ISRAELE-LIBANO: ONU; RICE, MANDATO MOLTO SOLIDO
(ANSA) - NEW YORK, 12 ago - Il mandato che verra' conferito
all'Unifil, la forza di interposizione Onu, con fino a 15mila
uomini che verra' dispiegata nel Libano meridionale ''sara'
molto solido''. Lo ha detto, in una intervista alla Cnn, il
Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice.
Parlando a New York, mentre il Consiglio di Sicurezza e'
riunito a Palazzo di Vetro, la responsabile della diplomazia
americana ha sottolineato che i militari ''avranno il potere di
difendersi'' se attaccati, il che non e' il caso attualmente per
i circa duemila caschi blu lungo la frontiera tra i due paesi.
La Rice si e' detta convinta che sia Israele sia il Libano
accetteranno la risoluzione che il Consiglio di Sicurezza si
appresta a varare: ''Mi aspetto che ci sara' un si' da parte dei
due governi alla risoluzione che dovremmo approvare questa
sera'', ha spiegato il segretario di Stato Usa.
Rispondendo ad una domanda sul disarmo di Hezbollah, la
Rice ha concluso affermando che non si e' mai pensato di
affidare il compito ai caschi blu: ''Dovra' essere fatto dai
libanesi''. (ANSA).
We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
8.11.2006
Se lo dice lei...
ISRAELE-LIBANO: ONU; RICE, MANDATO MOLTO SOLIDO
Tutti d'accordo ma non si capisce su cosa
Non sarà mica per potersela prendere poi con la solita "ONU"?
Chiudete quelle finestre!
Sono ormai un paio d'anni che da windows son passato a mac [e non rimpiango una sola delle (dis)funzioni dei prodotti di Bill Gates] e quando posso m'attacco a un Linux scalcagnato che trovo in certe stanze - tutto da scrittore ma non di programmi of course.
Ma e' possibile che nessuno dei grossi clienti della Microsoft, chesso' un'amministrazione pubblica qualsiasi, si sia posto, anche solo per un attimo, il dubbio d'aver fatto un cattivo investimento??? In quest'epoca di "anti-terrore" e' arrivata l'ora mi mettersi al sicuro con del sano free software, perche' solo la liberta' potra' salvarci dal neo-oscurantismo fondamentalista.
Nel frattempo leggete qui, se lo dicon questi deve esser roba "grave":
The US Department of Homeland Security has urged Windows users to install the latest patches from Microsoft as quickly as possible.
Ma e' possibile che nessuno dei grossi clienti della Microsoft, chesso' un'amministrazione pubblica qualsiasi, si sia posto, anche solo per un attimo, il dubbio d'aver fatto un cattivo investimento??? In quest'epoca di "anti-terrore" e' arrivata l'ora mi mettersi al sicuro con del sano free software, perche' solo la liberta' potra' salvarci dal neo-oscurantismo fondamentalista.
Nel frattempo leggete qui, se lo dicon questi deve esser roba "grave":
The US Department of Homeland Security has urged Windows users to install the latest patches from Microsoft as quickly as possible.
In particular it warned about one bug fixed in the latest batch of security updates that, if exploited, could put a PC under the control of an attacker. Microsoft's recent update fixed 23 flaws found in Windows software.
Spennatelo!
e disincrociategli le dita!
Oggi non poteva mancare l'Allamme quotidiano, che, chissa' perche', ancora piu' spuntanto del solito (spennatelo quindi nel senso di togliergli la penna, naturalmente). Il pezzo del nostro, che inizia in prima sul Corriere, si conclude infatti dicendo "Possiamo soltanto incrociare le dita, augurandoci che quanto è successo a Londra non accada mai in Italia."
