1/2 panino con salsiccia, 1/2 panino con braciola e 1/2 panino con pancetta innaffiati da montepulciano d'Abruzzo (è un momento west coast) e con l'amico di sempre e compagno di mille battaglie col quale son qui negli studi di Radio Radicale.
Buona pasqua a tutti.
We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
4.14.2006
Dialoghi
[...]
Natura. Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
Islandese. Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.
Natura. Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi.
Islandese. La Natura?
Natura. Non altri.
Islandese. Me ne dispiace fino all'anima; e tengo per fermo che maggior disavventura di questa non mi potesse sopraggiungere.
Natura. Ben potevi pensare che io frequentassi specialmente queste parti; dove non ignori che si dimostra più che altrove la mia potenza. Ma che era che ti moveva a fuggirmi?
il resto qui
Natura. Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
Islandese. Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.
Natura. Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi.
Islandese. La Natura?
Natura. Non altri.
Islandese. Me ne dispiace fino all'anima; e tengo per fermo che maggior disavventura di questa non mi potesse sopraggiungere.
Natura. Ben potevi pensare che io frequentassi specialmente queste parti; dove non ignori che si dimostra più che altrove la mia potenza. Ma che era che ti moveva a fuggirmi?
il resto qui
BarIcco
Stamani mattina, in un barrettino dove ogni tanto mi fermo a fare colazione, anzi prima colazione (anche perche' cappuccio+brioscia+bicchierdaqqua=€1.40), e' entrato Alessandro Baricco.
Mentre stavo assaporando il mio bombolone inzuccherandomi tutta la barba entra uno che ordina un cappuccio e si fionda verso lo scaffale sotto la cassa e con gesto automatico preleva un pacchetto di... P A V E S I N I!!! Il solerte barista gli prepara, altrettanto automaticamente, anche un bicchier d'acqua gasata. Nel mentre che il maestro inizia a rifocillarsi entra una tipa, mooooooolto de sinistra, tutta vestita color malva capello scuro riccio con sciarpe sciarpette e borsa di cuoio e ordina anch'ella un cappuccio. Resasi conto di cotanta vicinanza, lo importuna con "e' un onore fare colazione accanto a lei", il maestro, finalmente riconosciuto da almeno un avventore, sorridendo la ringrazia con un "gomito a gomito". La tipa gli chiede qualcosa a proposito della salute e lui "meglio grazie, sono stato operato" indicando un piede.
Rotto il ghiaccio che ti fa il Baricco? "ma tu abiti da queste parti? non ti avevo mai vista" e lei "lavoro in un centro di studi eccetera eccetera". Finita la mia ottima ciambella m'e' tornato in mente il lapidario "misto terital" a recensione del romanzo "Seta" del nostro. Confermo.
Mentre stavo assaporando il mio bombolone inzuccherandomi tutta la barba entra uno che ordina un cappuccio e si fionda verso lo scaffale sotto la cassa e con gesto automatico preleva un pacchetto di... P A V E S I N I!!! Il solerte barista gli prepara, altrettanto automaticamente, anche un bicchier d'acqua gasata. Nel mentre che il maestro inizia a rifocillarsi entra una tipa, mooooooolto de sinistra, tutta vestita color malva capello scuro riccio con sciarpe sciarpette e borsa di cuoio e ordina anch'ella un cappuccio. Resasi conto di cotanta vicinanza, lo importuna con "e' un onore fare colazione accanto a lei", il maestro, finalmente riconosciuto da almeno un avventore, sorridendo la ringrazia con un "gomito a gomito". La tipa gli chiede qualcosa a proposito della salute e lui "meglio grazie, sono stato operato" indicando un piede.
Rotto il ghiaccio che ti fa il Baricco? "ma tu abiti da queste parti? non ti avevo mai vista" e lei "lavoro in un centro di studi eccetera eccetera". Finita la mia ottima ciambella m'e' tornato in mente il lapidario "misto terital" a recensione del romanzo "Seta" del nostro. Confermo.
