1.26.2006

Grazie a Fini, Italia repubblica sovietica da Stato padre-padrone

In una dichiarazione rilasciata poco fa a margine di un convegno il Ministro Fini ha sostenuto che non puo' esistere il “diritto di drogarsi” e che sia “innegabile che chi assume delle sostanze stupefacenti crea dei danni ed e' giusto che lo Stato sanzioni amministrativamente il consumo personale”. Ammesso, e comunque non concesso, che non possa esistere la facolta', regolamentata per legge, di assumere sostanze che possono produrre effetti psico-fisici di vario tipo – e il fumatore Fini dovrebbe ben saperlo - quanto oggi e' stato adottato dal Senato rappresenta l'ultimo esempio di un'impostazione filosofica generale della Casa delle Liberta' per cui il cittadino deve essere tutelato soprattutto da se' stesso perche' considerato incapace di intendere cio' che e' “bene” o “male” e volere scegliere liberamente cio' che ritiene piu' opportuno per la propria esistenza.

Fini ha inoltre aggiunto che “nessuno finira' in galera per uno spinello” proprio perche' il Governo “vuole distinguere l' uso personale dallo spaccio” e che “e' arrivato il momento di fare un'inversione di tendenza rispetto alla filosofia che dopo quello sciagurato referendum aveva ispirato alcuni”. Fini sa bene che la filosofia che aveva ispirato il referendum radicale del 1993 - unico caso al mondo di modifica per decisione popolare di legge sulla droga - era quella antiproibizionista per cui si vuole passare da un controllo (fallimentare) attraverso la proibizione delle “droghe” a una regolamentazione attraverso la legalizzazione: impostazione recentemente riaffermata nel progetto di legge presentato dall'onorevole Buemi della Rosa nel Pugno.

Fini ben sa inoltre che l'esito del referendum non e' mai stato applicato appieno (come sistematicamente avviene in Italia a seguito di modifiche legislative) ma che comunque ha consentito, tra le altre cose, di diminuire le morti per overdose nonche' evitare sanzioni penali per migliaia di italiani colpevoli di aver ingerito sostanze ritenute pericolose. Se e quando queste modifiche Fini-Giovanardi verranno applicate si passera' a un regime degno della peggiore repubblica sovietica dove lo stato Padre che impone “modelli di vita” (anche ultraterrena) sara' anche padrone delle scelte di ingestione dei propri cittadini/figli.

amassando elezioni su elezioni...

... ogni tanto ci scappa la (brutta) sorpresa. Forse alle volte sarebbe meglio ancorare l'entusiasmo per la deliberazione del popolo sovrano a un dibattito che tenti di parlare di politica e non solo di distruzione, terrorismo, regno dei cieli o corruzione. Almeno non ci son stati (troppi) scontri

Dal Palazzo di vetro 2

Dopo un paio di domande poste in modo sovieticamente burocratico o buracricamente sovietico (fate voi) alle quali e' stato risposto a tono, il rapporto quadriennale 1999-2003 relativo alle attivita' del Partito Radicale all'ONU e' stato finalmente adottato. Il Vietnam ha dichiarato che i radicali non meritano di essere affiliati alle Nazioni unite perche' lottano contro la sicurezza e l'integrita' territoriale di alcuni stati. (continua)

1.25.2006

Dal Palazzo di vetro

Bloggo dal sottosuolo del Palazzo di vetro dove si tiene la riunione del Comitato sulle organizzazioni non-governative che discute, da diverso tempo, delle iniziative del Partito radicale transnazionale all'ONU. In un altro post entero' nel merito del dibattito, prima un minimo di background.

Il comitato sulle ONG e' composto da 19 paesi e come compito avrebbe quello di concedere l'affiliazione al Consiglio economico e sociale delle Nazioni unite attraverso qualcosa che si chiama status consultivo nonche' di monitorare il rispetto da parte delle organizzazioni non-governative delle norme codificate in una risoluzione che ne stabilisce "diritti" e "doveri" all'ONU. Nei fatti questo comitato e' diventato un luogo dove le ONG vengono sistematicamente attaccate per il loro operato, tanto all'interno quanto al di fuori delle Nazioni unite, nel tentativo di indebolire vieppiu' le occasioni di denuncia di violazioni dei dritti umani in tutto il mondo.

Al Palazzo di vetro le decisioni son prese all'uninimita', in questo Comitato invece si assiste spesso a voti che dividono i presenti con schieramenti che ricordano molto di piu' Yalta che Doha. Nella stragrande maggioranza dei casi le presunte violazioni delle norme della risoluzione 1996/31 sono totalmente prive di fondamento e nell'accertare le eventuali responsabilita' vengono istruiti veri e propri processi dove il procuratore, la difesa e la giuria son impersonati dagli stessi delegati dei 19 paesi membri.

