9.15.2006

Discussioni

fiume

Terzisti

o terzini? Secondo me terzini, ma di quelli a zona che non marcano stretto perché non si sa mai... ehhh impara l'arte e mettila da parte. Secondo me nel giro di un mese (al massimo) ci scappa l'invito. Si accettano scommesse

l'emma cinese

sul Riformista di oggi:

"Caro direttore, in questo revival generale di “droit-de-l’hommisme” c’è anche chi ha paragonato Prodi e Bonino a Nixon e Kissinger. Ora, passi la mancata conoscenza degli ultimi trent’anni dell’operato liberal-libertario della Bonino, quella sulle azioni del duo statunitense a me pare inaccettabile. La diplomazia statunitense del ping pong dell’inizio degli anni ’70, di segno diametralmente opposto da quanto fatto in Cile da Washington proprio in quegli anni, avveniva in un periodo e contesto storico con cui si poteva contrastare o contenere Pechino, peraltro esclusa dall’Onu e tra i paesi più poveri al mondo.

Oggi, proprio per le scelte di Nixon di allora, ciò non è più possibile né di qua né di là dall’Atlantico e gli atlantisti dell’ultima ora se ne stanno finalmente rendendo conto. Però, nel recuperare il ritardo accumulato e confermare la propria vocazione europeista e multilateralista, l’Italia dovrà presentarsi a Pechino in discontinuità rispetto al passato affiancando alla propria e altrui crescita economica anche ferme richieste di rispetto della legge nazionale e internazionale. Conoscendo il trentennio boniniano io sono ottimista. Un saluto"

9.14.2006

Esportare la democrazia

e quel che produce.

Leccornie

La stagione sarebbe quella della cosiddetta schiacciata con l'uva, purtroppo nella citta' eterna non sanno proprio cosa sia (certo che a Roma mancano proprio tante belle cose... ).

Nessuno la faceva cosi' buona e abbondante, con tanto di chicchi senz'
acino come mia nonna Afra. Ehhh bei tempi...

Spunto di grande interesse, se lo dice lui

Sul Foglio di oggi:

"Al direttore - Concordo, combinare Satyagraha mondiale per la pace e commercio internazionale è difficile non impossibile, purché però se ne consenta la conoscenza nel merito e si affrontino anche gli aspetti metodologici della nonviolenza gandhiana. Della Bonino si può dire, credo senza timore di smentita anche questa volta, che saprà fare domani quello che ha fatto fino a oggi e cioè politica per le libertà individuali. All’amico – e compagno – Della Vedova chiedo però che fine abbia fatto la forza di inerzia liberalizzatrice del “mercato” che (quasi) da solo pareva poter consentire l’apertura delle società chiuse. Anche a seguito delle sacrosante considerazioni di ieri sul Foglio, e alle conseguenti richieste al governo Prodi, spero che i Riformatori liberali trovino il modo di avviare una riflessione su capitalismo globale e liberismo radicale che a oggi manca molto più a destra che a sinistra. Cordialmente, Marco Perduca, Roma"

Risposta del Direttore:
Spunto di grande interesse. Quel gigantesco bastian contrario di Ronchey, dopo la caduta del muro, scrisse “I limiti del capitalismo”: che questa difficoltà ad aprire qualcosa oltre il mercato faccia parte di quell’elenco? Discutiamone. Però vorremmo notizie della Bonino dalla Cina, notizie succose, che dimostrino la combinabilità di diritti umani e commercio estero.

9.13.2006

tanto tuonò che piovve

Per quel poco che l'ho potuto conoscere diciamo che è un bel cogliondoro, ma sicuramente negli ultmi dieci anni sarà cambiato... speriamolo. Certo è che ha tirato delle belle volate a chi, son pronto a scommeterci, domani si dirà comunque soddisfatto della scelta. Anzi vedo gisto ora che l'ha già fatto

Oh yeah! I know my chickens, yes I do.

Peace searching

BAE BAE Condy

Il mercato militare USA, fa fare un salto di guadagni del 39% alla BAE Systems. Naturalmente stiamo parlando di milardi di sterline...

Cina, democrazia di seta o sete di democrazia?

Oggi sul Foglio, Il Direttore Giuliano Ferrara risponde a un lunga lettere di Benedetto Della Vedova che affronta alcune questioni relative alla missione del Governo Prodi in Cina sostenendo checombinare satyagraha per la pace e commercio con l’estero è difficile, non impossibile”. Non si potrebbe essere più d’accordo, purché però si consenta la conoscenza nel merito dell’iniziativa pannelliana si affrontino nei loro sviluppi potenziali anche gli aspetti metodologici della nonviolenza gandhiana.

Chi conosce Emma Bonino sa anche che ella saprà fare domani quello che ha fatto fino a oggi e cioè politica per le libertà individuali tanto da militante politica radicale quanto da responsabile di un’amministrazione pubblica sia in regimi democratici che non. All’amico - e compagno - Della Vedova andrebbe invece chiesto che fine abbia fatto la forza di inerzia liberalizzatrice del “mercato” che da solo pareva poter consentire l’apertura delle società chiuse, come egli sosteneva ancora pochi mesi fa. Anche a seguito delle sue sacrosante considerazioni di oggi sul Foglio, e alle conseguenti richieste al Governo Prodi di spendersi per l’avvocato Gao Zhisheng in galera perché promotore di quella che Wei Jinsheng chiamava la quinta modernizzazione, cioè la democrazia, spero che i Riformatori Liberali trovino il modo di avviare una riflessione profonda su capitalismo globale e liberismo radicale che a oggi mi pare mancare molto più a destra che a sinistra.

