10.20.2006

Vabbè ma allora ditelo!

Più che sviluppare software anti-pedofili - la Rete eccita, ma non incita - andrebbe fatto capire ai bambini di non farsi intimidire dalla divisa e raccontare tutto quello che succede in parrocchia o in moschea o in pagoda. Magari ci potrebbero essere degli sviluppi positivi circa l'amore universale...

Sulla "Fini-Giovanardi"

Sul Riformista di oggi:

"Caro direttore, par di capire che nel dibattito tra i ministri Ferrero, Turco e Mastella sulla riforma della legge Fini-Giovanardi sia scomparsa anche la minima preoccupazione relativa alla proibizione come strumento di governo del fenomeno tossicomanie. Brutto inizio. Quarant’anni di proibizionismo dovrebbero essere attentamente studiati nei loro effetti di “incitamento al consumo” tanto quanto nell’intrinseca criminogenicità. Allo stesso tempo non si nota attenzione a studi che possano dimostrare una volta per tutte come il problema delle sostanze psicotrope non siano le stesse, bensì le quantità di assunzione a renderle potenzialmente pericolose - una serie di audizioni dei massimi esperti nazionali e non potrebbe tornar utile a sgombrare il campo da incorrettezze e mistificazioni scientifiche a riguardo. Ultimo, ma non per questo meno importante, andrebbe finalmente consentito tanto la produzione in proprio quanto il commercio regolamentato al pubblico in coffee shop dei derivati della canapa indiana proprio come da trent’anni avviene nei Paesi Bassi. Colà non solo non si son mai verificati scenari da “girone dantesco” in termini di ordine pubblico, ma col passare degli anni si è addirittura creato un incentivo al turismo giovanile. In tempi di tagli e aumenti di tasse ne andrebbe tenuto di conto."

10.19.2006

L'oppio dei popoli

TERAPIA DEL DOLORE, DA CDM VIA LIBERA AGLI OPPIACEI
(9Colonne) - Roma, 19 ott - Da oggi sarà più facile prescrivere farmaciantidolore. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato il provvedimentopresentato da Ministro della Salute Livia Turco sulle "misure disemplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela dellasalute e altri interventi in materia sanitaria", a partire proprio dallasemplificazione della prescrizione di farmaci oppiacei per il dolore severo eall'eliminazione di tanti certificati sanitari ormai inutili od obsoleti.Ancora oggi, infatti - spiega una nota del ministro alla Salute - in Italia èdifficile accedere ai farmaci per combattere il dolore. Queste difficoltà cipongono tra gli ultimi posti in Europa per le prescrizioni dei farmacioppiacei che servono a combattere il dolore e le sofferenze, cui sonocostretti milioni di italiani colpiti da gravi malattie come il cancro, maanche da patologie croniche e invalidanti. Con questo ddl si agisce su piùfronti: viene semplificata la prescrizione dei farmaci oppiacei, consentendoal medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale,eliminando così le difficoltà burocratiche che spesso rendono difficili taliprescrizioni; viene consentita la prescrizione dei medicinali oppiacei ancheal di fuori delle patologie oncologiche e quindi per quelle malattie cronicheo invalidanti per le quali un'adeguata terapia del dolore è essenziale pergarantire una migliore qualità della vita ai pazienti; si semplifical'aggiornamento periodico dell'elenco dei farmaci oppiacei che potrà avvenirecon un decreto ministeriale, sentito il Consiglio superiore di sanità, senzadover ricorrere a modifiche legislative come è invece previsto oggi; si rendepiù agile la gestione dei registri per il controllo del movimento deglistupefacenti ad uso terapeutico facilitando il lavoro dei medici e deifarmacisti; si integra la tabella specifica dove sono inseriti glistupefacenti ad uso terapeutico con due farmaci a base di sostanzecannabinoidi già in uso Canada, Usa, Gran Bretagna, Svizzera, Olanda, Belgio eGermania.

Quel che, come al solito, Camillo non dice

Sul Foglio di oggi un articolo a firma Christian Rocca dal titolo "Il Dio dell'America è sempre più bipartisan"che, in puro stile rocchiano, butta là tante belle citazioni tratte da presentazioni di libri per diluire il carattere teocon dei Repubblicani e creare un'immagine teodem. Poco interessa star a sondare chi crede di più, men che meno resuscitare il povero Toqueville nella disputa Chiesa-Stato, forse più interessante sarebbe, ma purtroppo Rocca è sempre distratto da altro, vedere come si è arrivati a far sì che gli USA siano diventati un paese che, si dice, pare non poter far a meno della religione. Gratta gratta, si scoprirebbe che c'è sempre la roba di mezzo, e, specie nella patria del capitalismo consumista, di roba ce n'è tanta e non se ne può fare l'economia nel riassumere tendenze rosse o blù.

