6.10.2006

Il giubilo su Zarkawi

Buon ultimo, ma per questo non meno importante - anzi penultimo tenendo conto della soddisfazione di Panebianco, ci mancherebbe - il commento positivo del buon Christopher Hitchens secondo il quale "it was a good day's work". Possibile che questo fior fiore di commentatori si divida tra chi ne pianga la scomparsa come uno qualunque e chi ne celebri l'uccisione, tra l'altro non a seguito del bombardamento intelligente, del capo di al Qaeda in Mesopotamia?

Certo, in termini di "guerra al terrore" it was a good day's work indeed, come dice il marxista non pentito Hitchens, ma meno, a me pare, in termini di affermazione di quei sacrosanti, pardon, benedetti come dice il born again Christian Bush, valori di libertà, democrazia e giustizia, che in teoria costituirebbero il mandato di coloro che hanno defenestrato Saddam.

Si tratta, per quanto se ne sa, di un'operazione da 94,5 miliardi di dollari... è quindi comprensibile che vengano esaltate le vittorie, ma se, in tutto questo spendi e spandi di propaganda e azione militare si avviasse anche qualche progetto di riorganizzazione del sentimento e della pratica della giustizia, considerato anche che il nome iniziale dell'operazione era Infinite Justice, è ipotizzabile che gli ex sudditi di Saddam potrebbero trovarne ulteriore speranza per un futuro migliore.

Marco Pannella ha più volte invitato l'Europa a proporre all'Iraq l'accessione allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, adesso che ci son ministri meno "cavouriani", e che il capobanda dei qaedisti è stato eliminato, ci potrebbero essere le condizioni politiche per avviare il processo da portare avanti di contesto alla conferma della presenza italiana in Iraq (e Afghanistan).

Dubito che la mera esistenza di un governo di unità nazionale possa riuscire a portare pace e libertà in Iraq in tempi utili.

6.08.2006

Non valeva di più da vivo?

Possibile che nessuno in qualche situation room si sia posto, neanche per un attimo, il dubbio che Zarkawi potesse valere molto di più da vivo che tra le vergini? Se dovessero corrispondere al vero le notizie che a seguito dell'arresto di un paio di luogotenenti le informazioni su nomi e luoghi della rete di "al Qaeda in Mesopotamia" iniziassero ad arrivare, con metodi che un domani scopriremo essere ai margini del diritto internazionale, forse quello che Al Zawahri definisce un "eroe paziente dell'Islam" avrebbe potuto essere un'inestimabile ulteriore fonte di notizie. Oggi abbiamo un bel martire da emulare.

E invece Da Bush a Blair, tutti hanno espresso grande soddisfazione per l'uccisione di Al Zarqawi. Sciagurato quel mondo che gioisce per l'uccisione di un terrorista piuttosto che per la sua cattura. Tornare a questa visione del "giustizia è fatta" equivale a una sentenza di morte per la promozione della liberta' e della democrazia.

Santo Subito!!!

Da piu' parti si leggono cose a dir poco ... vabbe' lasciamo perdere, sulle necessarie e rugenti dimissioni di Sergio D'Elia dalla Camera dei Deputati. Chissa' dov'erano tutte questa anime belle negli ultimi 20 anni? Forse intenti a votare DC e PCI? Uno con la storia politica e la vicenda personale di D'Elia meriterebbe d'esser fatto santo subito, altro che! Sai che esempio...

6.07.2006

Alternare i regimi

Causa viaggi non ho ancora potuto acquistare, e leggere, l'ultima fatica di Christian Rocca. Contro "Contro l'ONU" scrissi a scatola chiusa perche' conoscevo le tesi rocchiane in materia, su questo invece mi ci avventero' piu' avanti quando ormai il polverone si sara' calmato. Nella blogosfera, specie quella "destrorsa" se ne stanno invece leggendo varie di recensioni. Mentre mi riconosco in molti degli apprezzamenti metodologici particolarmente critici di alcuni, meno mi trovo d'accordo nel merito dei rilievi. In particolare ci terrei a smontare la teoria per la quale Rocca sia un idealista wilsoniano - anzi ad averci tempo e voglia si potrebbe anche arrivare a distruggere il presunto impianto idealista dell'intera dottrina Wilson, ma sara' per un'altra volta.