Sicuramente, riassumerlo cosi' e' fargli un torto, ma tutto il pezzo pare un (ennessimo) taglia e incolla di quanto il nostro connazionale Magdi ci dice da anni e cioe' che "Così come è in Occidente che hanno maturato la trasformazione da persone in «robot della morte» migliaia di combattenti islamici che, ormai da un ventennio, sono andati ad assolvere al precetto della «guerra santa» in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq. Ed è sempre in Occidente che si è completato il processo di adesione alla fede nel «martirio» islamico del gruppo dirigente degli attentatori dell’11 settembre di New York e Washington e gli autori dell’11 marzo di Madrid. Tramite un lavaggio di cervello identico a quello a cui sono stati sottoposti la ventina di giovani arrestati ieri a Londra e Birmingham, dopo la frequentazione di moschee gestite da predicatori d’odio e apologeti del terrore." Se la prende poi con la solita UCOII, questione che andra' sicuramente appronfondita ma quando sapremo l'arabo.
A me non convince questa storia del precetto della "guerra santa" e del fatto che l'energia, nonche' i componenti, di questi "robot della morte" siano tutti di produzione madrassica. La lettura all'acqua di rose dei conflitti in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq e' piu' degna di un blogger che del vice-direttore del maggiore quotidiano italiano e di certo poco lo aiuta a consolidare la sua tesi.
Se proprio c'e' un nemico da combattere, io lo ricercherei nella mancanza di circolazione delle informazioni e delle idee, quindi una lotta anti-oscurantista semmai, che poi sarebbe alla base della sconfitta politica del fascismo e di tutti i fondamentalismi che ispira tra gli epigoni e "anti" di turno...
Oggi non poteva mancare l'Allamme quotidiano, che, chissa' perche', ancora piu' spuntanto del solito (spennatelo quindi nel senso di togliergli la penna, naturalmente). Il pezzo del nostro, che inizia in prima sul Corriere, si conclude infatti dicendo "Possiamo soltanto incrociare le dita, augurandoci che quanto è successo a Londra non accada mai in Italia."
Sicuramente, riassumerlo cosi' e' fargli un torto, ma tutto il pezzo pare un (ennessimo) taglia e incolla di quanto il nostro connazionale Magdi ci dice da anni e cioe' che "Così come è in Occidente che hanno maturato la trasformazione da persone in «robot della morte» migliaia di combattenti islamici che, ormai da un ventennio, sono andati ad assolvere al precetto della «guerra santa» in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq. Ed è sempre in Occidente che si è completato il processo di adesione alla fede nel «martirio» islamico del gruppo dirigente degli attentatori dell’11 settembre di New York e Washington e gli autori dell’11 marzo di Madrid. Tramite un lavaggio di cervello identico a quello a cui sono stati sottoposti la ventina di giovani arrestati ieri a Londra e Birmingham, dopo la frequentazione di moschee gestite da predicatori d’odio e apologeti del terrore." Se la prende poi con la solita UCOII, questione che andra' sicuramente appronfondita ma quando sapremo l'arabo.
A me non convince questa storia del precetto della "guerra santa" e del fatto che l'energia, nonche' i componenti, di questi "robot della morte" siano tutti di produzione madrassica. La lettura all'acqua di rose dei conflitti in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq e' piu' degna di un blogger che del vice-direttore del maggiore quotidiano italiano e di certo poco lo aiuta a consolidare la sua tesi.
Se proprio c'e' un nemico da combattere, io lo ricercherei nella mancanza di circolazione delle informazioni e delle idee, quindi una lotta anti-oscurantista semmai, che poi sarebbe alla base della sconfitta politica del fascismo e di tutti i fondamentalismi che ispira tra gli epigoni e "anti" di turno...
Non male 'st'email
Caro direttore, dice Bush: «Siamo in guerra contro i fascisti islamici». In pratica, una faida.
f.cundari@ilriformista.it
f.cundari@ilriformista.it
8.10.2006
Concorso esterno di Bin Laden
o ispirazione grazie alla magnificazione mediatica?
Michael Chertoff, Segretario USA per la sicureza del suolo patrio ha affermato che l'attentato sgominato a Londra era "in some respects suggestive of al-Qaeda". Chissà che vuol dire...
