Proseguono, alla vigilia dell'inizio del digiuno di dialogo di Marco Pannella, le iniziative perché cessi il divieto a convocare per Natale una grande marcia per l'amnistia, la giustizia e la libertà. Don Antonio Mazzi ha già accettato di presiedere il Comitato, del quale fanno parte, tra gli altri, il senatore a vita Giulio Andreotti; il senatore a vita Emilio Colombo; il senatore a vita Giorgio Napolitano; il presidente dei senatori DS Cesare Salvi; il senatore Lanfranco Turci; il presidente dello SDI Enrico Boselli; Emma Bonino, parlamentare europea radicale; Benedetto della Vedova, presidente di Riformatori Liberali; Giuliano Pisapia, deputato RC; don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele; Massimo Barra, Presidente Fondazione Villa Maraini; Paolo Beni, presidente nazionale ARCI; Patrizio Gonnella, presidente nazionale Antigone; Stefano Anastasia, presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia; Ciro Pesacane, portavoce nazionale Forum ambientalista; Riccardo Bonacina, direttore di “Vita”; Luigi Manconi, responsabile Area Diritti DS; Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio; Lucio Babolin, presidente Comunità Accoglienza; Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”; Rita Bernardini, tesoriera di “Radicali Italiani”; Irene Testa, segretaria de “Il Detenuto Ignoto”; Sergio Segio, direttore di SocietàINformazione e Gruppo Abele.
Per aderire si clicca qui, per ulteriori informazioni qui, per vedere chi prende posizione qui.
We’re on a road to nowhere Come on inside * Takin’ that ride to nowhere We’ll take that ride
12.10.2005
12.09.2005
"un problema di approccio, di mentalità, di analisi, una premessa valida per qualsiasi discorso"j
M'ero perso, ma solo perché in tutt'altre faccende affaccendato - e ringrazio un amichetto che me l'ha segnalata - una lettera di Federico Punzi al direttore di Notizie Radicali in cui si riprendono alcune mie considerazione sulla gestione di Internet. Dice Punzi, che al contempo promette di documentarsi meglio (speriamo per tempo, però) che in " un articolo di ben 13.884 battute sul tema della libertà di Internet [di Marco Perduca] - si sollevano anche questioni urgenti e soluzioni in gran parte condivisibili - senza nemmeno citare quei regimi totalitari che negano il libero accesso dei propri cittadini alla Rete, e anzi si individuano come problema gli americani. Ché non sono più quelli di una volta, ma che «in ossequio al presunto libero mercato e alla guerra al terrore stanno seriamente minando la possibilità tecnica di un utilizzo politico della Rete stessa». Utilizzo politico? Deciso da chi? Non c'è niente da fare, è uno stato d'animo. Nel merito più in là m'informerò meglio, ma accedendo a una pagina alla quale rimandava un link nel suddetto editoriale ho trovato conferme della mia impressione da queste parole dell'autore: «... il mio problema non è che gli americani hanno le chiavi della Rete, anzi, è che quel lucchetto lo aprono a chi vogliono loro e basta e, recentemente, lo hanno aperto a google e yahoo acconsentendo che questi 2 motori di ricerca censurassero certe parole chiave su siti in cinese e/o cinesi. Domanda: come si risponde a questo tipo di comportamento? Ce la si prende con la Cina (contro la quale non si può nulla), oppure con chi consente che gli algoritmi blocchino la ricerca?».
Ora, a me pare che più chiari di così nel Perdukistan non si potrebbe essere, comunque visto che son faccende importanti, se non fondamentali per la libertà di milioni di persone, ci riprovo. Quel che si tentava di dire era che, se è vero come è vero che l'ICANN e il Dipartimento di Commercio USA sono i gestori della rete (conferma recentemente avvenuta al WSIS di Tunisi e per cui ci siamo tutti ritrovati sotto lo stesso altare ad accendere un cero alla Madonna della Rete), e se è vero come è vero che in Cina, Iran, Arabia saudita e Vietnam, ma anche Tunisia, Birmania e Laos si assiste a una vera e propria persecuzione di naviganti e alla censura preventiva nei confronti di termini come "libertà", "democrazia" e "partito radicale", allora come non si può non affrontare la questione che se gli algoritmi della Rete sono maneggiati in modo tale da consentire questo tipo di annientamenti essi lo sono grazie a un assenzo del detentore delle chiavi?