4.13.2006
Marche (Perduche) del pessimismo cosmico
Passata è la tempesta (che poi vuol dire lunga serie di riunioni fumose) Odo augelli far festa, e la gallina, / Tornata in su la via, / Che ripete il suo verso. Chissà se di tempesta si è veramente trattato - troppo spesso ho avuto la sensazione che chi mi presentasse, accompagnasse e circondasse fosse in tutt'altre faccende affaccendato e interessato - certo è che è passata (ah, tra le altre cose, mentre aspettavo i risultati, o meglio l'ennesima lotteria delle proiezioni, ad Ancona, anzi in Ancona, s'è sentita pure una scossa di terremoto).
A me però 'sto verso ripetuto starebbe iniziando a venire a noia e non perché mi stufi presto delle stesse cose, ma perché noto non tanto uno scollamento tra paese reale e suoi rappresentanti nelle istituzioni, cosa sicuramente esiste, bensì un crescente divario tra il dire e il fare anche tra coloro che sono maggiormente aperti al "nuovo". Della coerenza non me ne frega niente, ma dell'onestà intellettuale invece si...
E fieramente mi si stringe il core, / A pensar come tutto al mondo passa, / E quasi orma non lascia.
(continua...)
A me però 'sto verso ripetuto starebbe iniziando a venire a noia e non perché mi stufi presto delle stesse cose, ma perché noto non tanto uno scollamento tra paese reale e suoi rappresentanti nelle istituzioni, cosa sicuramente esiste, bensì un crescente divario tra il dire e il fare anche tra coloro che sono maggiormente aperti al "nuovo". Della coerenza non me ne frega niente, ma dell'onestà intellettuale invece si...
E fieramente mi si stringe il core, / A pensar come tutto al mondo passa, / E quasi orma non lascia.
(continua...)
La cena dei trombati
Ieri sera, con tanti altri amichetti miei, cena dei trombati a base di antipasti di verdure miste e abbacchio. Tra un'eterogenesi dei fini e un carciofo alla romana s'e' discusso di molto scoprendo che oggi i liberali stanno a sinistra e i socialdemocratici a destra... Poi tra toscanelli al caffe' e variegato alle creme, ahime' annaffiato da limoncello (che fa molto fine anni Novanta, gli anni della lotta comune) c'e' anche chi ha azzardato profezie. Le teniamo gelosamente custodite per un domani come quell'inedito su Andrea Lilio...
no 1984
Il Trusted Computing, o più brevemente TC, (informatica fidata) è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più 'sicuri'. Il TC è promosso dal consorzio TCG, composto dalle principali compagnie informatiche internazionali. In sostanza, grazie a questo sistema, i computer potrebbero consentire soltanto l'accesso o l'esecuzione di software specificamente autorizzato. Secondo Richard Stallman, informatico di fama mondiale, «In passato si sono avuti problemi isolati per via di queste caratteristiche. Il trusted computing renderà tali fenomeni pervasivi. Un nome più appropriato potrebbe essere treacherous computing (informatica infìda), proprio perché il progetto è quello di far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario». Per saperne di più no1984.org.
Chi difende le libertà digitali?
Dal Trusted Computing alla data retention europea, dalla legge Urbani alle esigenze delle nuove corporation: a cosa sta andando incontro la rete? Cosa si aspetta il cittadino digitale? Punto Informatico ne parla con Marco Calamari, un altro amichetto mio.
4.12.2006
Marche (Perduche) "l'Italia in una regione", prima prima
In barba al gomito a gomito, alla faccia del culompiombismo e della mancanza di soldi, per le ultime tre settimane della mia vita ho girato e rigirato (a volte) senza sapere dove andare per le Marche, perché come si dice, c'è (tanto) bisogno di riforme laiche e liberali in questo paese. Sul perché le Marche non sto a dire - essendo io, per certi versi un d'annunziano adotto il "cosa fatta capo ha" e quindi stabilito il da farsi lo faccio per quanto posso.
