We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
12.23.2005
Riunione straordinaria della Camera il 27 dicembre su amnistia e indulto.
Pannella 1, resto dell'arco costituzionale 0. E siamo solo al primo tempo
12.22.2005
-2 giorni alla marcia e 6 alla seduta speciale del Parlamento
Ultima conferenza stampa stamane per presentare le ultime adesioni dalla Marcia di Natale per l'Amnistia. Nel corso dell'incontro Robero Giachetti della Margherita aveva annunciato che l'obiettivo delle firme necessarie per una convocazione straordinaria del Parlamento era alla portata. Da pochi minuti son stati resi pubblici i nomi dei 207 deputati che chiedono la convocazione straordinaria della Camera per il 28 dicembre. Il Presidente Casini, forse perché vistosi tirato in causa in quanto non in ossequio ai desiderata di Giovanni Paolo II ha voluto dire a una persona che dice di stimare molto, il condirettore del Corriere della Sera, Pier Luigi Battista, che un paio di volte in televisione pare avesse sollecitato una risposta del Parlamento alla richiesta di un atto di clemenza da parte del Papa che "il Parlamento non è stato sordo. Ha approvato, infatti, l'indultino per il quale il presidente della Camera si prese paginate polemiche da parte della Lega. Un provvedimento questo che ha portato alla scarcerazione di 8.300 persone". Capito? c'è anche si vanta dell'indultino.
Secondo un approfondimento di Roberta Jannuzzi di Radio Radicale, Casini ha dichiarato di non volersi esprimere né in senso né in un altro (non sia mai) a proposito della questione e ha invitato a porre il problema dell'amnistia "in termini seri". "Vogliamo farla questa amnistia? O no?" ha dichiarato l'ex-democristiano Casini "Non prendiamo però come scusa la capienza o meno delle carceri, perché uno Stato serio questo problema dovrebbe saperlo risolvere comunque. Non voglio quindi giudicare la questione né positivamente né negativamente. Non voglio dare il mio parere, ma ho voluto sottolineare come il Parlamento abbia risposto all'appello del Papa dopo la sua visita alla Camera. Ho voluto solo fornire i dati storici". Da notare che nessuno aveva mai motivato l'amnistia col sovraffollamento delle carceri e che questo signore, sotto Natale, s'è fatto venire i rimorsi... che tristess
Secondo un approfondimento di Roberta Jannuzzi di Radio Radicale, Casini ha dichiarato di non volersi esprimere né in senso né in un altro (non sia mai) a proposito della questione e ha invitato a porre il problema dell'amnistia "in termini seri". "Vogliamo farla questa amnistia? O no?" ha dichiarato l'ex-democristiano Casini "Non prendiamo però come scusa la capienza o meno delle carceri, perché uno Stato serio questo problema dovrebbe saperlo risolvere comunque. Non voglio quindi giudicare la questione né positivamente né negativamente. Non voglio dare il mio parere, ma ho voluto sottolineare come il Parlamento abbia risposto all'appello del Papa dopo la sua visita alla Camera. Ho voluto solo fornire i dati storici". Da notare che nessuno aveva mai motivato l'amnistia col sovraffollamento delle carceri e che questo signore, sotto Natale, s'è fatto venire i rimorsi... che tristess
cyber-crimini e cyber-guerre
E meno male che a Natale siamo tutti più buoni...
E' di ieri la notizia che tre venditori di consolle Xbox sono stati incriminati per violazione della legge USA sul copyright e del famigerato Digital Millennium Copyright Act perché vendevano la scatola magica della Microsoft dopo averla modificata per farci girare e copiare anche giochi prodotti da altri. Le pene possono arrivare fino a cinque anni in una di quelle belle galere californiane... Chissà cosa ne penserebbe il buon Locke.
Non paga la Microsoft, in contrasto con dichiarazione dei mesi scorsi, ha annunciato che dall'anno prossimo non svilupperà più il suo (notoriamente pessimo) browser Internet Explorer per le piattaforme Mac. Poco male direte voi, bè a leggere quel che segue, e cioè che dal 2006 non verranno più rilasciati gli aggiornamenti di sicurezza per questa versione, c'è da aspettarsi qualche bel virussetto pronto a insidiarsi nei computer di molte persone. Anche se è ficilmente ipotizzabile che siano pochi gli utenti mac che navigano con IE (non che Safari sia la fine del mondo. Firefox ueber alles!) la chiusa del comunicato della Microsoft suona come una vera e propria dichiarazione di guerra.