Gli amici - e beniamini - di Punzi dei think tank americani di area repubblicana non perdono occasione per ripeterci che la priorità dell'Amministrazione Bush è la promozione della libertà e della democrazia anche come antidoto al terrorismo. Dai loro blog essi spendono anche diverso tempo a promuovere, con una grancassa più deboluccia di quella utilizzata per i B52 ahimé, il cosiddetto soft power della public diplomacy auspicando che si possa presto passare (o magari lo si possa fare a complemento di interventi militari) al bombardamento di informazione in quei paesi dove vige la censura e son negate le libertà di parola e assemblea: nel Perdukistan questo si chiama preconizzare un uso politico della Rete...
Visto e considerato tutto quanto esposto di nuovo qui sopra, ne seguiva la domanda non retorica del perché non ci si sia opposti (laddove si poteva, e secondo i think tank citati si doveva) a Google e Yahoo! impedendo loro di non accondiscendere ai desiderata dei cinesi, nel momento in cui si vogliono raggiungere i cuori e le menti delle vittime dei peggiori regimi del pianeta? Oppure perché si è acconsentito a che la Microsoft fornisse il supporto di software necessario per la creazione del "Great fireWall of China", quando si proibisce la vendita di tecnologia militare a Pechino?
In attesa di un'ulteriore documentazione tecnica, ci potrebbe essere almeno qualche considerazione politica; a meno che non ci si voglia allineare, come spesso accade, col Senatore McCain che auspica il populista sviluppo di un megasoftware che aggiri le censure... ma non sarebbe più efficace, nonché politico, per una volta, andare alla radice del problema?
Ora, a me pare che più chiari di così nel Perdukistan non si potrebbe essere, comunque visto che son faccende importanti, se non fondamentali per la libertà di milioni di persone, ci riprovo. Quel che si tentava di dire era che, se è vero come è vero che l'ICANN e il Dipartimento di Commercio USA sono i gestori della rete (conferma recentemente avvenuta al WSIS di Tunisi e per cui ci siamo tutti ritrovati sotto lo stesso altare ad accendere un cero alla Madonna della Rete), e se è vero come è vero che in Cina, Iran, Arabia saudita e Vietnam, ma anche Tunisia, Birmania e Laos si assiste a una vera e propria persecuzione di naviganti e alla censura preventiva nei confronti di termini come "libertà", "democrazia" e "partito radicale", allora come non si può non affrontare la questione che se gli algoritmi della Rete sono maneggiati in modo tale da consentire questo tipo di annientamenti essi lo sono grazie a un assenzo del detentore delle chiavi?
Gli amici - e beniamini - di Punzi dei think tank americani di area repubblicana non perdono occasione per ripeterci che la priorità dell'Amministrazione Bush è la promozione della libertà e della democrazia anche come antidoto al terrorismo. Dai loro blog essi spendono anche diverso tempo a promuovere, con una grancassa più deboluccia di quella utilizzata per i B52 ahimé, il cosiddetto soft power della public diplomacy auspicando che si possa presto passare (o magari lo si possa fare a complemento di interventi militari) al bombardamento di informazione in quei paesi dove vige la censura e son negate le libertà di parola e assemblea: nel Perdukistan questo si chiama preconizzare un uso politico della Rete...
Visto e considerato tutto quanto esposto di nuovo qui sopra, ne seguiva la domanda non retorica del perché non ci si sia opposti (laddove si poteva, e secondo i think tank citati si doveva) a Google e Yahoo! impedendo loro di non accondiscendere ai desiderata dei cinesi, nel momento in cui si vogliono raggiungere i cuori e le menti delle vittime dei peggiori regimi del pianeta? Oppure perché si è acconsentito a che la Microsoft fornisse il supporto di software necessario per la creazione del "Great fireWall of China", quando si proibisce la vendita di tecnologia militare a Pechino?