Le Marche non le conoscevo, e sfido chiunque non vi provenga, via abbia amici e/o parenti ovvero rechi in vacanza a sostenere il contrario. Una volta conosciutele però, devo dire che meritano di essere visitate: si magna, si beve, si vedono tante belle cos(c)e e s'imBarano tanDi bei dialetti; eppoi ci sono i marchigiani, anzi, nel caso specifico del mondo radicale, le marchigiane.
Ebbene si, forse unico caso in tutta Italia, l'asse portante del pensiero e dell'azione radicale nelle Marche è "rosa". Ma non vi crediate che per questo sia "patrimonio" da salvaguardare con quote eccetera, tutt'altro! Non farò i nomi perché nel Perdukistan si rispetta la privacy, ma posso dire che, non ci fossero state loro, non solo non ci sarei rimasto io, ma non ci sarebbe manco quel piccolo presidio di libertà e allegria in una regione che in quanto a liberalità sta messa maluccio, donde lo slogan pubblicitario "l'Italia in una regione". Certo avrei potuto trovare qualcosa in più dal punto di vista tecnologico (questa campagna elettorale, che non ricorderò per una colonna sonora ben precisa, la ricorderò sicuramente per il low tech che l'ha caratterizzata) ma a collegio donato non si guarda in bocca.
Scelta, grazie alla generosa e calda (almeno 21°) ospitalità, la base delle operazioni nel piceno - dove oltre alle squisite olive, specie se di produzione famigliare e consumazione in piazza, si gusta anche un sincero e sottovalutato rosso nonché un gradevole bianco - le incursioni sulla costa e nel nord son state a cadenza quotidiana per predicare antiproibizionismo e anticlericalismo a chi pareva essere particolarmente spaventato dalla nomea dei radicali, dalla loro eccessività o forse... ehm.. lasciamo perdere.
Qunici il mare e quindi il monte mi hanno accompagnato nelle puntate nordiste. All'andata nel meriggio uno a destra e l'altro a sinistra (essendo io occidentale, e non solo per affinità politica, ero piuttosto spiazzato coi punti cardinali, quindi no east no west) al ritorno nelle tenebre l'inverso. In una ventina di giorni la "mia" auto blù s'è bevuta quattro pieni macinando quasi 1.500 km di autostrada e strade statali che si son distinte per un disegno criminale che in tutta la regione le accomuna ponendo lo svincolo utile sempre al termine di una curva cieca a gomito! quindi occhi ai cartelli, ma anche ai marchigiani che guidano coi cappelli.
Nel viaggiare l'unico accompagnamento costante era Radio Maria. Lennon & McCartney cantavano "Lady madonna "children at your feet / Wonder how you manage to make ends meet / Who find the money when you pay the rent / Did you think that money was heaven sent. In questo caso money was not heaven sent, anzi! Sarà cosa buona e giusta studiare per filo e per segno da dove arrivino i soldi per questa radio reazionaria e trarne le necessarie conseguenze di iniziativa politica liberale, liberista e libertaria.
Povera Lady Madonna, se solo sapesse che diamine di culto si son inventati, tornerebbe di corsa a farsi restituire, per ri-distribuirlo (che volete la vicinanza coi socialisti un po' inizia a farsi sentire) il maltolto. A parte le voci che rincitrulliscono di monotonia e stronzate notte e dì i radioascoltatori, c'è da notare che i preti della radio di Erba non si siano fatti mancare niente nella loro campagna contro la "rosa in pugno" (così l'hanno chiamata per 10 giorni consecutivi). Quanto livore, signora mia, e tutto in nome della mamma di gesù, livore per giunta da me ascoltato passando in su e giù per Loreto (cittadina guidata da un Sindaco dello SDI che passa per essere il secondo santuario al mondo in quanto a presenze dopo Lourdes) quanta povertà di spirito per accompagnare la ricchezza dei mercanti nel tempio. Questi sanno perfettamente quello che fanno...
