2.23.2006

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2.21.2006

Luca Coscioni "antiproibizionismo nella scienza e un caso concreto"

Credo che il modo migliore per ricordare Luca Coscioni sia quello di lasciargli la parola. Come molti radicali la prima volta che mi sono accorto di Luca e' stato durante la campagna per l'elezione on-line di una quota dei membri del Comitato di Coordinamento dei Radicali. Nelle poche righe della presentazione della sua candidatura Luca oltre a proporre il suo caso concreto annunciava che, qualora eletto al Comitato, si sarebbe impegnato sull'antiproibizionismo nella scienza.

Quel caso e' diventato talmente concreto che i radicali per cinque anni hanno fatto della lotta per la liberta' della ricerca uno degli obiettivi delle loro mobilitazioni nazionali e transnazionali. Una lotta che, proprio perche' per la liberta', e' anche sempre stata una lotta per il rispetto della legalita' e l'affermazione della democrazia.

Ciao Luca

Presentazione del candidato Luca Coscioni membro della lista Radicali3000 animata da Gaetano Dentamaro.


Luca Coscioni: Antiproibizionismo nella scienza: alcune riflessioni e un caso concreto

Professione: Dottore di Ricerca

Sono Luca Coscioni, ho 33 anni, vivo a Orvieto, in Umbria. Sono sposato con Maria Antonietta Farina, formidabile compagna di vita e di battaglie. Sono iscritto al Partito Radicale Transnazionale da due soli anni. Sono laureato in economia e commercio e dottore di ricerca in economia ambientale. Ho insegnato politica economica alla Facoltà di economia di Viterbo. Sono stato consigliere comunale di minoranza al Consiglio comunale di Orvieto e capogruppo della Lista (civica) "Per Orvieto". Sono stato uno dei candidati della Lista Bonino alle elezioni regionali del 16 aprile 2000 (regione Umbria)e ho ottenuto 179 preferenze (magra consolazione!). Attualmente, sono impegnato nella lotta quotidiana alla sclerosi laterale amiotrofica, malattia che mi colpito nel 1995, nonché nella militanza radicale, non solo telematica. Infine, sono il responsabile di una associazione di tutela dei diritti del malato.

Iscritto al Partito radicale: Sì
Sostegno

Sostengono la mia candidatura: amici, parenti, conoscenti, radicali e non radicali.
Programma

Il mio programma può essere riassunto in una parola: antiproibizionismo. In particolare, qualora fossi eletto, mi presenterei come sostenitore e portavoce, in seno al Comitato di coordinamento, dell'antiproibizismo nella scienza.

Come potranno gli elettori controllare che tu mantenga i tuoi impegni?

Seguendo su Radio radicale o sul sito multimediale di Radio radicale, attraverso internet, in diretta audio-video, le riunioni del Comitato di coordinamento.
Perché gli elettori dovrebbero votare proprio te?

E perché non dovrebbero?

Antiproibizionismo nella scienza: alcune riflessioni e un caso concreto

From: Luca Coscioni Tipo: Sottoscrivo la presentazione e mi candido Date: 29 Oct 2000 Time: 02:53:16

Ho deciso di sottoscrivere la lista di Gaetano Dentamaro e di candidarmi in essa.
Segue il mio intervento sul forum dei radicali.

Lista (aperta) antiproibizionista sulla scienza, sulle droghe, sui diritti individuali, religiosi, politici, economici e sessuali
Propongo una lista antiproibizionista aperta.

Si tratta di una lista che intende formarsi interamente in rete, sia per quanto concerne il programma, gli obiettivi e gli strumenti che per la individuazione dei candidati. Scopo di tale lista è quello di portare in seno al nuovo Comitato di coordinamento dei radicali, eletti che intendano sostenere la posizione antiproibizionista, indipendentemente da quelli che saranno gli orientamenti del Comitato di coordinamento e le scelte della Direzione per le prossime elezioni politiche.

Presumo che potranno essere interessati alla costituzione di tale lista, da un lato, quanti sentono propria la posizione antiproibizionista, dall’altro, quanti non hanno ancora scelto dove (e come) collocarsi rispetto ai due poli. L’idea di far nascere una lista antiproibizionista aperta, che potesse partecipare alle prossime elezioni online, è maturata in me anche riflettendo sulla recente decisione del Parlamento europeo di opporsi alla clonazione terapeutica. Si tratta di un atto molto grave e decisamente inaccettabile per milioni di malati, colpiti da patologie incurabili e, spesso, mortali, che evidenzia come il proibizionismo abbia nuovamente trovato, nella scienza, terreno fertile, sul quale diramare le proprie radici di morte.

