenere che se non si consente la ricerca sulle staminali
EMBRIONALI non si potranno trovare cure possibili per decine, se non centinaia di malattie? Da notare, tra l'altro, che Rocca scansa l'aggettivo EMBRIONALI senno' lo fulminano - oppure s'e' dimenticato di aggiungere ADULTE ma allora il problema non si pone perche' la ricerca e' finanziata ampiamente. Comunque sia, visto che Rocca oltre che amico della ricerca scientifica si professa anche vicino alla sinistra liberale (si definisce liberale di sinistra...) valga ancora una volta il detto "Dagli amici mi guardi iddio che dai nemici mi guardo io".

Son contento comunque che Michael J. Fox abbia deciso di impegnarsi in politica, ai tempi della campagna vaticano-americana alle Nazioni unite per bandire qualsiasi tipo di clonazione lo avevo contattato ma aveva declinato l'invito di impegnarsi in prima persona. Sbagliando s'impara ;)

gli ostacoli alla

promozione della democrazia son davvero tanti.

10.26.2006

Un Saluto

da Taipei.

Scuse?

Dal Foglio di oggi:

Al direttore - Sogno o son desto? Sabato scorso il Foglio m’ha detto che nel ’99 il governo era centro-destro?
Marco Perduca, via web
Risposta del Direttore
Errore, le nostre scuse. L’errore di retrodatazione dipende dal fatto che il governo del ’99, centrosinistra, avviò la moratoria Onu sulla pena di morte, che poi fu il governo Berlusconi a spingere nel 2003.

Ma quale spingere e spingere!!!

10.25.2006

SANREMO SANREMO!!!

Con queste "confidenze" Capezzone concorre con Pippo Baudo per il prossimo SanRemo. Io inizio a riascaldare l'ugola, hai visto mai.

Petali che insorgono

Ancora una volta, grazie al Riformista e al Professor De Giovanni, il dibattito politico, non quello sull'appartenenza alla "grandi famiglie politiche", riprende il via e, ancora una volta, esso ruota intorno alla Rosa nel Pugno. Quanto scritto ieri dall'amico Costamagna sul quotidiano arancione credo che la dica lunga sulla presunta differenza di tradizioni e approcci alla politica tra "radicali" e "socialisti".

In giro per l'Italia esistono migliaia di cittadini pronti a "insorgere per risorgere" come dice Ivo, occorre dargliene una possibilità concreta e non meramente nominalistica o simbolica. Aggregarli in un Comitato dei Mille potrebbe continuare a concimare la Rosa nel segno tracciato a Fiuggi un anno fa dove fu compilata una piattaforma di obiettivi possibili che occorre recuperare tanto a livello locale quanto a livello nazionale anche per moralizzare la politica italiana. La Rosa non e' (ancora) morta.

Medio-Evo

Alla fine del tira e molla tra Venezuela e Guatemala, tutto fini elettoralistici tanto venezuelani che statunitensi, pare che entrambi i paesi si ritireranno dalla gara per far posto a un terzo candidato, Chavez, per proseguire nella sua campagna elettorale, candidat la Bolivia, ancora non esiste una posizione unitaria del gruppo dei paesi latino americani dove, si sa, esiste una rivalita' quasi guerresca tra Bolivia e Cile, il Brasile si candida a grande mediatore. Saran contenti a Washington?

L'italia, ancora una volta, marca la sua presenza alle Nazioni unite in modo piuttosto "determinante" e non sempre nel "male", anzi spero proprio che il Venezuela ritorni le attenzioni a proposito della moratoria sulla pena di morte. Se el companyero Evo dovesse arrivare a presiedere, a soli pochi mesi dalla sua elezione alla presidenza della Bolivia, anche il Consiglio di Sicurezza, prevedo nottate interessanti alla vigilia della prossima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni unite di Vienna dove un membro del Consiglio di sicurezza potrebbe arrivare finalmente a porre la questione della proibizione della foglia di coca, allora l'Italia dovra' tornare a essere centrale - queste erano solo prove generali...

La Cina (non) e' vicina

Within the framework of the title, “A New UNPO for Challenges of the New Century: Raising the Voice of the Unrepresented”, the Unrepresented Nations and Peoples Organization (UNPO) at its VIII General Assembly (GA) will deliberate on organizational reform to strengthen UNPO and its upcoming activities around the world. From 27 until 29 October 2006 in Taipei, Taiwan, the summit will convene UNPO Members to discuss current activities and map strategies for the future. I will try to blog from there.

10.24.2006

Su Notizie Radicale di oggi

sugli eccessi pannelliani ed altro/i, non lo hanno considerato come contributo al dibattito pre-congressuale. Leggo tanti nomi nuovi che hanno partecipato alla preparazione del congresso, chissa' se son tutti iscritti. Sperem

Allarme verde (n'antro?!?!)

Urge cambio di abitudini produttive e consumistiche per rimanere a galla.

Alcuni dati dal Living Planet Report 2006 del WWF:

Negli oltre trent'anni presi in considerazione, le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 2 % e quelle marine del 27%. Il secondo indice, l'Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell'umanità. Il «peso dell' impatto-umano» sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003: la nostra impronta ha già superato del 25%, nel 2003, la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali che utilizziamo per il nostro sostentamento. Nel rapporto precedente (quello pubblicato nel 2004 e basato sui dati del 2001) era del 21%. In particolare, l'Impronta relativa al CO2, derivante dall'uso di combustibili fossili, è stata quella con il maggiore ritmo di crescita dell'intera Impronta globale: il nostro "contributo di CO2 in atmosfera è cresciuto di nove volte dal 1961 al 2003. L'Italia ha un'impronta ecologica (sui dati 2003) di 4.2 ettari globali pro capite, con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, mostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettari globali pro capite.