In attesa di un'ulteriore documentazione tecnica, ci potrebbe essere almeno qualche considerazione politica; a meno che non ci si voglia allineare, come spesso accade, col Senatore McCain che auspica il populista sviluppo di un megasoftware che aggiri le censure... ma non sarebbe più efficace, nonché politico, per una volta, andare alla radice del problema?
Altro che ex-Cirielli, Amnistia!
4 minuti contro menzogne, proibizioni e punizioni live from Rome.
L'intervento è stato registrato il 7 dicembre durante l'incontro organizzato dal cartello "Non incarcerate il nostro crescere", nell'Aula Magna dell'università La Sapienza di Roma, per promuovere alcuni punti fissi relativi a una radicale revisione delle attuali politiche in materia di consumi, abusi e dipendenze da sostanze stupefacenti illegali. Invitati dal Forum Droghe, organizzatore dell'iniziativa, anche Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani e Marco Perduca, responsabile della Lega Internazionale Antiproibizionista, e dirigente della Rosa nel Pugno.
L'intervento è stato registrato il 7 dicembre durante l'incontro organizzato dal cartello "Non incarcerate il nostro crescere", nell'Aula Magna dell'università La Sapienza di Roma, per promuovere alcuni punti fissi relativi a una radicale revisione delle attuali politiche in materia di consumi, abusi e dipendenze da sostanze stupefacenti illegali. Invitati dal Forum Droghe, organizzatore dell'iniziativa, anche Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani e Marco Perduca, responsabile della Lega Internazionale Antiproibizionista, e dirigente della Rosa nel Pugno.
12.08.2005
concorrenza agguerrita su VoIP
Yahoo! ha annunciato oggi, che nei prossimi giorni lancerà un servizio di telefonia via internet che, almeno per quanto riguarderà le telefonate "voice out" su telefoni negli USA, avrà tariffe pari alla metà di quelle che offre Skype e consentirà la scelta di un numero "locale" e "mobile". Che l'acquisto di Skype da parte di eBay avesse fissato un prezzo al di fuori del mercato per il servizio era piuttosto evidente, che però la mossa rischiasse di essere un bel flop miliardario non era poi così scontato.
Intanto, per parare il colpo, che comunque era nell'aria, e per arginare anche l'attacco del sistema VoIP open source Gizmo, Skype ha annunciato che integrerà le videoconferenze tra i vari servizi già offerti.
Visti gli sviluppi potenzialmente rivoluzionari in termini di costi di comunicazione e di ritmi di innovazione, non meraviglia che in giro per il mondo stiano facendo il diavolo a quattro per proibire il peer to peer...
Intanto, per parare il colpo, che comunque era nell'aria, e per arginare anche l'attacco del sistema VoIP open source Gizmo, Skype ha annunciato che integrerà le videoconferenze tra i vari servizi già offerti.
Visti gli sviluppi potenzialmente rivoluzionari in termini di costi di comunicazione e di ritmi di innovazione, non meraviglia che in giro per il mondo stiano facendo il diavolo a quattro per proibire il peer to peer...
blogghiamo per l'AMNISTIA
Nella blogosfera s'è discusso giorni fa di grazia a Sofri, magari non sempre nei termini e toni appropriati al caso e alle condizioni di Adriano, ma ci si è fermati lì, non s'è riusciti a fare il salto di qualità necessario e urgente di affrontare la questione più ampia delle condizioni di vita nelle carceri, condizioni che sono il risultato non solo di un'iper-penalizzazione dei comportamenti e scelte individuali (basterebbe solo pensare ai reati connessi al consumo e commercio di sostanze stupefacenti) ma anche a un'amministrazione della giustizia che dal 1980 è in patente e sistematica violazione della Convenzione europea dei diritti umani e che negli ultimi anni ha creato anche un'altra categoria di paria, gli extra-comunitari.
La drammatica situazione delle carceri italiane è stata denunciata, a parole, da molti, buon ultimo da un palcoscenico che forse non gli andava garantito, Giovanni Paolo II. Di parole se ne sentono, e scrivono, molte, Marco Pannella, che della traduzione di pensiero liberale in azione nonviolenta ha fatto una regola di vita in questi giorni ha lanciato un appello dai microfoni di Radio Radicale perché si riesca a organizzare una marcia di Natale a favore dell'amnistia.
