Voglio tornare sulla questione "droghe" che una delle poche che suscita dibattito nel Perdukistan. Concordo con Malu che ritiene di piccolo cabotaggio, lei li qualifica come egoismi, le richieste di legalizzazione della coca ma non della cocaina, o della marihuana e non delle "droghe pesanti", e concordo perche' ritengo che il problema da prendere in considerazione non siano le sostanze bensì le misure con cui le si vogliono regolamentare. Infatti la necessita' di regolamentazione non deriva dalla loro pericolositaà bensi', come qualsiasi altra cosa, dalla ricerca di regole (possibilmente minime) che aiutino ad affrontare fenomeni che interessano la "società".
In questo contesto chi vuol consumare consuma chi non vuole non consuma ma nessuno va in galera, almeno fino a quando non si violano i diritti altrui. Allo stesso tempo credo però che la vittoria di Morales alle elezioni, con un fortissimo mandato popolare, possa far partire dal basso, basso nel senso del popolo e basso perché la Bolivia è uno dei paesi più poveri del mondo, un processo che potrebbe mettere in discussione tutto l'impianto proibizionista che si basa sulle tre convenzioni in materia di droghe. Per far questo, più che prevedere scenari dietrologici di ritorno di bolivarismi e imperi andini del tempo che fu, occorre sostenere quanto di buono per le Ande tanto quanto per il resto del mondo, può venir fuori dalla proposta di riclassificare la foglia di coca, non solo, e non tanto, perché si tratta di una foglia medicinale che da secoli è parte integrante di riti sciamanici, sacri e civili di decine di popolazioni indigene, ma anche perché, dopo oltre quaranta anni di proibizione criminogena, occorre avviare una valutazione dei risultati delle legge che son derivate dalle tre Convenzioni ONU in materia di stupefacenti per contribuire alla crescita in positivo del governo del fenomeno relativo alla loro produzione, consumo e commercio per attraverso una regolamentazione legale, piuttosto che riaffermare la violenza e morte rappresentate dal "controllo" proibizionista.
Anche in questo si gioca buona parte delle riforme possibili del sistema internazionale che oggi si chiama ONU.
We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
2.02.2006
1.31.2006
1.30.2006
Interviewing Marco Perduca
We [at the Users Voice] decided to learn more about what neo-liberalism, capitalism and anti-prohibitionism are. Here MARCO PERDUCA, member of the Transnational Radical Party/TRP, an Italian gent if I may say so, explains it all most articulately...
Viva filibusta telematica purche' nonviolenta. Si' a summit tra "pirati" e "naufraghi" della rete
"Varie voci nella rete denunciano la mancanza di chiarezza da parte del programma dell'Ulivo in merito a varie questioni telematiche, a partire dal peer to peer per finire alle cosiddette "proprieta' intellettuali". Tra queste spicca quella di Carlo Gubitosa, fondatore di PeaceLink che pensa a un "partito Europeo dei pirati con varie federazioni nei singoli stati membri [europei]" e lancia appello "per vedere se c'è in ascolto qualcuno che vuole legalizzare lo scambio di musica e video in rete senza scopo di lucro, o dare piena legittimazione alle TV di quartiere che oggi rischiano condanne penali, oppure affermare il diritto alla riservatezza nelle comunicazioni elettroniche contro bavagli e sequestri repressivi, o magari trasformare in carta straccia tutti i brevetti che impediscono di produrre farmaci salvavita anti-Aids".
"La Rosa nel Pugno, che nel documento di Fiuggi ha dedicato un terzo dei suoi 31 punti a questioni di e-democracy, e' da quasi dieci anni attenta alle dinamiche e politiche delle, nella e per la rete: al Parlamento europeo grazie al lavoro di Marco Cappato, all'interno del sistema delle Nazioni unite con la partecipazione del Partito Radicale Transnazionale alla preparazione del Summit mondiale della societa' dell'informazione di Tunisi. Proponiamo a Gubitosa e a tutti i membri della filibusta telematica - nonche' a tutti i naufraghi delle varie caravelle politiche - un incontro al fine di definire modi e tempi dell'arrembaggio telematico nonviolento in vista delle prossime elezioni politiche.
"La Rosa nel Pugno, che nel documento di Fiuggi ha dedicato un terzo dei suoi 31 punti a questioni di e-democracy, e' da quasi dieci anni attenta alle dinamiche e politiche delle, nella e per la rete: al Parlamento europeo grazie al lavoro di Marco Cappato, all'interno del sistema delle Nazioni unite con la partecipazione del Partito Radicale Transnazionale alla preparazione del Summit mondiale della societa' dell'informazione di Tunisi. Proponiamo a Gubitosa e a tutti i membri della filibusta telematica - nonche' a tutti i naufraghi delle varie caravelle politiche - un incontro al fine di definire modi e tempi dell'arrembaggio telematico nonviolento in vista delle prossime elezioni politiche.
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