Michael Chertoff, Segretario USA per la sicureza del suolo patrio ha affermato che l'attentato sgominato a Londra era "in some respects suggestive of al-Qaeda". Chissà che vuol dire...
Mass Murder? Mah
Sfido chiunque a capire che diamine sia successo. Certo la tensione e' alta dappertutto, ma son proprio curioso di capire come siano riusciti a sventare questo "attentato". Certo dire "we are confident" e' piuttosto forte come affermazione...
"We are confident that we have disrupted a plan by terrorists to cause untold death and destruction and to commit, quite frankly, mass murder."
Full text of the statement given by Deputy Commissioner Paul Stephenson of Scotland Yard on today's anti-terrorist operation.
"We are confident that we have disrupted a plan by terrorists to cause untold death and destruction and to commit, quite frankly, mass murder."
Full text of the statement given by Deputy Commissioner Paul Stephenson of Scotland Yard on today's anti-terrorist operation.
Allamme rosso
BAA has urged all passengers planning to fly out of Heathrow airport to postpone their plans and remain at home unless the journey is essential...
8.09.2006
Speriamo migliori
I am running for the US Senate because we deserve a Senator who will stand up for Connecticut and stand up for our progressive democratic values. Rather than spending hundreds of millions of dollars a day in Iraq, it is time for America to refocus on issues back home: fixing our health care system, upgrading our schools, and rebuilding our aging infrastructure. We will start winning in Iraq as the Iraqis take control of their own destiny, just as America has to start investing again in our own future.
il vero Giga grazie a Danton
Eppure si muove
Indipendentemente dal fatto che mi sia antipatico, anche perché Liberman è il classico rappresentante del complesso militare industriale, e indipendentemente dalle presunte connotazioni "pacifiste" del suo avversario per le primarie del seggio senatoriale del Connecticut, il fatto che un Senatore così in vista e addentro all'establishment politico statunitense non sia riuscito ad affermarsi potrebbe rappresentare una crisi di crescita (quella sì) del Partito Democratico USA. Era l'ora...
Hasta la Vista
8.08.2006
Questo per Allam sicuramente va bene
Anzi è pure troppo. Bè, pare che l'Italia non avesse mai vinto un oro europeo nel lungo, che c'entra quindi con l'identità nazionale?
Allamme rosso
Me l'ero perso l'altro giorno questo pezzo del solito Magdi Allam, immancabilmente intitolato "Le paure degli italiani" dove si preoccupava che la nuova normativa relativa alla concessione della cittadinanza - o di alcuni diritti politici - a certi non italiani corrispondesse alle (solite) preoccupazioni Allammiane prodotto del suo essere persona informata dei fatti e misfatti di migliaia di persone che "parlano la sua stessa lingua".
Per una volta mi pare che il nostro gridi un po' meno (che ci sia da preoccuparsi?). C'è però uno dei suggerimenti di Allam che deve dare molto da pensare. Tra le "raccomandazioni", che suonano sempre un po' come ordini, infatti Allam ritiene che la conessione della cittadinanza e relativi diritti: "In primo luogo debba iscriversi nel contesto di un «modello italiano di convivenza», fondato sulla certezza dei nostri valori e sulla condivisione della nostra identità nazionale."
Alzi la mano chi ha chiaro quali siano i valori certi dell'Italia, come di qualsiasi altro paese, in questa estate del 2006, ma soprattuto quale sia la "nostra" identità nazionale condivisa. Allam è nato in Egitto, certo è cattolico e ha studiato da preti e suore e parla perfettamente la lingua di Dante ma scambiarlo, dal punto di vista identitario, per un italiano mi pare opera creativa. Ma è davvero questo il problema?