L'Unione europea ha invece annunciato che confermerà le multe di oltre €2 milioni che sono il risultato di una causa iniziata dal Commissario Monti nel 2002... chissà
(continua)
E' di ieri la notizia che tre venditori di consolle Xbox sono stati incriminati per violazione della legge USA sul copyright e del famigerato Digital Millennium Copyright Act perché vendevano la scatola magica della Microsoft dopo averla modificata per farci girare e copiare anche giochi prodotti da altri. Le pene possono arrivare fino a cinque anni in una di quelle belle galere californiane... Chissà cosa ne penserebbe il buon Locke.
Non paga la Microsoft, in contrasto con dichiarazione dei mesi scorsi, ha annunciato che dall'anno prossimo non svilupperà più il suo (notoriamente pessimo) browser Internet Explorer per le piattaforme Mac. Poco male direte voi, bè a leggere quel che segue, e cioè che dal 2006 non verranno più rilasciati gli aggiornamenti di sicurezza per questa versione, c'è da aspettarsi qualche bel virussetto pronto a insidiarsi nei computer di molte persone. Anche se è ficilmente ipotizzabile che siano pochi gli utenti mac che navigano con IE (non che Safari sia la fine del mondo. Firefox ueber alles!) la chiusa del comunicato della Microsoft suona come una vera e propria dichiarazione di guerra.
L'Unione europea ha invece annunciato che confermerà le multe di oltre €2 milioni che sono il risultato di una causa iniziata dal Commissario Monti nel 2002... chissà
(continua)
12.21.2005
Perché l'amnistia, perché l'indulto
conoscere per deliberare.
1. Gli ultimi provvedimenti di amnistia e di indulto risalgono a 15 anni fa.
2. Sono passati 5 anni dal Giubileo e dalla campagna per l'aminista e l'indulto e per un "Piano Marshall" per le carceri e il reinserimento sociale.
3. Sono passati 3 anni da quando il Parlamento applaudì ripetutamente Giovanni Paolo II mentre invocava una riduzione delle pene.
4. A chiedere l'amnistia e l'indulto non sono soltanto i detenuti e le associazioni ma anche gli operatori, la polizia penitenziaria, i medici e gli infermieri, gli educatori e gli assistenti sociali, i direttori, gli avvocati, i magistrati.
5. Attualmente sono 60.000 i detenuti in Italia, un vero e proprio record nella storia repubblicana. Altre 50.000 persone sono in misura alternativa alla detenzione. Altre 70-80.000 persone, già condannate a pene inferiori a 3 anni (4 in caso di tossicodipendenza), sono in attesa della decisione del giudice circa la possibilità di scontare la condanna in misura alterativa. Totale: 180-190.000 persone, che significa una crescita esponenziale di 6 volte nel volgere di 15 anni.
6. In Italia un'amnistia di fatto esiste già. E' clandestina e di classe. Basti pensare che, solo negli ultimi cinque anni, ben 865.073 persone hanno beneficiato della prescrizione dei reati penali per i quali erano state inquisite. Se crescono le carcerazioni, crescono ancora di più le prescrizioni: da 66.556 nel 1996 a 94.181 nel 2000 a 221.888 nel 2004.
7. Non è vero che aumentando le carcerazioni si riducono i reati. E se la mano pesante della giustizia si scarica per intero sugli esclusi, senza avvocato e senza difesa, soprattutto immigrati e tossicodipendenti, in totale sono 8.942.932 i processi pendenti, di cui 5.580.000 penali. Tra la data del delitto e quella della sentenza la durata media è di 35 mesi per il primo grado del processo e di 65 mesi per l'appello. Sono moltissimi i reati che non vengono nemmeno perseguiti: nel 2003 le persone denunciate sono state 536.287 e i delitti denunciati per i quali è iniziata l'azione penale sono stati 2.890.629 (in crescita rispetto all'anno precedente), ma nell'80,8% dei casi l'autore era ignoto.
8. Il problema della sicurezza e della legalità riguarda la società libera, ben più che il carcere. Le vittime del reato hanno interessi non dissimili da quelli delle vittime di un sistema della giustizia forte con i deboli e debole con i forti. Una giustizia che sia efficace ed efficiente ed equa è una necessità di tutti.
9. Il carcere è spesso un luogo illegale, dove le leggi non sono applicate. Come, ad esempio, il Regolamento penitenziario, varato nel 2000 e rimasto in buona parte lettera morta.
10. Spesso sono leggi inique a indurre criminalità. Basti osservare come sia risibile il numero degli immigrati regolari in carcere, mentre è crescente quello degli immigrati senza permesso di soggiorno. L'impossibilità di ingresso legale produce illegalità e reati, mentre chi ha possibilità di regolarizzazione dimostra di essere pressoché esente da pratiche illegali e criminali.