I blog, che della mobilitazione di opinioni vivono - e muoiono - posso fungere da rimbalzatori di questa iniziativa in favore dell'amnistia e quindi per la giustizia e la libertà.
Ecco alcune delle adesione all'appello di Pannella
APPELLO: AMNISTIA PER NATALE 2005
Primi firmatari
Francesco Cossiga, senatore a vita, presidente emerito della Repubblica
Cesare Salvi, senatore DS, vicepresidente del Senato
Giuliano Pisapia, deputato PRC
Sergio Segio, direttore Associazione SocietàINformazione e Gruppo Abele di Milano
Emma Bonino, Radicali italiani
Sergio D’Elia, segretario Nessuno Tocchi Caino
Daniele Capezzone, segretario Radicali italiani
Enrico Boselli, segretario SDI
Enrico Buemi, deputato SDI
Marco Cappato, segretario dell’Associazione Coscioni
Irene Testa, segretaria ass. Detenuto Ignoto
Rita Bernardini, tesoriere Radicali italiani
Gad Lerner, giornalista
Mario Marazziti, portavoce Comunità di Sant’Egidio
Don Luigi Ciotti, fondatore Gruppo Abele e Libera
Paolo Beni, presidente nazionale ARCI
Lucio Babolin, Presidente Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
Patrizio Gonnella, presidente nazionale Antigone
Stefano Anastasia, presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia
Ettore Randazzo, presidente Unione delle Camere Penali
Ferdinando Imposimato, ex magistrato e parlamentare
Franco Corleone, presidente Forum Droghe e Garante dei detenuti Comune di Firenze
Fabrizio Rossetti, responsabile settore penitenziario CGIL-FP
Sergio Cusani, presidente Banca della Solidarietà
Luigi Manconi, Responsabile Diritti civili dei DS e Garante dei detenuti del Comune di Roma
Angiolo Marroni, Garante dei detenuti della Regione Lazio
Don Paolo Spriano, cappellano carcere di Rebibbia
Sergio Stanzani, presidente del Partito radicale
Maurizio Turco, presidente vicario del Partito radicale
Ornella Favero, Ristretti Orizzonti
Marco Poggi, segretario SAI (Sindacato Infermieri Penitenziari)
Lucia Annunziata, giornalista
Gad Lerner, giornalista
Luigi Nieri, assessore Regione Lazio
Ciro Pesacane, portavoce nazionale Forum ambientalista
Amalia Navoni, coord. Lombardo Nord Sud del Mondo
Silvia Buzzelli, professore di procedura penale europea nell'università di Milano-Bicocca
Licia Roselli, Direttrice AgeSoL Milano
Don Antonio Mazzi, presidente della Fondazione Exodus
Livia Turco, responsabile Welfare dei Democratici di Sinistra
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente dei Verdi
Giuseppe Bortone, Responsabile Settore Tossicodipendenze nella CGIL
Fabio Mariani, vicepresidente del comitato scientifico di Forum Droghe
Eliana Croce, direttore de “Il Mensile”
Oliviero Toscani, fotografo
Marco Perduca, Segretario Lega Internazionale Antiproibizionista
Associazioni e organismi che hanno aderito alla Marcia di Natale
- Radicali Italiani
- Nessuno tocchi Caino
- Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
- Il detenuto ignoto
- Associazione SocietàINformazione
- Gruppo Abele
- Comunità di Sant’Egidio
- Libera
- ARCI
- Antigone
- Conferenza nazionale volontariato giustizia
- Unione delle Camere Penali
- Forum Droghe
- CGIL-FP
- Banca della Solidarietà
- Partito Radicale
- Lega Internazionale Antiproibizionista
- Ristretti Orizzonti
- SAI (Sindacato Infermieri Penitenziari)
- Forum ambientalista
- Nord Sud del Mondo
- AgeSoL Milano
- I Sert di Udine, Firenze, Napoli-Casavatore, Velletri, Faenza, Trieste, Pescara
- Le Asl di Firenze (n.10), Torino (n.3), San Francesco Trani (n.2)
- Le Comunità di recupero Emmaus, Montebuono, Progetto sud, Oasi 2, Centro di accoglienza Ulivo, Caps, La tenda, Insieme, Exodus, Il Samaritano, Il Gabbiano, Nuova entrata libera, Saman
- Le Cooperative Conferenza regionale volontariato giustizia della Marche, Cooperativa sociale Zip, Il Calabrone, La Collina Re, La Cacciarella, Magliana 80, Ibis, Azzurra, Il Cammino, La Rupe
- Lila
- Operatori delle tossicodipendenze
- Società italiana delle tossicodipendenze
- Federazione Sindacati Autonomi (F.S.A.)
- Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria (C.N.P.P.)
- Le/i Giovani comuniste e comunisti del Prc
Adesioni individuali alla Marcia
Gian Guido Folloni, responsabile relazioni con i paesi arabi e asiatici della Margherita
Fabrizio Pomes, consigliere comunale di Taranto e membro della direzione del nuovo PSI
Luca Cavallini, vice coordinatore Forza Italia Giovani Pisa
Alessandro Arnone, segretario regionale PID Partito Italiano Donne
Luca Tentellini, giornalista
La drammatica situazione delle carceri italiane è stata denunciata, a parole, da molti, buon ultimo da un palcoscenico che forse non gli andava garantito, Giovanni Paolo II. Di parole se ne sentono, e scrivono, molte, Marco Pannella, che della traduzione di pensiero liberale in azione nonviolenta ha fatto una regola di vita in questi giorni ha lanciato un appello dai microfoni di Radio Radicale perché si riesca a organizzare una marcia di Natale a favore dell'amnistia.
I blog, che della mobilitazione di opinioni vivono - e muoiono - posso fungere da rimbalzatori di questa iniziativa in favore dell'amnistia e quindi per la giustizia e la libertà.
Ecco alcune delle adesione all'appello di Pannella
APPELLO: AMNISTIA PER NATALE 2005
Primi firmatari
Francesco Cossiga, senatore a vita, presidente emerito della Repubblica
Cesare Salvi, senatore DS, vicepresidente del Senato
Giuliano Pisapia, deputato PRC
Sergio Segio, direttore Associazione SocietàINformazione e Gruppo Abele di Milano
Emma Bonino, Radicali italiani
Sergio D’Elia, segretario Nessuno Tocchi Caino
Daniele Capezzone, segretario Radicali italiani
Enrico Boselli, segretario SDI
Enrico Buemi, deputato SDI
Marco Cappato, segretario dell’Associazione Coscioni
Irene Testa, segretaria ass. Detenuto Ignoto
Rita Bernardini, tesoriere Radicali italiani
Gad Lerner, giornalista
Mario Marazziti, portavoce Comunità di Sant’Egidio
Don Luigi Ciotti, fondatore Gruppo Abele e Libera
Paolo Beni, presidente nazionale ARCI
Lucio Babolin, Presidente Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
Patrizio Gonnella, presidente nazionale Antigone
Stefano Anastasia, presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia
Ettore Randazzo, presidente Unione delle Camere Penali
Ferdinando Imposimato, ex magistrato e parlamentare
Franco Corleone, presidente Forum Droghe e Garante dei detenuti Comune di Firenze
Fabrizio Rossetti, responsabile settore penitenziario CGIL-FP
Sergio Cusani, presidente Banca della Solidarietà
Luigi Manconi, Responsabile Diritti civili dei DS e Garante dei detenuti del Comune di Roma
Angiolo Marroni, Garante dei detenuti della Regione Lazio
Don Paolo Spriano, cappellano carcere di Rebibbia
Sergio Stanzani, presidente del Partito radicale
Maurizio Turco, presidente vicario del Partito radicale
Ornella Favero, Ristretti Orizzonti
Marco Poggi, segretario SAI (Sindacato Infermieri Penitenziari)
Lucia Annunziata, giornalista
Gad Lerner, giornalista
Luigi Nieri, assessore Regione Lazio
Ciro Pesacane, portavoce nazionale Forum ambientalista
Amalia Navoni, coord. Lombardo Nord Sud del Mondo
Silvia Buzzelli, professore di procedura penale europea nell'università di Milano-Bicocca
Licia Roselli, Direttrice AgeSoL Milano
Don Antonio Mazzi, presidente della Fondazione Exodus
Livia Turco, responsabile Welfare dei Democratici di Sinistra
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente dei Verdi