Io, che ho "nelle vene" anche sangue di almeno due altri paesi europei, uno dei quali ha prodotto nientepopodimeno che una riforma/scissione religiosa, ritengo di non aver niente di condiviso dal punto di vista dei valori o dell'identità nazionale col signor Allam, né di volercelo condividere, soprattuto tramite decreto governativo.
Altra cosa semmai è il suo e il mio rapporto con la legge. Qui, ma solo qui, in una democrazia liberale, si dovrebbe trovare la differenza tra una società aperta e una fondata sulla paura. Allam è stato fortunato negli ultimi anni della sua vita a non doversi confontare con la seconda, perché insistere per (ri)costruirla?
Per una volta mi pare che il nostro gridi un po' meno (che ci sia da preoccuparsi?). C'è però uno dei suggerimenti di Allam che deve dare molto da pensare. Tra le "raccomandazioni", che suonano sempre un po' come ordini, infatti Allam ritiene che la conessione della cittadinanza e relativi diritti: "In primo luogo debba iscriversi nel contesto di un «modello italiano di convivenza», fondato sulla certezza dei nostri valori e sulla condivisione della nostra identità nazionale."
Alzi la mano chi ha chiaro quali siano i valori certi dell'Italia, come di qualsiasi altro paese, in questa estate del 2006, ma soprattuto quale sia la "nostra" identità nazionale condivisa. Allam è nato in Egitto, certo è cattolico e ha studiato da preti e suore e parla perfettamente la lingua di Dante ma scambiarlo, dal punto di vista identitario, per un italiano mi pare opera creativa. Ma è davvero questo il problema?
Io, che ho "nelle vene" anche sangue di almeno due altri paesi europei, uno dei quali ha prodotto nientepopodimeno che una riforma/scissione religiosa, ritengo di non aver niente di condiviso dal punto di vista dei valori o dell'identità nazionale col signor Allam, né di volercelo condividere, soprattuto tramite decreto governativo.
Altra cosa semmai è il suo e il mio rapporto con la legge. Qui, ma solo qui, in una democrazia liberale, si dovrebbe trovare la differenza tra una società aperta e una fondata sulla paura. Allam è stato fortunato negli ultimi anni della sua vita a non doversi confontare con la seconda, perché insistere per (ri)costruirla?
Della lotta e del Governo
Qui sotto le ultime due domande di un'intervista a Emma Bonino apparsa su Panorame in edicola. Da notare che ad Anna Maria Angelone non era passato manco per l'anticamera del cervello di mettere in difficoltà la Bonino sul suo terreno. C'ha pensato la Ministro ad affrontare il problema e lo ha fatto, secondo me, nell'unico modo possibile, agire affinché in Cina inizi a diffondersi la pratica del rispetto della legge, solo così si cambierà "regime"
La moneta cinese è sottovalutata, il costo della manodopera è basso, nessuna tutela per lavoratori e ambiente, alta contraffazione, non è concorrenza sleale?
La Cina non sparisce perché a noi fa paura. Credo che in molti settori manifatturieri abbia inferto un colpo gravissimo a molte nostre imprese. Però quel paese è anche un'enorme potenzialità: meglio attrezzarci e imparare a competere e convivere con questa realtà. Questo vale per la Cina ma anche per altri paesi emergenti. Era fondamentale l'ingresso della Cina nella Wto perché Pechino doveva diventare un attore responsabile, farsi carico delle regole dell'organizzazione e della loro applicazione. La Wto prevede leggi antidumping che abbiamo chiesto alla Cina di rispettare, per esempio nel settore delle calzature. Ma è un processo in corso: non può avere domani i nostri standard lavorativi. Vale anche per i diritti umani, per i quali mi batto da sempre: amici e dissidenti mi dicono che l'evoluzione politica è in atto ed è nelle mani dei cinesi. Noi dobbiamo fare la nostra parte, dialogare con le autorità, fare pressioni a tutti i livelli.
La sospensione dei negoziati alla Wto peggiora il quadro?
