6.17.2006

L'Amato oppio

L’interesse del Ministro Amato relativo alla proposta avanzata da Emma Bonino di consentire all’Afghanistan di produrre oppio legalmente per fini medici va immediatamente tradotto in proposte concrete da elaborare all’interno del quadro normativo delle tre Convenzioni ONU in materia di sostanze psicotrope.

Da quasi un anno il think tank inglese Senlis Council lavora a una proposta simile a quella avanzata da Emma Bonino nella sua relazione finale della missione in Afghanistan in occasione del voto parlamentare del 2005, il Governo convochi con urgenza il Presidente della Croce rossa italiana Massimo Barra, che col Senlis collabora da tempo, per acquisire tutta la documentazione necessaria per approfondire la proposta nel dettaglio e istruire una riunione urgente a Bruxelles per porre la questione a livello comunitario.

Contrariamente a quanto sostiene l’ex zar anti-droga Arlacchi, la proposta potrebbe avere ripercussioni positive non solo sulla cura del dolore in Afghanistan, dove si operano persone senza morfina, ma anche nel resto del mondo visto che vi è una carenza di oppiacei dovuta a politiche che non tollerano la cura del dolore. Infine, avviare una regolamentazione legale della produzione e raffinazione dell’oppio avrebbe anche ricadute rilevanti nei confronti dei signori della droga e della guerra.

6.15.2006

Guantanamero

Chi l'ha detto? "In realtà (sappiamo di scandalizzarvi e di farci ritenere “eccessivi”) Guantanamo rappresenta la sintesi estrema di come si possa, in nome della libertà, della sicurezza divenire anche peggiori di coloro contro i quali questi intollerabili realtà vengono costruite, mantenute, tollerate, giustificate".

6.12.2006

Il peso della tradizione

Prima ancora del calcio d'inizio la rievocazione che prevede una lotta tra quartieri è degenerata in rissa. Qualcuno se ne va in barella.

Rarità

Emma Bonino sul Corriere di oggi «Sono convinta che in Afghanistan c’è bisogno di maggiore impegno internazionale. Gli aerei italiani potrebbero bombardare»

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Sulla produzione afghana di oppio, l’Occidente chiude gli occhi. Non è una piaga?
«Le politiche di sradicamento e di proibizione a tutti i costi sono fallite in tutto il mondo, non si capisce perché dovrebbero funzionare lì. Sarebbe stato più utile considerare l’idea di una quota di produzione legale di oppio per farne morfina, come è avvenuto in Turchia, India, Australia. Non avrebbe risolto tutto, ma ridotto il danno. Per ora la produzione di oppio è redditizia e gli afghani, come noi, cercano reddito. Finché non esistono altri lavori redditizi».