Giuseppe Bortone, Responsabile Settore Tossicodipendenze nella CGIL
Fabio Mariani, vicepresidente del comitato scientifico di Forum Droghe
Eliana Croce, direttore de “Il Mensile”
Oliviero Toscani, fotografo
Marco Perduca, Segretario Lega Internazionale Antiproibizionista
Associazioni e organismi che hanno aderito alla Marcia di Natale
- Radicali Italiani
- Nessuno tocchi Caino
- Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
- Il detenuto ignoto
- Associazione SocietàINformazione
- Gruppo Abele
- Comunità di Sant’Egidio
- Libera
- ARCI
- Antigone
- Conferenza nazionale volontariato giustizia
- Unione delle Camere Penali
- Forum Droghe
- CGIL-FP
- Banca della Solidarietà
- Partito Radicale
- Lega Internazionale Antiproibizionista
- Ristretti Orizzonti
- SAI (Sindacato Infermieri Penitenziari)
- Forum ambientalista
- Nord Sud del Mondo
- AgeSoL Milano
- I Sert di Udine, Firenze, Napoli-Casavatore, Velletri, Faenza, Trieste, Pescara
- Le Asl di Firenze (n.10), Torino (n.3), San Francesco Trani (n.2)
- Le Comunità di recupero Emmaus, Montebuono, Progetto sud, Oasi 2, Centro di accoglienza Ulivo, Caps, La tenda, Insieme, Exodus, Il Samaritano, Il Gabbiano, Nuova entrata libera, Saman
- Le Cooperative Conferenza regionale volontariato giustizia della Marche, Cooperativa sociale Zip, Il Calabrone, La Collina Re, La Cacciarella, Magliana 80, Ibis, Azzurra, Il Cammino, La Rupe
- Lila
- Operatori delle tossicodipendenze
- Società italiana delle tossicodipendenze
- Federazione Sindacati Autonomi (F.S.A.)
- Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria (C.N.P.P.)
- Le/i Giovani comuniste e comunisti del Prc
Adesioni individuali alla Marcia
Gian Guido Folloni, responsabile relazioni con i paesi arabi e asiatici della Margherita
Fabrizio Pomes, consigliere comunale di Taranto e membro della direzione del nuovo PSI
Luca Cavallini, vice coordinatore Forza Italia Giovani Pisa
Alessandro Arnone, segretario regionale PID Partito Italiano Donne
Luca Tentellini, giornalista
12.07.2005
Le menzogne a Palermo sulla droga porteranno solo a estreme unzioni
Si concludono oggi i lavori della conferenza nazionale sulle politiche antidroga, nell’attesa di capire come verranno incluse le critiche e denunce esposte durante i lavori delle sessioni tematiche dai membri della delegazione radicale composta da Carla Rossi, Ignazio Marcozzi Rozzi, Giuseppe Rossodivita e il sottoscritto, occorre affrontare con qualche dato alcune delle menzogne che hanno caratterizzato le prime due giornate dell’incontro, che va ricordato, è stato convocato con oltre due anni di ritardo rispetto alle scadenze previste:
1)Nella cerimonia d’apertura l’unico intervento politico è stato riservato a un prete, don Gelmini, il quale - oltre ad aver goduto della migliore collocazione in programma (ha parlato immediatamente prima di casini dopo ministri, parlamentari e il procurato Grasso) - si è scagliato violentemente, tra le altre cose, contro il metadone definendolo una droga di stato e quindi da proibire come tutte le altre sostanze stupefacenti. E’ bene contrastare l’omelia di don Gelmini con informazioni corrette che possono essere recuperate senza problemi dal sito dell’Organizzazione mondiale della sanità e dalle quali si può evincere facilmente che il metadone dal luglio 2005 è considerato una medicina essenziale.