10.23.2006

Complesso militare industriale

criminale?

New Trends

Dopo i neocon, teocon, teodem e neoprog, ecco a voi in neoat. In effetti se ne sentiva la mancanza.

Per chi e' anvanti

e non vuol tornare indietro.

happy iBday!

to you!!!

Raindrops keep falling

on my head.

Foglio parrocchiale

Sabato scorso il terzo editoriale del Foglio ha messo in evidenza come ormai non solo l'ordine dei giornalisti serva solo a produrre analfabeti, ma anche come il quotidiano di Ferrara abbia preso una via di non ritorno "intellettuale" (e si tratta di una brutta via). Leggete qui sotto e poi ancora piu' sotto:

Italia reticente all’Onu


Non combatte la pena di morte e non sceglie tra Venezuela e Guatemala

Il voto parlamentare che impone all’Italia di presentare una mozione per la moratoria della pena di morte all’assemblea dell’Onu sarà ignorato dal governo. Il sottosegretario Gianni Vernetti ha declassato a “impulso” un atto di indirizzo del Parlamento, che dovrebbe essere prescrittivo, per poi spiegare che l’Italia non farà nulla perché non ha il via libera dagli altri 24 paesi dell’Unione europea. La ragione vera di questo rifiuto a dar corso a una iniziativa che ha il consenso generale è la preoccupazione di non spiacere alla Cina e ai numerosi paesi islamici, praticamente tutti, nei quali la pena di morte è vigente e ampiamente applicata. Il governo del centrodestra nel 1999 ingaggiò la battaglia per la moratoria del patibolo al Palazzo di vetro, anche se questo non piaceva all’America, per la quale nutriva una stretta amicizia, peraltro ricambiata. L’esecutivo attuale, invece, in nome di un rapporto privilegiato che si cerca di ottenere dalla Cina, peraltro senza alcun riscontro concreto, finora, abbandona una posizione di principio, creando anche tensione con il Parlamento.
Non è, peraltro, l’unico caso in cui il comportamento dell’Italia appare ambiguo. Nella contesa per il seggio nel Consiglio di sicurezza tra il Venezuela di Hugo Chávez e il Guatemala, l’Italia continua ad astenersi, ma su questo, chissà perché, non ha chiesto il parere degli altri europei, in grande maggioranza contrari alle pretese del caudillo di Caracas. Loro, però, non hanno amici di Fidel Castro nella maggioranza.

Che io ricordi nel 1999 c'era D'Alema a presiedere un Governo di centro-sinistra e l'iniziativa di presentare una risoluzione sulla moratoria fu avviata per poi andare a scontrarsi contro l'insipienza della presidenza di turno finlandese. Quattro anni piu' tardi, nell 2003, l'Italia col Ministro degli esteri del centro-destra Frattini, dopo una pessima gestione del dossier a Bruxelles non riusci' a imporsi, proprio come in questi giorni, e convincere i partner europei a procedere, una strategia ormai ritenuta da archiviare visti i risultati del '99, a presentare il testo.

Veniamo poi alla questione Venezuela vs. Guatemala. Come qualsiasi attento lettore delle questioni latino-americane puo' confermare, il Guatemala ha la pena di morte e non ha firmato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, mentre il Venezuela e' dalla parte dell'Europa in ambo i casi. Come (quasi) tutti gli italiani sanno, in Venezuela c'e' una delle piu' grosse comunita' italiane all'estero e tra questi pare che una buona maggioranza non siano dalla parte di Chavez, come gli elettori italiani ricordano il centro-sinistra ha una maggioranza nominale in Senato grazie al Senatore Pallaro eletto in Argentina. Come invece purtroppo pochi sanno, specie certi "americanisti" dell'ultimora, in Guatemala la qualita' liberal-democratica del governo non ha niente da invidiare a quella del "dittatore" eletto dalla maggioranza dei venezuelani, non solo ma, a differenza dei Caracas, il Guatemala, nel silenzio dei Europa e con la connivenza degli USA ha vissuto una drammatica guerra civile trentennale che ha causato oltre 200mila morti la stragrande maggioranza dei quali vittime di razzismo anti-indigeno (che persiste al giorno d'oggi). Alcuni dei responsabili, mai portati davanti alla giustizia nazionale o internazionale, siedono in Parlamento (o in salotti di Miami).

Certo Chavez e' il miglior amico di Ahmadinejad e una sua presenza in Consiglio di Sicurezza potrebbe scompaginare le carte, peraltro mal disposte sui tavoli di New York e Vienna al momento, in caso di sanzioni multilaterali contro Teheran, ma proprio per dare ulteriore legittimita' al Consiglio stesso, forse avere un grosso paese latino-americano ricco e (pre)potente (che tra poco va alle elezioni), potrebbe essere una mossa politicamente piu' significativa piuttosto che sostituirlo con un piccolo narco-stato di yes-men senza diplomatici a New York e con un enorme bisogno di attenzioni e aiuti a casa piuttosto che al Palazzo di vetro. Ergo l'Italia per me fa bene a continuare ad astenersi.