11. L'amnistia e l'indulto, da semplici provvedimenti umanitari e razionalizzanti, diventano l'unica risposta a quella che è divenuta ua vera e propria emergenza sociale. Una questione che, direttamente e indirettamente, riguarda la vita e le condizioni di milioni di cittadini e di famiglie italiane. Per costruire una nuova giustizia, occorre rimuovere questo enorme "tappo" con un'amnistia. Attraverso l'indulto, invece, è possibile riportare il numero delle presenze a quello delle capienze, vale a dire ridurre di almeno 15.000 gli attuali detenuti.
12. L'amnistia e l'indulto non sono contraddittori con un'attenzione ai temi della sicurezza. E' questo carcere che produce recidiva, commissione di nuovi reati. I dati dicono che se la percetuale della recidiva è del 75% nei casi di detenuti che scontano per intero la condanna in carcere, questa si abbassa drasticamete al 27% nel caso di tossicodipendenti condannati che scontano la condanna o una parte di essa in affidamento ai servizi sociali, e al 12% nel caso di non tossicodipendenti affidati ai servizi sociali.
13. Investire sul recupero e sulla prevenzione è la vera politica per la sicurezza, una politica meno costosa socialmente, umanamente ed economicamente. Tenere una persona in carcere, peraltro nelle attuali condizioni miserevoli, costa 63.875 euro l'anno, in gran parte per la struttura, mentre per il vitto di ogni recluso si spendono mediamente solo 1,58 euro al giorno. Tenere un tossicodipendente in carcere (e sono almeno 18.000) costa il quadruplo che assisterlo in una comuità o affidarlo a un servizio pubblico.
1. Gli ultimi provvedimenti di amnistia e di indulto risalgono a 15 anni fa.
2. Sono passati 5 anni dal Giubileo e dalla campagna per l'aminista e l'indulto e per un "Piano Marshall" per le carceri e il reinserimento sociale.
3. Sono passati 3 anni da quando il Parlamento applaudì ripetutamente Giovanni Paolo II mentre invocava una riduzione delle pene.
4. A chiedere l'amnistia e l'indulto non sono soltanto i detenuti e le associazioni ma anche gli operatori, la polizia penitenziaria, i medici e gli infermieri, gli educatori e gli assistenti sociali, i direttori, gli avvocati, i magistrati.
5. Attualmente sono 60.000 i detenuti in Italia, un vero e proprio record nella storia repubblicana. Altre 50.000 persone sono in misura alternativa alla detenzione. Altre 70-80.000 persone, già condannate a pene inferiori a 3 anni (4 in caso di tossicodipendenza), sono in attesa della decisione del giudice circa la possibilità di scontare la condanna in misura alterativa. Totale: 180-190.000 persone, che significa una crescita esponenziale di 6 volte nel volgere di 15 anni.
6. In Italia un'amnistia di fatto esiste già. E' clandestina e di classe. Basti pensare che, solo negli ultimi cinque anni, ben 865.073 persone hanno beneficiato della prescrizione dei reati penali per i quali erano state inquisite. Se crescono le carcerazioni, crescono ancora di più le prescrizioni: da 66.556 nel 1996 a 94.181 nel 2000 a 221.888 nel 2004.
7. Non è vero che aumentando le carcerazioni si riducono i reati. E se la mano pesante della giustizia si scarica per intero sugli esclusi, senza avvocato e senza difesa, soprattutto immigrati e tossicodipendenti, in totale sono 8.942.932 i processi pendenti, di cui 5.580.000 penali. Tra la data del delitto e quella della sentenza la durata media è di 35 mesi per il primo grado del processo e di 65 mesi per l'appello. Sono moltissimi i reati che non vengono nemmeno perseguiti: nel 2003 le persone denunciate sono state 536.287 e i delitti denunciati per i quali è iniziata l'azione penale sono stati 2.890.629 (in crescita rispetto all'anno precedente), ma nell'80,8% dei casi l'autore era ignoto.
8. Il problema della sicurezza e della legalità riguarda la società libera, ben più che il carcere. Le vittime del reato hanno interessi non dissimili da quelli delle vittime di un sistema della giustizia forte con i deboli e debole con i forti. Una giustizia che sia efficace ed efficiente ed equa è una necessità di tutti.
9. Il carcere è spesso un luogo illegale, dove le leggi non sono applicate. Come, ad esempio, il Regolamento penitenziario, varato nel 2000 e rimasto in buona parte lettera morta.