La poetica, che in alcuni settori della vita pubblica americana è anche diventata politica, della diminuizone della presenza dello Stato, ha fatto si che negli ultimi 20 anni, molti servizi sociali fossero lasciati alla gestione di gruppi privati. Poco male si dirà, forse, o meglio, nessun male fino a quando non si controlla quanto l'identità del fornitore di servizi "pubblici" influisce nell'erogazione degli stessi. Tra i vari "geni" che lavorano per l'Amministrazione Bush ce ne sono un paio attivi, sin dai tempi di Reagan, nella costruzione di un "consenso evangelico" che possa portare sostegno elettorale a chi si candida a portare avante un'agenda "compassionevole" nel pieno rispetto dell'esclusione dello Stato dalla vita e scelte dell'individuo (così recita la propaganza, of course). Questi signori, finanziando think tank, aiutando la pubblicazione di libri e sponsorizzando incontri e raduni in giro per gli States, son riusciti a creare in venti anni un bello zoccolo duro di ferventi credenti pronti a votare, sempre e comunque, a senso unico.

Tra le invenzioni di questi "geni" la mai abbastanza studiata - da questa parte dell'Atlantico - trovata delle cosiddette Faith Based Initiatives attraverso le quali son stati devoluti milioni di dollari per consentire, in un evidente paradosso, servizi pubblici forniti da privati con danaro di uno Stato che non se ne voleva/doveva/poteva interessare. Certo, è molto più economico finanziare gruppi per progetti specifici che mantenere una struttura burocratica mastodontica, ma il problema con la religione è che spesso si incappa in problemi ulteriori rispetto alla mera fornitura dei servizi. Che si tratti della totale disattenzione nei confronti dei contraccetivi, oppure dell'obbligo di preghiera invece che di sedute dal terapista, la qualità del servizio reso non viene controllata (e conoscendo l'Agenda Bush a proposito di salute, moralità ed eticità, si capisce anche il perché) questo crea un circolo vizioso nel quale i non correligionari non partecipano alla fornitura dei servizi o, se lo fanno, son costretti a sopportare anche il danno collaterale dell'imposizione della fede sulla quale si fonda l'iniziativa. Altro che bipartisan, questa a casa mia si chiama discriminazione, sofisticata, ma discriminazione.

Se non bastassero le centinaia di milioni che dal 2001 l'Amministrazione Bush ha riservato per le Faith Based Initiatives sul suolo patrio, tra l'altro create grazie a un Executive Order, negli ultimi anni c'è stata anche un'impennata di finanziamenti relativi alle attività che questi gruppi portano avanti nel mondo. Ora, da sempre esiste, e non solo negli USA naturalmente, basterebbe pensare ai missionari cattolici, anche un aiuto internazionale che privilegia i correligionari, ma il giro di soldi e interessi mosso da Washington ha raggiunto nell'anno in corso oltre due miliardi di dollari (l'8%o alla Chiesa Cattolica in Italia è la metà!). Secondo stime raccolte dal New York Times, quasi la metà di questo danaro viene gestito da gruppi cristiani il 90% dei quali è fatto da evengelici. Oltre l'imponente giro d'affari va notato come questo sviluppo recente rappresenti un'arma potente di politica estera, che però, proprio come a casa, porta con sé i problemi di "evangelizzazione" che poco aiutano in generale i non correligionari, ma sicuramente fungono da benzina sul fuoco laddove gli orientamenti religiosi sono di segno opposto o ostile. E pensare che c'è chi crede che l'Amministrazione Bush stia investendo nella Public Diplomacy...

Purtroppo il Foglio in certi giorni pare anch'esso un bollettino da faith based group, che ricevano aiuti d'oltre oceano anche loro?

Ceccherini mastellonato

Nei luoghi pubblici bisogna andare col volto scoperto, perché così prevede la legge, ma non si può esprimere la propria opinione negativa relativamente all'olimpo della religione di stato, strana commistione. E' vero che questi stramaledetti "reality show" non sono reali, ma occorre sapere che il Ceccherini viene da una terra dove la bestemmia è un'interiezione quotidiana, fa parte della realtà culturale, non si tratta di un'offesa. Speriamo che nasca adesso un "grande dibattito" nazionale in proposito perché tra il no al velo e il no alla bestemmia per me c'è una connessione. Per quanto fastidiosa, e irrispettosa delle sensibilità altrui, si tratta di una libera espressione linguistica garantita dalla Costizione. O faccio del relativismo culturale?

10.18.2006

to infinity and

beyooooooooooooooooooond.

Proposte afghane

Sul Riformista di oggi:

"Caro direttore, stare per stare, o partire per non morire, sono in effetti due false alternative per la presenza italiana e internazionale in Afghanistan. Certo, se si avviasse una revisione della gestione del territorio che passasse dall'eradicazione del papavero alla sua conversione per fini medico-scientifici leciti si potrebbe non solo togliere la fonte primaria di finanziamento per tutti i gruppi armati che mantengono buona parte del paese sotto scacco, ma anche legalizzare la metà del prodotto interno lordo di un paese che ha un'economia “informale” al 90% indirizzando l'oppio nel mercato delle cure palliative di paesi ricchi e poveri. Perseverare nella guerra all'oppio inizia a divenire veramente diabolico, se non connivente col caos generale."

10.17.2006