Il rischio è che tutto sia più selvaggio e che vinca chi è più forte. Mi sento frustrata per questa sospensione sine die, ma non dispero si possa fare qualcosa.
La moneta cinese è sottovalutata, il costo della manodopera è basso, nessuna tutela per lavoratori e ambiente, alta contraffazione, non è concorrenza sleale?
La Cina non sparisce perché a noi fa paura. Credo che in molti settori manifatturieri abbia inferto un colpo gravissimo a molte nostre imprese. Però quel paese è anche un'enorme potenzialità: meglio attrezzarci e imparare a competere e convivere con questa realtà. Questo vale per la Cina ma anche per altri paesi emergenti. Era fondamentale l'ingresso della Cina nella Wto perché Pechino doveva diventare un attore responsabile, farsi carico delle regole dell'organizzazione e della loro applicazione. La Wto prevede leggi antidumping che abbiamo chiesto alla Cina di rispettare, per esempio nel settore delle calzature. Ma è un processo in corso: non può avere domani i nostri standard lavorativi. Vale anche per i diritti umani, per i quali mi batto da sempre: amici e dissidenti mi dicono che l'evoluzione politica è in atto ed è nelle mani dei cinesi. Noi dobbiamo fare la nostra parte, dialogare con le autorità, fare pressioni a tutti i livelli.
La sospensione dei negoziati alla Wto peggiora il quadro?
Il rischio è che tutto sia più selvaggio e che vinca chi è più forte. Mi sento frustrata per questa sospensione sine die, ma non dispero si possa fare qualcosa.
Le battaglie di Alg'ieri
Distratti da guerre al terrore e da vacue affermazioni identitarie, non ci s'era accorti che il mondo stesse andando da un'altra parte. Meglio tardi che mai, Daniele Capezzone, che ieri era anche citato da le Monde (non lo trovo online il pezzo che s'intitolava "Les pétroliers italiens préoccupés"), lancia l'allarme.
Mettendo per ora da parte l'annosa ma fondamentale polemica sul futuro del carbone, che forse potrebbe essere accantonato a favore di eolico e idroelettrico visto l'impatto atmosferico, il vero problema è che la Russia, a differenza dell'URSS i cui carri armati erano di cartapesta, sta ormai invadendo il mondo coi suoi oleo-gasdotti allo scopo di affermarsi come ricattatore energetico a livello globale pronto a gassare mezza Europa a favore di Cina e India e forse un domani anche dell'Iran...
Se mai ci dovesse essere in atto uno scontro di civlità, questo andrebbe ricercato tra gli sfruttatori di risorse naturali per come il sottosuolo gliele offre e gli innovatori tecnologici che ne sono privi. Per non essere sconfitti, occorrerebbe rafforzare il secondo fronte in alleanza coi partner europei, specie in un momento in cui c'è chi s'accorge che piccoli guasti potrebbero causare catastrofi immani, perché le alternative sono piuttosto costose sotto tutti i punti di vista.
Mettendo per ora da parte l'annosa ma fondamentale polemica sul futuro del carbone, che forse potrebbe essere accantonato a favore di eolico e idroelettrico visto l'impatto atmosferico, il vero problema è che la Russia, a differenza dell'URSS i cui carri armati erano di cartapesta, sta ormai invadendo il mondo coi suoi oleo-gasdotti allo scopo di affermarsi come ricattatore energetico a livello globale pronto a gassare mezza Europa a favore di Cina e India e forse un domani anche dell'Iran...
Se mai ci dovesse essere in atto uno scontro di civlità, questo andrebbe ricercato tra gli sfruttatori di risorse naturali per come il sottosuolo gliele offre e gli innovatori tecnologici che ne sono privi. Per non essere sconfitti, occorrerebbe rafforzare il secondo fronte in alleanza coi partner europei, specie in un momento in cui c'è chi s'accorge che piccoli guasti potrebbero causare catastrofi immani, perché le alternative sono piuttosto costose sotto tutti i punti di vista.
8.07.2006
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