(continua)
Le Marche non le conoscevo, e sfido chiunque non vi provenga, via abbia amici e/o parenti ovvero rechi in vacanza a sostenere il contrario. Una volta conosciutele però, devo dire che meritano di essere visitate: si magna, si beve, si vedono tante belle cos(c)e e s'imBarano tanDi bei dialetti; eppoi ci sono i marchigiani, anzi, nel caso specifico del mondo radicale, le marchigiane.
Ebbene si, forse unico caso in tutta Italia, l'asse portante del pensiero e dell'azione radicale nelle Marche è "rosa". Ma non vi crediate che per questo sia "patrimonio" da salvaguardare con quote eccetera, tutt'altro! Non farò i nomi perché nel Perdukistan si rispetta la privacy, ma posso dire che, non ci fossero state loro, non solo non ci sarei rimasto io, ma non ci sarebbe manco quel piccolo presidio di libertà e allegria in una regione che in quanto a liberalità sta messa maluccio, donde lo slogan pubblicitario "l'Italia in una regione". Certo avrei potuto trovare qualcosa in più dal punto di vista tecnologico (questa campagna elettorale, che non ricorderò per una colonna sonora ben precisa, la ricorderò sicuramente per il low tech che l'ha caratterizzata) ma a collegio donato non si guarda in bocca.
Scelta, grazie alla generosa e calda (almeno 21°) ospitalità, la base delle operazioni nel piceno - dove oltre alle squisite olive, specie se di produzione famigliare e consumazione in piazza, si gusta anche un sincero e sottovalutato rosso nonché un gradevole bianco - le incursioni sulla costa e nel nord son state a cadenza quotidiana per predicare antiproibizionismo e anticlericalismo a chi pareva essere particolarmente spaventato dalla nomea dei radicali, dalla loro eccessività o forse... ehm.. lasciamo perdere.
Qunici il mare e quindi il monte mi hanno accompagnato nelle puntate nordiste. All'andata nel meriggio uno a destra e l'altro a sinistra (essendo io occidentale, e non solo per affinità politica, ero piuttosto spiazzato coi punti cardinali, quindi no east no west) al ritorno nelle tenebre l'inverso. In una ventina di giorni la "mia" auto blù s'è bevuta quattro pieni macinando quasi 1.500 km di autostrada e strade statali che si son distinte per un disegno criminale che in tutta la regione le accomuna ponendo lo svincolo utile sempre al termine di una curva cieca a gomito! quindi occhi ai cartelli, ma anche ai marchigiani che guidano coi cappelli.
Nel viaggiare l'unico accompagnamento costante era Radio Maria. Lennon & McCartney cantavano "Lady madonna "children at your feet / Wonder how you manage to make ends meet / Who find the money when you pay the rent / Did you think that money was heaven sent. In questo caso money was not heaven sent, anzi! Sarà cosa buona e giusta studiare per filo e per segno da dove arrivino i soldi per questa radio reazionaria e trarne le necessarie conseguenze di iniziativa politica liberale, liberista e libertaria.
Povera Lady Madonna, se solo sapesse che diamine di culto si son inventati, tornerebbe di corsa a farsi restituire, per ri-distribuirlo (che volete la vicinanza coi socialisti un po' inizia a farsi sentire) il maltolto. A parte le voci che rincitrulliscono di monotonia e stronzate notte e dì i radioascoltatori, c'è da notare che i preti della radio di Erba non si siano fatti mancare niente nella loro campagna contro la "rosa in pugno" (così l'hanno chiamata per 10 giorni consecutivi). Quanto livore, signora mia, e tutto in nome della mamma di gesù, livore per giunta da me ascoltato passando in su e giù per Loreto (cittadina guidata da un Sindaco dello SDI che passa per essere il secondo santuario al mondo in quanto a presenze dopo Lourdes) quanta povertà di spirito per accompagnare la ricchezza dei mercanti nel tempio. Questi sanno perfettamente quello che fanno...
(continua)
4.11.2006
4.10.2006
E sempre lo sarà
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare
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