10. Spesso sono leggi inique a indurre criminalità. Basti osservare come sia risibile il numero degli immigrati regolari in carcere, mentre è crescente quello degli immigrati senza permesso di soggiorno. L'impossibilità di ingresso legale produce illegalità e reati, mentre chi ha possibilità di regolarizzazione dimostra di essere pressoché esente da pratiche illegali e criminali.
11. L'amnistia e l'indulto, da semplici provvedimenti umanitari e razionalizzanti, diventano l'unica risposta a quella che è divenuta ua vera e propria emergenza sociale. Una questione che, direttamente e indirettamente, riguarda la vita e le condizioni di milioni di cittadini e di famiglie italiane. Per costruire una nuova giustizia, occorre rimuovere questo enorme "tappo" con un'amnistia. Attraverso l'indulto, invece, è possibile riportare il numero delle presenze a quello delle capienze, vale a dire ridurre di almeno 15.000 gli attuali detenuti.
12. L'amnistia e l'indulto non sono contraddittori con un'attenzione ai temi della sicurezza. E' questo carcere che produce recidiva, commissione di nuovi reati. I dati dicono che se la percetuale della recidiva è del 75% nei casi di detenuti che scontano per intero la condanna in carcere, questa si abbassa drasticamete al 27% nel caso di tossicodipendenti condannati che scontano la condanna o una parte di essa in affidamento ai servizi sociali, e al 12% nel caso di non tossicodipendenti affidati ai servizi sociali.
13. Investire sul recupero e sulla prevenzione è la vera politica per la sicurezza, una politica meno costosa socialmente, umanamente ed economicamente. Tenere una persona in carcere, peraltro nelle attuali condizioni miserevoli, costa 63.875 euro l'anno, in gran parte per la struttura, mentre per il vitto di ogni recluso si spendono mediamente solo 1,58 euro al giorno. Tenere un tossicodipendente in carcere (e sono almeno 18.000) costa il quadruplo che assisterlo in una comuità o affidarlo a un servizio pubblico.
12.20.2005
12.19.2005
Morales della favola in Bolivia
Il Capo del MAS (Movimento al Socialismo) Evo Morale è stato proclamato oggi primo presidente indio della Bolivia su una piattaforma ambiziosa di riforme strutturali complesse che includono anche la legalizzazione della produzione della foglia di coca. Da un paio di anni sono in contatto col MAS e i suoi leader per promuovere riforme di buongoverno economico ed ecologico in materia di piante proibite. Infatti, grazie in particolare al lavoro portato avanti col Deputato Dionicio Núñez, Marco Pannella ha fatto proprie le richieste dei leader cocaleros boliviani per rendere legale l’industrializzazione della foglia di coca, richieste che grazia al Partito Radicale da anni presento all’ONU di Ginevra e Vienna denunciando il proibizionismo come, tra le altre cose, una violazione del diritto allo sviluppo di intere zone del mondo.
La vittoria di Morales non è però che la prima tappa di un lungo e tortuoso processo di formazione di un governo che dovrà essere seguito da vicino e sostenuto affinché il programma del Presidente Morales possa essere tradotto in riforme di progresso e libertà in una rivoluzione verde nonviolenta. Affinché questo possa iniziare, occorrerà che tutti gli amici dei campesinos e cocaleros agiscano sui propri governi al fine di complementare le decisioni boliviane volte alla produzione legale della coca, dei suoi derivati non narcotici, nonché la loro esportazione, con l’avvio di una seria e scientifica valutazione delle politiche globali di “controllo delle droghe” per passare con deisione a una radicale revisione delle tre convenzioni ONU sugli stupefacenti.
La vittoria di Morales non è però che la prima tappa di un lungo e tortuoso processo di formazione di un governo che dovrà essere seguito da vicino e sostenuto affinché il programma del Presidente Morales possa essere tradotto in riforme di progresso e libertà in una rivoluzione verde nonviolenta. Affinché questo possa iniziare, occorrerà che tutti gli amici dei campesinos e cocaleros agiscano sui propri governi al fine di complementare le decisioni boliviane volte alla produzione legale della coca, dei suoi derivati non narcotici, nonché la loro esportazione, con l’avvio di una seria e scientifica valutazione delle politiche globali di “controllo delle droghe” per passare con deisione a una radicale revisione delle tre convenzioni ONU sugli stupefacenti.
Per mezz’ora, per affrontare, governare e risolvere il massimo problema sociale, istituzionale nazionale, la giustizia: amnistia
"L’amnisitia - la più forte e ampia dal dopoguerra - è la prima adeguata risposta che Berluscioni e Prodi possono insieme assicurare subito, allo stato e alla società italiana".
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