2)Sia il Ministro la Loggia che il direttore dell’UNODC Antonio Maria Costa hanno affermato, tra gli applausi dei fedeli, che, grazie a un’azione italiana in seno all’Unione europea, si è arrivati a una decisione che imporrà nel medio periodo la totale chiusura dei coffee shop nei Paesi bassi. Ora, se è vero che il governo democristiano olandese, e in particolare il ministro della giustizia Donner, era intenzionato a cancellare i successi di 30 anni di prammatica tolleranza nei confronti del consumo personale di Hashish, una rivolta delle amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, si è radicalmente opposta alla mossa reazionaria. Anzi, negli ultimi tempi non solo si è assistito a un aumento delle richieste di licenza, ma grazie al sindaco conservatore della città di Maarstricht si è anche avviato un dibattito in merito alla tipologia dei prodotti da vendere ritenendo necessario ampliare il menù includendo anche la Marijuana con 20 città favorevoli alla regolamentazione della coltivazione della pianta per fini commerciali.
1)Nessuno degli esperti presenti ha presentato i “risultati” delle politiche anti-droga a livello nazionale o internazionale né ci si è soffermati per un momento sulla metodologia di raccolta ed elaborazione dati delle varie agenzie nazionali, regionali e mondiali incaricate del “controllo” del fenomeno spacciando per certi elaborazioni di stime approssimative relative a attività al di fuori del controllo di chiunque.
Questi tre non sono solo che alcuni degli stupefacenti elementi di propaganda che hanno caratterizzato lo show di Palermo svuotandolo della benché minima scientificità. Questa IV Conferenza nazionale sulle droghe verrà, forse, ricordata, come la più partecipata da preti, frati e suore dove però, al posto di preghiere, son state distribuite estreme unzioni visto che l’unico risultato di questo modo di affrontare le questione, buon ultime le misure reazionario-punizioniste dello stralcio “Fini-Giovanardi”, non potrà che portare morti per overdose, AIDS, suicidi per la vergogna e carcere, carcere e ancora carcere per tutti.
Piuttosto che concedere una corsia preferenziale per lo stralcio “Fini-Giovanardi” il Governo italiano consenta all’Unione europea di avviare un processo di reperimento scientifico valutazione onesta dei dati relativi alla produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite dalle tre convenzioni ONU in materia di droga.
1)Nella cerimonia d’apertura l’unico intervento politico è stato riservato a un prete, don Gelmini, il quale - oltre ad aver goduto della migliore collocazione in programma (ha parlato immediatamente prima di casini dopo ministri, parlamentari e il procurato Grasso) - si è scagliato violentemente, tra le altre cose, contro il metadone definendolo una droga di stato e quindi da proibire come tutte le altre sostanze stupefacenti. E’ bene contrastare l’omelia di don Gelmini con informazioni corrette che possono essere recuperate senza problemi dal sito dell’Organizzazione mondiale della sanità e dalle quali si può evincere facilmente che il metadone dal luglio 2005 è considerato una medicina essenziale.
2)Sia il Ministro la Loggia che il direttore dell’UNODC Antonio Maria Costa hanno affermato, tra gli applausi dei fedeli, che, grazie a un’azione italiana in seno all’Unione europea, si è arrivati a una decisione che imporrà nel medio periodo la totale chiusura dei coffee shop nei Paesi bassi. Ora, se è vero che il governo democristiano olandese, e in particolare il ministro della giustizia Donner, era intenzionato a cancellare i successi di 30 anni di prammatica tolleranza nei confronti del consumo personale di Hashish, una rivolta delle amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, si è radicalmente opposta alla mossa reazionaria. Anzi, negli ultimi tempi non solo si è assistito a un aumento delle richieste di licenza, ma grazie al sindaco conservatore della città di Maarstricht si è anche avviato un dibattito in merito alla tipologia dei prodotti da vendere ritenendo necessario ampliare il menù includendo anche la Marijuana con 20 città favorevoli alla regolamentazione della coltivazione della pianta per fini commerciali.
1)Nessuno degli esperti presenti ha presentato i “risultati” delle politiche anti-droga a livello nazionale o internazionale né ci si è soffermati per un momento sulla metodologia di raccolta ed elaborazione dati delle varie agenzie nazionali, regionali e mondiali incaricate del “controllo” del fenomeno spacciando per certi elaborazioni di stime approssimative relative a attività al di fuori del controllo di chiunque.