Secondo una recente ulteriore deriva intimidatoria quei paesi che ritengono di essere al centro di iniziative "politiche" da parte delle ONG utilizzano tutti i meccanismi previsti dalla risoluzione 96/31 per tenere sotto pressione costante le ONG. Ultima tra le tendenza di questo tipo, quella di porre decine e decine di domande in merito alle iniziative elencate nel rapporto quadriennale (da redarsi in non piu' di quattro pagine) che le organizzazioni devono presentare per documentare le proprie attivita' all'interno del sistema onusiana.

Il PRT e' all'ordine del giorno perche' nella sessione del giugno 2005, in sede di adozione del rapporto circa le iniziative radicali all'ONU dal 1999 al 2002, la Federazione russa e la Cina hanno posto domande relative alle attivita' a favore della risoluzione politica del conflitto russo-ceceno nonche' all'uso della terminologia nei documenti che appaiono su RadicalParty.org.

Presidente di questa sessione e' la Colombia. (continua...)

C'e' amore e amore

Oggi, per commemorare degnamente l'aniversario della conversione di San Paolo, Benedetto XVI ha annunciato l'ultimazione della sua pima enciclica che verra' resa pubblica tra qualche giorno - pare che vi si parli principalmente d'amore. Nel Perdukistan - terra di tanti poeti, navigatori e tanto amore - ci s'associa invece alle celebrazioni (anche se non si pasteggera' a Scotch and haggis) dello scoto Burns day con altro amore.

Quando si dice la carita' cristiana

...

Let the show begin

Da oggi anche i cinesi potranno gugolare, quel che ci troveranno pero' resta tutto da dimostrare.

1.24.2006

L'identità digitale necessita di certezza del diritto "reale" e "virtuale"

Su Repubblica del 27 dicembre scorso, Stefano Rodotà terminava il suo intervento sulla "Rete invisibile che avvolge l'Europa" chiedendosi se i programmi dei partiti che parteciperanno alle prossime elezioni politiche italiane si occuperanno delle questioni relative alla minaccia della creazione di una "nazione dei sospetti".

Tra i 31 punti coi quali è stato avviato a Fiuggi nel settembre scorso il processo di integrazione tra radicali e socialisti che ha portato alla nascita della "Rosa nel Pugno" ve ne sono almeno 10 che riguardano la Rete. In vista delle prossime elezioni i laici, socialisti, liberali e radicali del nuovo soggetto elettorale hanno voluto rovesciare l'approccio fino a oggi utilizzato nelle politiche di "controllo della rete" e dei suoi naviganti passando dalle misure emergenziali dell'antiterrorismo - o gli allarmismi sensazionalistici della denuncia della promozione della pedofilia, pornografia e droghe agitate dai vari Catone del terzo millennio che stanno minando la libertà della e nella rete - all'affermazione dei diritti digitali in un contesto di effettivo ed efficace stato di diritto liberale e garantista.


Nel suo intervento il Professor Rodotà riassumeva e denunciava molto efficacemente alcuni degli aspetti più preoccupanti dell'invasione nella privacy degli europei a seguito dell'adozione di misure continentali basate sull'esperienza statunitense. Dall'inizio di dicembre infatti, in ossequio alla lotta al terrorismo - ma anche alla lotta alla cyber-pirateria - si è decretata per gli stati dell'UE la conservazione dei dati relativi al traffico telefonico ed elettronico imponendo questo oneroso esercizio di catalogazione e conservazione da sei mesi a due anni dei numeri e indirizzi di partenza e arrivo dei messaggi - ma non il loro contenuto! - alle compagnie telefoniche o agli inernet provider con evidente rafforzamento dei più ricchi e potenti e la progressiva eliminazione delle piccole e medie imprese. Per quanto si tratti di gravissime violazioni della sfera privata dei cittadini europei, la ritenzione dei dati rappresenta solo un sintomo del tumore illiberale ormai in metastasi in tutta Internet.


La rete invisibile che ci avvolge, e rischia di soffocare senza via di ritorno quegli spazi di libertà ulteriore che avevano invece caratterizzato buona parte dell'alba di internet, necessita di urgenti contrappesi liberali basati su norme certe e applicabili a livello globale per spezzare l'ordito e la trama di una maglia che, come paventa Rodotà, sembra destinata ad avere, come unico sviluppo possibile e accettabile, l'istituzione di quei dipartimenti del pre-crimine che Philip K. Dick oltre 50 anni fa riteneva fossero lo sbocco naturale della tecnologizzazione del governo.


La deriva tecno-burocratica, e quindi anti-liberale, della Rete non riguarda solo la privacy. Infatti da una decina di anni a partire dagli Stati uniti sono state adottate, spesso nel totale silenzio dei media, tutta una serie di misure che col "nobile" fine di tutelare il prodotto dell'intelletto umano stanno rendendo tecnicamente difficile e insopportabilmente onerosa la collaborazione attraverso la rete - criminalizzando lo scambio di dati secondo sistemi di scambio tra pari (peer to peer)- disincentivando la ricerca pura e l'innovazione tout court - aumentando biblicamente la durata dei diritti d'autore nell'era della comunicazione globale e istantanea - e consentendo la brevettazione (o ribrevettazione previi minimi cambiamenti nelle formule) di funzioni di programmi necessari per ricerca e sviluppo.


