Seppur di colore, delle scomunica a Monsignor Milingo ce ne frega il giusto, mi piaono molto più significative e rilevanti per il futuro dell'umanità quelle della British Libray a proposito dei Digital Rights Management (DRM) che vengono segnalate oggi da Punto Informatico. Secondo Lynne Brindley, chief executive dell'istituzione inglese, è l'assenza di un limite temporale del DRM a porre seri problemi circa la certezza delle norme: "In assenza di un sostanziale aggiornamento delle leggi sul diritto d'autore, che riconoscano le mutate condizioni tecnologiche, la legge diventa un ostacolo. Il DRM è un dispositivo tecnico, ma viene usato in un senso troppo ampio. Non si può aggirare per consentire l'accesso ai disabili o la conservazione, ed è una tecnologia che non scade, come invece fa il diritto d'autore. In effetti, viola le eccezioni previste dalla legge sul diritto d'autore [...] L'attuale battaglia sulla proprietà intellettuale minaccia l'innovazione, la ricerca e la nostra eredità digitale". Ad esempio oggi la legge non consente di copiare suoni o film per la conservazione. Se si toglie alle biblioteche o agli archivi il diritto di fare copie, il Regno Unito rischia di perdere buona parte della propria cultura registrata". Stesso dicasi per qualsiasi altro paese al mondo.
La questione è stata sollevata all'interno del congresso del Labour conclusosi ieri dove la British Library, alla presenza di rappresentanti delle multinazionali dell'IT, ha lanciato un manifesto con lo slogan "Fee or Free?" (a pagamento o libero?) . Eccone i punti qualificanti:
- Le attuali eccezioni e limitazioni previste dalle leggi sul diritto d'autore devono essere estese affinché comprendano senza ambiguità anche il mondo digitale;
- Le licenze che forniscono accesso ai materiali digitali non possono cancellare eccezioni e limitazioni da sempre invalse come il fair dealing (ovvero la copia non autorizzata a fini di studio, ricerca, critica o segnalazione senza scopi commerciali);
- Il diritto di copiare materiali a fini di conservazione, un dovere essenziale per tutte le biblioteche centrali, dovrebbe essere esteso a tutte le opere protette da diritto d'autore;
- La durata del diritto d'autore per le registrazioni audio non dovrebbe essere estesa senza una prova empirica dei benefici che ciò comporta e senza la dovuta considerazione delle esigenze della società nel suo complesso;
- Adottare il modello americano per gli orphan works , ossia le opere di cui è impossibile individuare l'autore, consentendone dunque la riproduzione a fini non commerciali;
- La durata del diritto d'autore per opere non pubblicate dovrebbe essere posta in linea con altre già previste (ad esempio: 70 anni dopo la morte).
Se ne parla in Via di Torre Argentina il 29 settembre. l'ingresso è aperto a tutti
2 comments:
Ciao ho copiato il tuo post sul blog della nostra associazione. Se non ti va naturalmente lo tolgo. Grazie per le informazioni.
Vincenzo
www.mrheartbeat.splinder.com
figuriamoci vincenzo se non mi va, anzi speriamo che da cosa nasca cosa. grazie e ciao
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