Sul sito di Rocca si legge che "La prima tesi di questo libro è che cambiare i regimi dittatoriali sia cosa buona e giusta". OK, ma anche quelli non ditattoriali. "La seconda tesi è che promuovere la democrazia sia un'idea di sinistra." Mah, se lo dice lui che di sinistra si proclama, ci si dovra' fidare sulla parola... "La terza è che la sinistra liberale abbia il dovere di opporsi alle due varianti conosciute di fascismo islamico: quella teocratica e quella nazionalista." Ecco e qui iniziano i cigolii perche', come gia' ebbi modo di notare a proposito di "Contro l'ONU", il buon Rocca di solito non si pone ne' problemi vaticani ne' gli passa per la testa fare le pulci ai ragiomenti (a Pera) dei suoi amici teocon. "Il libro di Rocca" recita infine il sito sarebbe in sostanza "un'inchiesta su quanto sia conveniente promuovere la democrazia, sulle radici di quest'idea nella sinistra antitotalitaria italiana e americana e, infine, sui metodi nonviolenti per cambiare i regimi negli ultimi Stati ancora non liberi." Gia' conveniente. Nel Perdukistan, conveniente e idealista cozzano...

Aspettero' di apprezzare a fondo questa inchiesta per tornarci sopra - anche se gia' mi immagino l'uso smodato della foglia di fico radicale per corroborare l'esistenza di una sinistra "liberal-socialita" in Italia. Sara' infatti interessante, nonche' istruttivo, capire quale sia questa sinistra antitotalitaria italiana e americana, ma soprattutto sara' illuminante apprendere i risultati dell'inchiesta sui metodi nonviolenti (sai quante belle rivoluzioni colorate ci ritrovero')...

Certo e' che se quest'altra citazione «Cos'altro dovrebbe fare la sinistra, se non lottare contro le dittature e battersi per liberare i popoli oppressi?» dovesse essere tratta dal libro, e non da qualche augusto apprezzamento da terza di copertina, ho paura che il libro sia rivolto alla sinistra italiana "classica", quella di potere, quella che, partendo da posizioni presuntamente antagoniste ed esclusivamente marxiste, e' oggi mera espressione del potere oligarchico politico-economico e finanziario (tanto in Italia quanto all'estero). Una sinistra quindi che, appunto, vuole liberare i popoli oppressi "per il loro bene" e che non si pone il problema della sfera dell'individuo ritenendo di conoscerne le aspirazioni, una sinistra che, per dirla con Pannella, raramente trasforma le lotte di liberazione in lotte di liberta'. Altro che "anti-totalitaria", questa e' la sinistra dell'alternanza contro l'alternativa.

Alternato, piu' che cambiato, il regime in Italia, il buon (amico) Rocca sta tentando di riciclarsi in maniera speculare al suo vate Bill Kristol e la malandata "galassia neocon". Gli e' andata maluccio col Governo Berlusconi - sia nella ricerca di attenzione sia in quella di soldi - e' da sperare che il Governo Prodi non ceda alle novelle lusinghe sinistre dell'"americanista del Foglio" - anche perche', checche' ne dica il professor Teodori, dei disastri dell'irresponsabile guerra al terrore se ne pagheranno le conseguenze, tanto a casa nostra quanto in giro per il mondo, per diversi anni.

Proviamo ad andare a presentare il libro a Tripoli (continua)

Spider Web

Prima o poi vengono a galla.

Vestire Oviesse, mangiare a pranzo due crocchette e una mela, andare in cinque in auto blu

Quinta notizia sul sito del secondo quotidiano italiano...

6.06.2006

412

412 elettori romani hanno espresso un voto valido per Mario Staderini al Comune di Roma. Perdukistan era il committente responsabile di quello che, alla fine, e' risultato l'unico radicale eletto nelle liste della Rosa nel Pugno e che presto vedremo in azione al I Municipio della Capitale.

Hai voglia a cambiare regimi

Con questi qui si puo' solo cadere dalla padella nella brace.

L'abbiamo scampata

bella, anche se...

Eclissi di Dio

E poi uno non si dovrebbe sbattezzare?!?!?!?