La salvaguardia delle cosiddette "proprietà intellattuali", oltre a rallentare e caricare di costi ingenti l'innovazione tecnologica aumentando il divario tra ricchi e poveri (di denaro come di idee), sta anche andando a colpire uno dei cardini del pensiero liberal-democratico classico minando subdolamente - con conseguenze da "esproprio tecnologico" ancora tutte da scoprire - la proprietà privata di lockiana definizione arrivando a dare primazia alle proprietà sui beni immateriali rispetto a quelli materiali (per esempio qualsiasi oggetto operato da un software proprietario non può essere manomesso dal suo legittimo e legale proprietario, anche per fini non commerciali, senza il permesso del produttore perché si infrangerebbero i diritti di "proprietà intellettuali" tutelati dal brevetto del programma).


Se a tutto questo si aggiunge il fatto che presto ogni transazione "virtuale" potrebbe essere rintracciabile nella Rete grazie a un bollino elettronico (tag) e che molti prodotti "reali" potrebbero essere dotati di un'identità a radiofrequenze (RFID) individuabile e rintracciabile anche dopo l'acquisto, la profezia orwelliana di uno stato di polizia alla 1984 si potrebbe finalmente compiere.


La piattaforma digitale della Rosa nel Pugno vuole porre al centro della riforma politica "virtuale" la e-democracy - la possibilità di agire in rete affermando, certificando e tutelando la propria identità - e non l'e-government - l'impiego delle più recenti tecnologie per consolidare burocrazie e poteri forti. Per far questo, che si tratti di diritti civili e politici o di libertà economiche nel mondo "virtuale" come in quello "reale" occorre porre con decisione l'urgenza del rispetto del principio di legalità che deriva dall'applicazione di norme minime volte all'affermazione dell'individuo con tutte le sue prerogative e responsabilità.


Per avviare quindi quell'alternanza tra centro-sinistra e centro-destra necessaria alla nascita di una politica radicalmente alternativa alla partitocrazia e al consociativismo degli ultimi tre decenni occorrerà riformare prioritariamente non solo la Legge 40 per consentire fecondazione artificiale e ricerca scientifica sulle staminali embrionali, o la ex-Cirielli per avviare una riforma liberale e garantista dell'amministrazione della giustizia, oppure il Ddl Fini-Giovanardi per passare dal controllo proibizionista alla regolamentazione legale delle sostanze stupefacenti, ma anche cancellare la Legge Urbani per decriminalizzare sistemi di collaborazione e condivisione di saperi e beni al fine di aprire ulteriori spazi, anche economici, di libertà legalizzate nella Rete.


La penalizzazione a prescindere di comportamenti e scelte che non arrecano danno fisico o economico ad altri, oltre che promuovere l'idea di una società che va protetta dall'incapacità e impreparazione degli individui ad assumersi le proprie responsabilità, rappresenta uno sbarramento poderoso alla libertà individuale e quindi alla ricerca, all'innovazione, al rispetto di una legge uguale per tutti e una giustizia giusta, tutte cose di cui l'Italia ha un urgente bisogno.





1.23.2006

l'UE segua la via brasiliana alle "proprieta' intellettuali"

Notizie di agenzia riportano che in occasione della visita ufficiale a Bruxelles di Gilberto Gil, diversi Commissari europei gli abbiano espresso “grande ammirazione” in quanto musicista ma anche, e soprattutto, perche' efficace Ministro della cultura brasiliana.

Infatti grazie alle scelte del politico Gil, il suo Ministero ha adottato da un paio d'anni le licenze Creative Commons per tutti i prodotti culturali finanziati col danaro pubblico, andando a consolidare quanto dagli USA si propone contro le poderose limitazioni allo scambio di idee e innovazioni poste dai “diritti d'autore” nonche' alle limitazioni della circolazione delle cultura imposte dalla multinazionali delle telecomunicazioni e dell'intrattenimento col riconoscimento delle cosiddette “proprieta' intellettuali»

La Commissione europea, che presto sara' in visita ufficiale a Brasilia, e che presto dovra' riaffrontare alcune delle questioni relative alle “proprieta' intellettuali” dovrebbe far proprio l'esempio brasiliano, piuttosto che quello proposto dall'Amministrazione Bush, non solo per consentire la libera circolazione delle innovazioni nell'Unione, ma anche al fine di finanziare tutto quanto e' a favore del libero accesso alla cultura nel mondo in via di sviluppo.

L’odore dei soldi intorno ai preti

Zappa sui piedi?

I Don't Like Mondays

Tell me why...