7.01.2006

Offensive mediatiche

Si legge sul Corriere online di oggi che "Al Qaeda è in piena offensiva mediatica". e si informa che "il Tg Sky 24 ha diffuso un video di Osama Bin Laden (del 1996, dice il titolo del pezzo) messo in rete dall’agenzia Reuters. Il filmato mostra il leader di Al Qaeda in tre situazioni: mentre parla da una stanza, insieme ai suoi militanti e in occasione di una manifestazione pubblica, forse in Sudan. E’ possibile che si tratti di un vecchio filmato. Quasi in contemporanea un sito islamico ha annunciato la prossima messa in onda di un nuovo messaggio di Bin Laden dedicato «ai mujaheddin di Iraq e Somalia».

Il Corriere sostiene che "non si può escludere che il filmato mostrato da Sky possa costituire lo sfondo» alle nuove parole di Osama, che ha ormai ripreso a parlare. Appena 24 ore fa, infatti, sempre Bin Laden ha commemorato con un audio la morte di Abu Musab Al Zarkawi."

Ora, mi verrebbe voglia di chiedere a Guido Olimpio, l'autore del pezzo, chi sarebbe in piena offensiva mediatica, se si tratta di un filmato di 10 anni fa ritirato fuori da un'agenzia di notizie americana in concomitanza con una presunta salita al potere delle Corti islamiche in Somalia?

Pare quasi quella trasmissione di "Telefono giallo" in cui Corrado Augias voleva dimostrare il coinvolgimento di Salieri nella morte misteriosa di Mozart basandosi sul film "Amedeus", manco sul testo originale dell'opera teatrale di Peter Schaffer. Certo, il Corriere ha come vice-direttore il soffiatore sul fuoco Magdi Allam, ma un minimo di onestà intellettuale non guasterebbe.

Settimana prossima sarò in Africa e non potrò approfondire troppo sulle origini e fini di questa "offensiva meditica", né sulla situazione somala, che non mi pare cosi chiara come ce la vogliono presentare o su quella sudanese che ha molti aspetti simili a quella iraniana. Mais, magari a Dakar il y a des internet cafès et on verra.

6.30.2006

Amnistia: il via a luglio

Non vorrei che si facesse come i lombardi alle crociate "partiam, partiam" e poi siam sempre lì...

A ciascuno i suoi concimi

Ma veniamo a "casa nostra", una casa che, forse troppo spesso, è stata considerata una "cosa" e che in quanto tale poteva essere maneggiata, spostata, modellata, smontata, rinominata senza troppi problemi non tanto di permessi quanto di premesse e promesse.

L'integrazione liberal-socialista è stata mal digerita da pochi e non metabolizzata da molti. I problemi, che Lanfranco Turci ha individuato nel "non detto", e che in effetti non son stati detti, son venuti fuori tanto dentro quanto fuori sia alla cosiddetta area radicale che al mondo socialista nel suo insieme.

Superficialmente mi verrebbe da dire che per i primi il problema è stato di convinzioni per i secondi di convenienze (e magari alla fine la profondità sta proprio in superficie), comunque sia, in onore al carattere pienamente democratico della pubblicità dei processi decisionali tanto cara all'inventore della Rosa, da ieri i panni si lavano in piazza. Bene, anzi benissimo, purché venga fuori tutto, ma proprio tutto e soprattutto da tutti coloro che hanno rafforzato le proprie convinzioni e, perchennò, convenienze.

6.29.2006

I diari di Guantanamo

Prodotti dalla Radio pubblica di New York WNYC.

Dietrologie?

chissà!

La Costituzione afferma lo stato di diritto sulla lotta al terrorismo

Mai, sottolineo mai, Bush s'è presentato ai cittadini USA e al mondo intero come liberale. All'inizio della sua ascesa alla Casa bianca s'era definito come un conservatore compassionevole, dopo l'11 settembre - checché ne scrivano "americanofili" e "americanisti" di casa nostra - W ha spostato sempre più l'accento sul primo tanto da trasformare la compassione in reazione.

Oggi però, con un preoccupante ritardo, la sua Corte suprema gli ha mosso gravi critiche in merito alla creazione e gestione del carcere speciale di Guantanamo. Il Washington post nel riportare la notizia sottolinea: "the case raised core constitutional principles of separation of powers as well as fundamental issues of individual rights. Specifically, the questions concerned:
  • The power of Congress and the executive to strip the federal courts and the Supreme Court of jurisdiction.
  • The authority of the executive to lock up individuals under claims of wartime power, without benefit of traditional protections such as a jury trial, the right to cross-examine one's accusers and the right to judicial appeal.
  • The applicability of international treaties -- specifically the Geneva Conventions on the treatment of prisoners of war -- to the government's treatment of those it deems "enemy combatants."

  • La Costituzione degli Stati uniti è il più breve capolavoro di letteratura politica mai scritto, secondo solo alla dichiarazione d'indipendenza delle ex-colonie britanniche del nuovo mondo, colà si trovano i principi universali del liberalismo democratico che antepongono il rispetto delle norme alle urgenze ed emergenze: habeas corpus, separazione dei poteri, giusto processo sono elementi fondativi del cosiddetto "occidente". Tutti disattesi in un solo colpo dall'amministrazione che si candida(va) a essere il faro della libertà e democrazia.

    Bush e i suoi, come tutti i vari Magdi Allam de noantri, appartengono a un'altra cultura e non c'è da dubitare che le loro reazioni lo riconfermeranno a breve. Per "vincere le menti e cuori" di chi non ha libertà occorre praticare il principio della legalità sempre e comunque invece che spendere e spandere per favorire l'affermazione identitaria o ricorrere alla public diplomacy del "ci attaccano perché odiano i nostri modelli di democrazia e libertà". Da oggi, anche la Corte suprema degli Stati uniti ha dei dubbi che questa "guerra al terrore" sia roba da "occidentali".

    Qui, a schifio finisce

    ...