Questi tre non sono solo che alcuni degli stupefacenti elementi di propaganda che hanno caratterizzato lo show di Palermo svuotandolo della benché minima scientificità. Questa IV Conferenza nazionale sulle droghe verrà, forse, ricordata, come la più partecipata da preti, frati e suore dove però, al posto di preghiere, son state distribuite estreme unzioni visto che l’unico risultato di questo modo di affrontare le questione, buon ultime le misure reazionario-punizioniste dello stralcio “Fini-Giovanardi”, non potrà che portare morti per overdose, AIDS, suicidi per la vergogna e carcere, carcere e ancora carcere per tutti.
Piuttosto che concedere una corsia preferenziale per lo stralcio “Fini-Giovanardi” il Governo italiano consenta all’Unione europea di avviare un processo di reperimento scientifico valutazione onesta dei dati relativi alla produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite dalle tre convenzioni ONU in materia di droga.
Buy, play, trade, repeat
In today's International Herald Tribune (as an encore) common sense reigns on copyrights and is offered by Damian Kulash, lead singer for the Los Angeles-based OK go.
12.04.2005
Rewriting history? The risks of open and accessible information.
in Today's New York Times, Katharine Q. Seelye addresses some of the problems posed by the open participatory encyclopedia Wikipedia.
"According to Wikipedia, the online encyclopedia," writes Seelye "John Seigenthaler Sr. is 78 years old and the former editor of The Tennessean in Nashville. But is that information, or anything else in Mr. Seigenthaler's biography, true? The question arises because Mr. Seigenthaler recently read about himself on Wikipedia and was shocked to learn that he "was thought to have been directly involved in the Kennedy assassinations of both John and his brother Bobby." "Nothing was ever proven," the biography added." [...]
"Indeed, Esther Dyson, editor of Release 1.0 and a longtime Internet analyst, said Wikipedia may be better than real life. "The Internet has done a lot more for truth by making things easier to discuss," she said. "Transparency and sunlight are better than a single point of view that can't be questioned." For Mr. Seigenthaler, whose biography on Wikipedia has since been corrected, the lesson is simple: "We live in a universe of new media with phenomenal opportunities for worldwide communications and research, but populated by volunteer vandals with poison-pen intellects."
Wikipedia.org may defame people, institutions and present issues from a biased viewpoint (I have experienced it myself when the Transnational Radical Party encountered some problems at the United Nations on the occasion of a presentation of a written statement concerning the Arab "minority" of the Ahwazi people, who live in the Iran's Southwestern provice of Kuzestan and that triggered the angered reaction of Teheran's Ambassador to the UN who was not pleased by the denounces at the center of the TRP's statement) but, once you know it, Wikipedia allows reactions, corrections and the opening of debates becoming a potent enabler of e-activism in favor of the affirmation of dissent and, at times, truth.
"According to Wikipedia, the online encyclopedia," writes Seelye "John Seigenthaler Sr. is 78 years old and the former editor of The Tennessean in Nashville. But is that information, or anything else in Mr. Seigenthaler's biography, true? The question arises because Mr. Seigenthaler recently read about himself on Wikipedia and was shocked to learn that he "was thought to have been directly involved in the Kennedy assassinations of both John and his brother Bobby." "Nothing was ever proven," the biography added." [...]
"Indeed, Esther Dyson, editor of Release 1.0 and a longtime Internet analyst, said Wikipedia may be better than real life. "The Internet has done a lot more for truth by making things easier to discuss," she said. "Transparency and sunlight are better than a single point of view that can't be questioned." For Mr. Seigenthaler, whose biography on Wikipedia has since been corrected, the lesson is simple: "We live in a universe of new media with phenomenal opportunities for worldwide communications and research, but populated by volunteer vandals with poison-pen intellects."
Wikipedia.org may defame people, institutions and present issues from a biased viewpoint (I have experienced it myself when the Transnational Radical Party encountered some problems at the United Nations on the occasion of a presentation of a written statement concerning the Arab "minority" of the Ahwazi people, who live in the Iran's Southwestern provice of Kuzestan and that triggered the angered reaction of Teheran's Ambassador to the UN who was not pleased by the denounces at the center of the TRP's statement) but, once you know it, Wikipedia allows reactions, corrections and the opening of debates becoming a potent enabler of e-activism in favor of the affirmation of dissent and, at times, truth.
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