Sono due i principali sviluppi scientifici che rischiano di essere bloccati o, comunque, rallentati dal proibizionismo nella scienza: le nuove bio-tecnologie in campo agro-alimentare e la clonazione terapeutica. Concentriamoci sulla clonazione umana per fini terapeutici, argomento questo che meglio consente di comprendere la portata delle nuove tecnologie in campo medico. Si stima che l’impiego di cellule staminali clonate potrebbe guarire 500 milioni persone o, nella peggiore delle ipotesi, migliorare enormemente la qualità della loro vita. Tra questi 500 milioni di donne e uomini, vecchi e bambini, ci sono anche io. E qui vorrei brevemente riportare un caso concreto e vivente, il mio appunto, per mostrare le grandi potenzialità della clonazione terapeutica.

Cinque anni fa, sono stato colpito da sclerosi laterale amiotrofica, malattia che colpisce i motoneuroni, le cellule che controllano la muscolatura volontaria. Tale malattia porta alla morte, generalmente, per paralisi dei muscoli respiratori, nel giro di 3-5 anni, mediamente. Tuttavia, la morte non è la cosa peggiore che possa capitare a chi si imbatte nella sclerosi laterale amiotrofica. Di gran lunga peggiore, almeno per me, è il fatto di dover comunicare per iscritto o tramite un sintetizzatore vocale, dato che, in tale patologia, sono interessati anche i muscoli che rendono possibile il parlare. Questa non rara forma di sclerosi colpisce, nei paesi avanzati, una persona su diecimila.

Ora, con la clonazione terapeutica, si sono aperte le porte della speranza per decine di migliaia di persone affette, nel mondo, da sclerosi laterale amiotrofica, che, oltre ad avere salva la vita, potrebbero anche ottenere un deciso miglioramento del loro stato di salute. Considerazioni analoghe valgono per il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson, il diabete, il lupus, la sclerosi multipla…. Evidentemente, l’antiproibizionismo sulla scienza non esaurisce gli obiettivi della lista da me proposta, ma ha costituito uno spunto dal quale ho deciso di prendere le mosse, anche a causa di una esperienza personale tutt’altro che piacevole.
Top

Chi fosse interessato a candidarsi e/o a sostenere questa lista antiproibizionista aperta può intervenire sul forum o scrivermi al seguente indirizzo di posta elettronica:

lcoscion@tiscalinet.it

Un saluto a tutti, Luca Coscioni

2.20.2006

le ultime parole di Luca Coscioni

Giovedi 16 febbraio Luca Coscioni ha fatto la sua ultima apparizione pubblica, in voce. Questo è il suo messaggio alla sessione d'apertura della prima riunione del Congresso Mondiale per la libertà della Ricerca Scientifica.

"Questo primo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si colloca in un momento particolarmente difficile della mia esistenza.

Non che non ce ne siano stati altri, in passato di meno crudeli.

Ma la coscienza del tempo della vita, della sua libertà, della dignità umana e del limite oltre il quale non andare, producono pensieri e sentimenti inaccettabili ed inaccessibili.

La sclerosi laterale amiotrofica non limita le facoltà dell'intelletto, rende lucida la coscienza di sentire la disperazione e la paura del tempo della vita.

Tempo che si restringe violentemente e che mi costringe a porre l'urgenza, del prezzo che milioni di persone in tutto il mondo stanno pagando e dovranno pagare, per una cultura di potere, di classe, e non solo politica, impregnata di dogmi e pregiudizi antiscientifici, che tagliano fuori il sapere scientifico, che tagliano fuori le libertà personali di disporre della conoscenza.

La partita in gioco è troppo alta per lasciar passare del tempo, altro tempo.

Il tempo nel quale ciascuno di noi, e mi rivolgo in particolar modo a quella parte di comunità scientifica presente a questo appuntamento, che come strumento di scienza, può divenire lo strumento di azione e di diritto a livello nazionale ed internazionale, a servizio del valore e dei contenuti della vita democratica.

Si perché è proprio la democrazia, ad essere messa in discussione, quando l'acquisizione del sapere, risorsa inesauribile per la sopravvivenza dell'umanità, come luogo di discussione e di libertà su temi che riguardano direttamente la vita, la morte, la salute, la qualità della vita degli individui, é negata ad essa.

Le scelte politiche che non si avvedono di questo rischio, riducono il significato stesso della politica e questa ultima diviene semplicemente e tragicamente partitocrazia.

Per me, per l'Associazione che porta il mio nome, invece, la politica, nel bene o nel male, è vita o morte, civiltà o violenza.

Alla violenza di questo cinico proibizionismo sulla ricerca scientifica, sui diritti fondamentali dei cittadini, ho risposto con il mio corpo che molti, forse, avrebbero voluto ridurre ad una prigionia senza speranza, e rispondo oggi, con la mia sete d'aria, perché è il respiro a mancarmi, che è la mia sete di verità, la mia sete di libertà.

Buon Congresso, ho concluso."

ciao Luca

Stamani alle 11 Luca Coscioni è morto nella sua casa di Orvieto. Luca era presidente dell'Omonima Associazione e di Radicali italiani. Giovedì 16 Febbraio Luca Coscioni aveva inaugurato con un video messaggio i lavori della prima riunione del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica. Lascia a continuare la sua lotta la moglie Maria Antonietta.