9.11.2006

Allamme Dileggio del Divino

L'11 settembre non poteva mancare l'Allam quotidiano intitolato appropriatamente "I predicatori d'odio non hanno alibi". Il pezzo che inizia con una citazione di Benedetto XVI, l'alter ego del nostro editorialista, ci riporta le parole del solito imam di turno e termina cosi: "Ebbene è questo sconcertante parallelismo tra la condanna dell'Occidente da parte del Papa e degli estremisti islamici che mi preoccupa come musulmano laico e liberale, impegnato nella promozione del valore della sacralità della vita e della libertà della persona. A maggior ragione mi inquieta il fatto che i predicatori d'odio islamici possano individuare nella condanna del Papa una qualsivoglia giustificazione alla loro strategia della violenza, che colpisce indiscriminatamente tutti e di cui gli stessi musulmani sono le principali vittime. Mentre il Papa, giustamente, è intento a recuperare nell'ovile del cristianesimo le proprie «pecorelle smarrite», nel rispetto della libertà di coscienza dei singoli, gli estremisti islamici, che hanno già istituito delle solide roccaforti in Occidente, mirano a sottomettere al loro arbitrio tutti noi, cristiani, musulmani, ebrei o di altra fede e ideologia, volenti o nolenti. Questo è l'insegnamento principale che dovremmo tener presente oggi, nel quinto anniversario dell'11 settembre."

Mettendo per un attimo da parte quel "giustamente" a proposito delle intenzioni papali, dubito fortemente che per i laici e liberali, "categoria"alla quale Allam afferma di appartenere, la lezione dell'11 di settembre sia quella di combattere, come scrive oggi Ferrara sul Foglio dei fogli, coloro i quali mirano a convertirci tutti. Certo, direte voi, Allam non è né laico, né liberale e quindi il problema non si pone... concordo, solo che in TV a ripetere la lezioni e a buttare benzina sul fuoco ci va lui e non qualcun altro.

Su una cosa però devo dire che non esiste dibattito né laico né "clericale"; infatti, se è vero che il dileggio del divino fa parte della nostra cultura - in italia, paese circondante lo Stato sovrano della Città del Vaticano si bestemmia come in nessun altro luogo - nessuno s'azzarda a prendersela con l'altro profeta. Perché?

Una volta gicando a pallone sulla spiaggia con gente di tutto il mondo, a seguito di una bestemmia urlata da un marocchino, risposi con un "maometto buco", mi guardò maluccio... In effetti sarebbe una bella provocazione culturale, altro che dileggio, parlare anche di questo.

Mode

La guerra al terrorismo sbarca (o sbanca?) su Vogue.

EMIparesi

Punto Informatico del lunedì riesce sempre a diffondere quella dose di incazzatura quotidiana che serve a iniziare la settimana in modo vivace. Oggi Tommaso Lombardi scrive di un certo tal "Clayton Counts, giovane musicista statunitense, caduto nel mirino dei legali del gruppo discografico EMI. Counts è accusato di aver creato un particolarissimo mash up chiamato Beachles: Sgt. Pethouse: un miscuglio di suoni presi da Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Pet Sounds dei Beach Boys. L'album, nato dalla fusione digitale di due pietre miliari della storia del pop, è stato diffuso gratuitamente attraverso blog e reti P2P".

Secondo i legali di EMI, l'autore del mash up viola le vigenti leggi internazionali sul copyright e rischia gravi conseguenze penali. Il caso si è quindi trasformato nell'ennesima rappresentazione della lotta di Davide contro Golia: Clayton, che afferma di non aver venduto una sola copia della sua nuova opera ha approfittato della propria notorietà online per lanciare una durissima campagna di boicottaggio contro i prodotti discografici del gruppo EMI.

"Non ho soldi per affrontare le spese legali necessarie a difendermi da una multinazionale senza volto, senza cuore e senza alcun briciolo di umanità o rispetto per l'arte", si legge sul blog id Counts, "ma conto sull'aiuto degli ascoltatori dei Beachles e su chiunque abbia a cuore la libertà d'espressione e di pensiero". L'autore pensa che non ci sia nulla di male nel creare nuova musica, specie se si tratta di remix o di mash up basati su materiale protetto da copyright, a patto che le nuove opere non creino alcun danno agli artisti.

Le conclusioni di Counts son un po' populiste e scondo me non centrano il problema, infatti se "è tempo che i DJ e le persone di tutti i giorni" dovrebbero iniziare "a farsi sentire contro le major e contro l'industria discografica", ciò, andrebbe fatto non tanto perché "non ne possiamo più della vostra musica fatta solo per i soldi", che è pure vero, ma perché i mash up e la loro possibile distribuzione digitale rappresentanto tanto una nuova possibilità di espressione creativa quanto un possibile nuovo settore di un mercato diverso.

Io c'ero

L'11 settembre di cinque anni fa io ero a New York. Non l'ho mai raccontato per iscritto, quel che invece ho raccontato è che questi? da allora mi pare che abbiano fatto una bella serie di guadagni.